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Giorno della Memoria: Gli anagrammi di Varsavia di Richard Zimler

Giovedì 26 Gennaio 2012, 07:07 in Il parere dell'AngoloNero, Pagina 99 di

Domani, 27 gennaio, è il giorno della memoria. Per voi la pagina 99 di un libro appena uscito: un giallo ambientato nel ghetto di Varsavia. Delicato e profondo.

gli anagrammi di varsavia.jpg Domani, 27 gennaio, è il Giorno della Memoria.
Ho in lettura un romanzo delicatissimo, appena uscito per Piemme: Gli Anagrammi di Varsavia di Richard Zimler.
È il racconto in prima persona del fantasma di Eric Cohen che, uscito dal campo di lavoro di Lublino, torna nel ghetto di Varsavia.
Qui, quando era in vita, Eric era venuto ad abitare con la nipote e il pronipote Adam, qui il piccolo Adam aveva perso la vita e dopo di lui anche la giovane Anna era stata ritrovata cadavere.
Eric aveva iniziato a indagare, nel clima rassegnato e opprimente del ghetto, tra le infinite difficoltà della vita quotidiana.

Dietro il giallo - chi ha ucciso Adam e Anna, e perché? - c'è il racconto della persecuzione di un popolo. E, insieme, l'affermazione dell'unicità di ciascuno di noi, l'importanza di dare lo stesso rilievo alla morte di molti e alla morte del singolo.

Tema importante, l'Olocausto, al centro dell'ottavo romanzo di Richard Zimler, definito "l'Umberto Eco americano".

Gli anagrammi di Varsavia è un giallo di buona fattura con notevole approfondimento storico. Molto consigliato.

«No. Ne aveva uno di granata, ma da quando eravamo nel ghetto non lo metteva più, perché era molto dimagrita e rischiava di perderlo.»
«Un braccialetto?»
Dorota scosse la testa. «Portava solo un paio di orecchini. Glieli avevo regalati io, due perline rosa appese a una catenina d'argento. Ma quando è stata trovata non li aveva più. Certo glieli hanno rubati, anche se non valevano molto. Non credo proprio che il movente sia stato il furto. Chi l'ha uccisa può aver attribuito valore a un'unica cosa: la sua mano.»
«Perché dice questo?»
Dorota avvicinò la testa alla mia e bisbigliò con l'aria di confidarmi un segreto: «L'assassino potrebbe usare le parti dei corpi dei nostri figli per costruire qualcosa di inumano».
«Di cosa sta parlando?»
«Di un golem» mormorò con gli occhi pieni di paura, come se il solo pronunciare quella parola ad alta voce potesse far spuntare un golem da dietro l'angolo.
«E perché mai?»
«Per proteggerci!» esclamò.
Mi sentii messo con le spalle al muro da quelle superstizioni. «Dio mio, Dorota. Sua figlia è stata assassinata! È stata una persona reale a ucciderla. Non vuole scoprire chi è?»
«D'accordo, dottor Cohen» replicò cercando di controllarsi. «Forse lei non crede che sia possibile dare origine a creature del genere, ma non potrebbe esserci un pazzo convinto di poterlo fare?»
Mi lanciò uno sguardo di sfida e fui costretto ad ammettere che la pazzia poteva spiegare quello che era stato fatto a Adam. Però avevo un'obiezione da porle.

Richard Zimler
Gli anagrammi di Varsavia
Piemme
Traduzione di Margherita Crepax
Pagine 406
Prezzo 17,50 euro

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2 commenti
2
28 Gen 2012
alle 17:16

AngoloNero

No, mi manca... Lo aggiungo alla mia wishlist :)

1
27 Gen 2012
alle 18:04

Pegasus Descending

Su questo argomento mi permetto di consigliarti, sempre che tu non lo abbia già letto, Essere senza destino del premio Nobel Imre Kertesz. Stupendo...

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