Il blog del mistero
Dopo 'Ferro & Fuoco', il gradito ritorno di Romano De Marco e dei suoi "sbritti corrotti".
Diciannove
Giulio Visci è chiuso in casa da quasi due giorni.
Un bilocale in via Messina, zona cimitero monumentale, arredato con minimalismo stile Ikea.
Da due giorni non fa che mangiare cibi precotti e guardare telefilm. Si allena con i pesi, nel poco spazio a disposizione, e macina migliaia di addominali steso a terra su un tappetino di gomma, rischiando di far saltare i punti della ferita alla spalla.
Il giorno innanzi è uscito solo per andare in procura, dove è stato interrogato per circa un'ora sui fatti dell'Hotel Moderno. C'era anche il questore Ravasi con lui. Nessuno ha avuto nulla da obiettare sulla sua deposizione, anzi, sembravano tutti euforici per la conclusione positiva della vicenda.
Quando c'è un serial killer di mezzo, l'attenzione di stampa e televisione è alta e tutti, dal procuratore all'ultimo degli avvocati di parte civile, intravedono l'opportunità di un'esposizione mediatica straordinaria. Fattore estremamente positivo, se si aspira a un avanzamento di carriera o a un aumento del giro d'affari.
L'ispettore Visci non condivide affatto quest'euforia. È inquieto e tormentato dal rimorso. Più ci pensa e più si rende conto che la morte di Scutti si poteva evitare. Si doveva evitare.
Gli eventi dell'ultima settimana hanno messo a dura prova tutte le sue convinzioni e le sue aspirazioni. Ha sempre desiderato essere un poliziotto, anzi, diventare uno dei migliori.
Romano De Marco
Milano a mano armata
Foschi editore
Collana "Narratori" curata da Eraldo Baldini
Pagine 256
Prezzo 16,00 euro
In libreria da ottobre 2011