L'avvocato del diavolo di Ugo Mazzotta
Pubblicato da Alessandra Buccheri alle 08:11 in Recensioni
Ugo Mazzotta
L'avvocato del Diavolo
Todaro editore
Pagine 256
Prezzo 14,50
Un cadavere scomposto rinvenuto nel bagno di un autogrill: il commissario Prisco non riesce a immaginare una morte più desolante e squallida di quella toccata all'avvocato Alessandro Meraviglia, tranquillo legale di provincia che in quel bagno di autogrill si era fermato sulla strada del ritorno dalla visita a uno dei suoi assistiti, ospite delle patrie galere. Pochi i sospettabili e nessuno, apparentemente, ha un valido movente. Ma scavando sotto la superficie emerge che il morto meritava davvero quella fine: con il suo secondo lavoro, quello di usuraio, aveva ridotto sul lastrico decine di piccoli commercianti finiti nella sua morsa. E aveva anche il vizietto delle donne, l'avvocato: giovani, belle e protagoniste di una collezione di filmati amatoriali, probabilmente a loro insaputa.
Man mano che le indagini procedono la personalità del defunto si rivela sempre più sgradevole. Ma Prisco è pur sempre un servitore dello Stato e deve trovare il colpevole: interroga, gira, tenta di mettere a posto i pezzi, ma con poca voglia. Fino a quando, nella rosa dei possibili sospettati, non compare il Diavolo, uno dei clienti di Meraviglia. Solo allora Prisco ritrova la spinta a fare giustizia, non tanto per l'avvocato quanto per le sue vittime. Anche se la strada che porta alla verità non è affatto agevole, soprattutto per lui, il tranquillo commissario che da anni non si esercita a sparare al poligono...
In L'avvocato del diavolo il commissario Prisco ha un avvio "lento", da diesel. Forse perché sente la mancanza di Paolo Curti, il suo vice, un'assenza che l'ispettore Alice Caturano non riesce a colmare. Forse perché la relazione con la bella Agnese è ormai stabile e rassicurante. Forse perché si interroga sul suo lavoro. Sta di fatto che all'inizio Prisco pensa, riflette, ma non riesce ad agire. Ma al momento giusto l'azione arriva, insieme ai colpi di scena, ai twists and turns che lasciano avvinti fino all'ultima pagina.
Il commissario Prisco si avvia a essere il Maigret napoletano: calmo, riflessivo, attento alle relazioni umane e ai motivi. Anche se lui tenta di smentire: quando Agnese (che lo conosce bene) afferma: "Ma secondo me tu preferiresti una soluzione, come dire, più personale. Una storia che leghi la vittima al colpevole, un movente passionale, la disperazione di uno che non ha più soldi per campare. Una cosa del genere, non uno squallido episodio di criminalità organizzata", lui replica "È tutto molto carino. Io però sono un commissario di Polizia, non uno scrittore di gialli, i casi non li posso inventare a mio piacimento né piegarli alle mie esigenze sentimentali". Non è proprio vero...
Anche perché, sebbene "a malincuore", Prisco ammette che "ciò che lo spingeva a svolgere indagini, a trovare risposte, era una specie di maniacale bisogno di vedere ogni cosa al suo posto". È tutta qui, la sostanza del commissario Prisco (e, sospetto, anche del suo autore...).
Una nota sul titolo (ebbene sì, leggo sempre MySpace...): non ha niente a che vedere con l'omonimo film del 1997 ma nemmeno con il celebre Perry Mason, brillante anche quando non si comporta in maniera trasparente. L'avvocato del diavolo, qua, è solo un miserabile traffichino e il lettore ha serie difficoltà a dispiacersi per la sua dipartita.
Infine: se il precedente romanzo iniziava con una feroce sparatoria su Playstation, in questo Prisco ha scoperto l'Ipod (anche se il misterioso oggetto bianco dispensatore di suoni non viene mai chiamato con il suo nome). Poiché, da qualche indizio raccolto qua e là, prevedo che nel prossimo libro il commissario sarà dotato di un fichissimo Iphone, lancio una nuova campagna (questo blog non è nuovo a campagne social-teconologiche, come la sottoscrizione aperta a favore del nuovo cellulare per il giornalista Radeschi): aiutaci anche tu a svecchiare i gusti musicali del commissario Prisco. Fallo per Alice Caturano (più o meno mia coetanea, credo) che, poveretta, deve sorbirselo durante i loro giri in macchina... Posta qui la tua playlist, magari Ugo raccoglierà qualche suggerimento :)
A proposito: buona giornata della lentezza a tutti!
Con Robin Williams, Toni Collette, Sandra Oh
Gianluca Floris
10th and Wolf
Paolo Grugni











