Il blog del mistero
Il romanzo noir da cui sono stati tratti i film 'Garde à vue' e 'Under Suspicion'
John Wainwright
Stato di fermo (Brainwash)
Edizioni paginauno
Traduzione di Sabrina Campolongo
Pagine 220
Prezzo 17,00 euro
In libreria da dicembre 2011
Un uomo con troppi segreti per essere innocente; una serie di fatti che non chiamare prove spingerebbe "l'idea di coincidenza ben oltre la linea dell'orizzonte"; uno sbirro tutto d'un pezzo, esperto nell'arte di interrogare; tre delitti efferati; una stanza anonima in un'anonima stazione di polizia della provincia britannica; una lunga notte e il fumo di moltissime sigarette; un finale sorprendente.
Questi gli ingredienti di un noir ferocemente immobile, in cui la scena del delitto è il paesaggio nebbioso delle relazioni. Quelle tra marito e moglie, che si nutrono di silenzi e ipocrisie, le relazioni sociali, ingabbiate nelle convenzioni, e il rapporto, ambiguo, che lega inquisitore e inquisito, contaminato dalla paura e dalla perversione.
L'ispettore Lyle ha una sola notte - secondo le regole dello stato di fermo - per trasformare il sospettato perfetto in un reo confesso, prima che la legge miope arrivi a offrirgli immeritate scappatoie. Ma, forse, non è la legge a essere miope.
Il romanzo Stato di fermo (Brainwash) ha suscitato l'interesse del cinema francese, ai tempi del grande noir, e americano. Ne sono stati tratti due film, interpretati da Lino Ventura e Michel Serrault - in Garde à vue - e da Gene Hackman e Morgan Freeman - in 'Under Suspicion'. Personalmente sconsiglio la visione di quest'ultimo, a meno che non siate fan accaniti di Monica Bellucci (nel qual caso potete guardarla in foto, l'espressività è la medesima di una statua).
Il libro è di gran lunga superiore.
No, i flame li faccio solo con chi si spaccia per qualcun altro ;)
Ecco, la ammira. Mi ha smontato in una riga. Non ti dà neanche la soddisfazione di un bel flame, 'sta ragazza.
;)
In quel film è inguardabile. Gli altri attori non brillano, ma lei è veramente scoraggiante. Per il resto, no, non la invidio, la ammiro :)
"a meno che non siate fan accaniti di Monica Bellucci (nel qual caso potete guardarla in foto, l'espressività è la medesima di una statua)"
Ha! Non hai dunque confiance nelle esagerate capacità recitative della Diva Monica, devo supporre. Tutta invidia la tua, solo perchè tu sei superpresidentessa di tipo cento associazioni e lei no. Ehm.
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alle 08:28
U.
Diciamo anche che con tutta la buona volontà per la Bellucci il confronto con la Romy Schneider di Guardato a vista era davvero impari. E che in generale Under suspicion non regge Guardato a vista, e che per quanto bravi Hackman e Freeman non arrivano, in questo film, alla bravura di Ventura e Serrault.
E che per certe cose i francesi bisogna lasciarli stare, mica per altro il genere si chiama noir e non black! :)