Il blog del mistero
La scrittrice inglese Rosamund Lupton è stata in Italia per un tour promozionale. Le ho fatto qualche domanda sul suo romanzo 'Sorella' (Giano)
L'autrice di Sorella, l'inglese Rosamund Lupton, è stata in Italia per un tour promozionale del suo primo romanzo. Grazie ai soliti, potenti mezzi della tecnologia è stato possibile intervistarla:
AB - Da cosa nasce il romanzo Sorella?
RL - Sono molto legata a mia sorella minore e volevo raccontare la forza del legame che si crea tra due sorelle. Ho pensato che immedesimarmi nella parte di una sorella maggiore che indaga (sulla scomparsa della minore, n.d.b.) avrebbe dato una dimostrazione continua e concreta di quel legame. Inoltre volevo scrivere una detective story avvincente. Ho pensato che la genetica e le sue potenzialità offrissero uno sfondo interessante per un'indagine.
AB - Hai scelto di raccontare la storia in prima persona. Come mai?
RL - Perché sono una sceneggiatrice per la televisione, quindi sono abituata a scrivere dialoghi. Li trovo interessanti perché "sento" la voce del personaggio, non la mia. Inoltre i dialoghi dicono molto sulla personalità dei personaggi. Infine, volevo che dai dialoghi, dalle lettere delle due sorelle, si percepisse l'intimità che c'è tra loro.
AB - Bea, almeno all'inizio del romanzo, è pratica, equilibrata e razionale, mentre Tess è impulsiva, solare, gioiosa, indipendente. Tu sei più Bea o Tess?
RL - (Ride) Mi piacerebbe pensare che sono Tess, ma sospetto che ci sia molto di Bea in me. Soprattutto nell'atteggiamento prepotente che Bea ha nei confronti di Tess.
AB - Nel tuo lavoro di sceneggiatrice, hai mai scritto qualcosa "di genere" per la televisione?
RL - Ho scritto la sceneggiatura per un thriller tedesco, per delle serie tv poliziesche inglesi, ma in generale scrivo commedie.
AB - Come mai hai deciso di scrivere un crime?
RL - Non ne ero consapevole, mentre lo scrivevo, ed è stato piuttosto sorprendente scoprire che era stato etichettato come crime. Avevo in mente questa storia da anni, e l'ho scritta pensando a un lettore che fosse interessato a capire i personaggi, più che alla vicenda nera.
AB - All'inizio del romanzo i giornalisti piombano come avvoltoi davanti casa di Tess. È una critica nei confronti di un certo modo "morboso" di fare giornalismo?
RL - In realtà questa è la percezione di Bea, ma quando si ferma a riflettere lei stessa si rende conto che Tess li avrebbe accolti e avrebbe offerto loro un caffè. Alla fine, del resto, la stessa Bea vuole che i giornalisti raccontino la sua storia.
AB - Nel romanzo, in generale, le donne sono più forti, mentre gli uomini sono deboli o colpevoli.
RL - Ancora una volta, è un problema di percezione di Bea. Il narratore ha un punto di vista molto personale, non è attendibile. Bea non riesce a vedere realmente come sono le persone intorno a lei: Todd, il padre, su molti di loro dà giudizi errati.
AB - È vero che è stata trovata una cura per la fibrosi cistica?
RL - No, non ancora. Il gene che causa la fibrosi cistica è stato scoperto nel 1989 e da allora gli scienziati ci stanno lavorando. Non è fantascientifico pensare che prima o poi ci riusciranno.
AB - In Sorella ci sono molte citazioni letterarie. Quali sono le tue letture preferite?
RL - Ho avuto la fortuna di leggere molto. Tolstoj, Turghenev, e tra i moderni Anne Tyler, Kate Atkinson, Donna Tartt, mi hanno molto ispirata.
AB - Sorella ha avuto molto successo. Te lo aspettavi?
RL - Non me lo aspettavo, ed è stato bellissimo. In qualche modo ha anche cambiato la nostra routine familiare perché mio marito non deve lavorare tanto quanto prima e si dedica di più ai bambini.
AB - Che tipo di feedback hai dai lettori?
RL - Di ogni genere. Ricevo moltissime email da tutto il mondo, la lettrice più giovane ha 11 anni, il più anziano è un uomo di 88 anni. Mi ha scritto un gruppo di donne nelle Filippine, avevano scelto il libro per il loro gruppo di lettura. E vecchi amici che mi hanno ricontattata quando il libro è uscito. Ognuno mi ha offerto una prospettiva diversa sul libro.
AB - Hai scritto solo due libri, ma hai mai pensato di far rivivere uno dei personaggi trasformandolo in seriale?
RL - In effetti ci sono dei personaggi che mi è dispiaciuto abbandonare, quindi non è escluso che in futuro io li riprenda.
AB - E il tuo prossimo libro?
RL - Si chiama Afterwards ed è appena uscito in Gran Bretagna. È la storia di una donna che interviene per salvare la figlia da un incendio divampato nella scuola. Dopo l'incendio la polizia arresta un colpevole, ma la donna è convinta che non sia quello giusto e continua a indagare per proteggere la figlia. Solo che la donna è in coma. Si è distaccata dal corpo e può vedere e sentire cosa accade, ma non può intervenire.
___________________