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Costa Concordia: qualche riflessione

Mercoledì 18 Gennaio 2012, 17:24 in Attualità, Varie di

Oggi non mi va di parlare di libri ma di un dramma umano. Il dramma della stupidità e della superficialità, crimini di una gravità inaudita che normalmente creano solo disagio, in casi sfortunati generano disastri.

Scuse di Schettino.jpg (La foto è tratta dalla pagina FB Le scuse di capitan Schettino)

In queste ore il popolo italiano è diviso in due fazioni: quelli che vorrebbero lapidare il comandante Schettino e quelli che invitano i primi alla calma, alla prudenza e alla compassione (ad esempio lui e lui, come sempre molto equilibrato). Ci sarebbe poi una terza fazione, ma per fortuna la tesi del complottismo è minoritaria, al momento.

A fronte di chi si è scatenato contro il comandante Schettino, con rabbia o con ironia (su FaceBook già ieri sera giravano immagini feroci, ma vi invito a leggere questo dialogo, ad esempio), sento da più parti la stessa replica: Italiani popolo di giudici, tutti a condannare il capitano, lasciamo che sia la giustizia a decidere...

E mi chiedo: ma davvero se io voglio dire che il mio ex fidanzato è un bastardo o il mio vicino di casa un imbecille devo attendere prima la sentenza di un giudice? (Non me ne vogliano i vicini di casa e non si sentano lusingati gli ex fidanzati: sono esempi a caso).

Davvero devo aspettare che ci sia una verità giudiziaria prima di avere una mia opinione?

Davvero si sta cercando di far passare il messaggio che ciò che viene fuori dalle aule dei tribunali (e dei tribunali italiani, per di più) è l'unica Verità storica ammissibile?

E se tra cavilli, legulei, prescrizioni e inciuci il comandante sarà assolto, mi devo per questo convincere delle sue elevate qualità umane?

Non sarà, invece, che a volte le cose sono esattamente quelle che sembrano, e cioè che un uomo pavido, dopo aver commesso un errore madornale, ha pensato a salvare la sua, di vita, fregandosene di chi stava a bordo? Come diceva uno che conosco: a volte un ombrello è un ombrello. Non c'è bisogno di pensarci su molto.

Ci sono poi quelli che, in un tentativo di mediazione, dicono "Non ce l'ho con Schettino, ma temo lo Schettino che è in me". Ora, io sono certa che nemmeno sotto l'effetto di stupefacenti mi comporterei come Schettino, quindi no, non temo affatto lo Schettino che è in me, temo proprio Schettino e quelli come lui. Quelli che hanno comportamenti incivili, pericolosi, stupidi, superficiali, che non riescono a prevedere le conseguenze delle proprie azioni, che sono incapaci di comprendere il valore della vita altrui. Che una volta commesso un errore non solo non si adoperano per ripararlo, ma ne fanno altri mille. Io li temo moltissimo, altro che. Nessuna sentenza riuscirà a farmi cambiare idea su quella che al momento mi sembra l'unica evidenza: il vero relitto, qua, è Schettino. Un relitto umano.

Quanto a De Falco: non è un eroe, è uno che stava facendo il suo lavoro e cercava di farlo al meglio. Ringrazio il cielo che a questo mondo ogni 100 Schettino c'è almeno un De Falco. Uno con la testa sulle spalle, senso del dovere e prontezza di riflessi. In più ha avuto il merito di creare un nuovo tormentone: il suo Vada a bordo, cazzo! è già leggenda (anzi, mi dicono che è già maglietta).

10
10 commenti
10
20 Gen 2012
alle 20:39

AngoloNero

Ugo: condivido. Per me, che vada o meno in galera è irrilevante. Rileva invece quello che io penso, e cioè che mai e poi mai vorrei trovarmi ad avere a che fare con una persona del genere. Umanamente parlando, intendo. Quello che deciderà la giustizia è marginale e non è compito mio deciderlo, ma il cielo mi scampi dagli tutti gli Schettino del mondo (anche se statisticamente è fin troppo facile incontrarli).

9
20 Gen 2012
alle 10:37

Ugo M.

Io terrei separati i convincimenti che ognuno di noi si fa su questo come su altri casi, convincimenti che ovviamente abbiamo il diritto di manifestare, dalle campagne mediatiche, che talvolta rasentano il linciaggio, fatte ad arte da giornali e reti per cavalcare la tigre e vendere spazi pubblicitari.

E' chiaro che è facile convincersi che il comandante della Costa Concordia si sia comportato da cialtrone e abbia pesanti responsabilità; però prima di vederlo in galera aspetterei la fine del processo. E di sicuro vorrei essere certo che a pagare siano tutti quelli che hanno colpe, non solo uno, per di più facile capro espiatorio (ha un aspetto buffo da comandante da operetta, in quelle telefonate si esprime in un modo risibile etc.)

Chiaro che poi quando vedo Crozza che lo prende in giro rido anche io, è inevitabile :)

@Ale, non mi sono mai trovato in situazioni paragonabili a un naufragio e spero che se mi ci trovassi farei quello che ci si aspetta da me. Ma è una speranza, non ho certezze e preferisco non essere messo alla prova

@Fabio, lascia che si delinei meglio il ruolo e la posizione della ballerina moldava e poi Schettino sarà meglio che i domiciliari se li vada a fare in un altro paese. O almeno in un'altra casa ;)

8
20 Gen 2012
alle 09:27

Fabio Lotti

Il suo paese lo considera un eroe...

7
18 Gen 2012
alle 22:55

Alessandra

Grazie! :)

6
18 Gen 2012
alle 22:42

AngoloNero

Molto bello anche il tuo post, questo :)

5
18 Gen 2012
alle 22:38

Alessandra

Post stupendo. Condivido ogni parola.

4
18 Gen 2012
alle 22:30

AngoloNero

Dispersi è un eufemismo, a questo punto. La tragedia della stupidità. Uno stupido sfortunato, ma pur sempre uno stupido.

3
18 Gen 2012
alle 22:22

Ida

Soprattutto pensando ai dispersi e all'ansia dei familiari in attesa, forse ancora attaccati a un filo di speranza. E' terribile come l'incuria di uno o di pochi possa avere provocato tanto dolore

2
18 Gen 2012
alle 21:56

AngoloNero

Mah, a me la verità processuale interessa davvero poco. Ricostruire i fatti, ragionare sulle procedure, ascoltare 4.000 testimonianze sarà un lavoro improbo. Ricavare una verità, probabilmente impossibile. Ma dire che qualcuno si è comportato malissimo sotto il profilo umano, questo penso che sia doveroso riconoscerlo.

1
18 Gen 2012
alle 21:43

Ida

E adesso spunta pure la turista  venticinquenne ucraina (o moldava?) che ha visto tutta la manovra perchè presente alla plancia di comando nel momento dell'impatto e che testimonierà. Ma che ci faceva, lì?

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