Il blog del mistero
Confessione e bugia sono la stessa cosa. Per poter confessare, si mente. Ciò che si è non lo si può esprimere, appunto perché lo si è; non si può comunicare se non ciò che non siamo, la menzogna. (Franz Kafka)
Confessione e bugia sono la stessa cosa. Per poter confessare, si mente. Ciò che si è non lo si può esprimere, appunto perché lo si è; non si può comunicare se non ciò che non siamo, la menzogna. (Franz Kafka) (da Wikiquote - Bugia)
Tutti mentiamo. In continuazione. Il problema è capire perché: qual è la verità che nascondiamo dietro le bugie? Su questa premessa gli americani (sempre loro) hanno costruito una serie tv. Che purtroppo è durata poco. La serie è Lie to me e, oltre a essere interessante, è molto, molto utile: perché spiega che quella specie di sesto senso - che ci fa credere di essere veggenti quando "indoviniamo" le bugie degli altri - in realtà è "solo" la capacità di percepire il non verbale negli interlocutori.
Una volta abbandonate le velleità da strega a favore di termini come cinesica, prossemica e semiotica, ho trovato in Lie to me una serie di spunti interessantissimi per lo studio della gestualità. Dal tono della voce ai movimenti delle mani, dalle espressioni aperte del volto a impercettibili movimenti dei lineamenti, nulla sfugge al dottor Lightman (il brutto ma affascinante Tim Roth) e alla sua squadra. Mariti fedifraghi, politici bugiardi, militari infedeli, adolescenti turbati: se c'è un crimine da risolvere sarà risolto, se ci sono verità scomode da rivelare... saranno rivelate. Certo però che è dura avere a che fare con qualcuno a cui non puoi mai mentire: quindi la squadra di Lightman non è che se la passi tanto bene, dal punto di vista umano...
La serie è stata interrotta alla terza stagione, ma non è detto che non venga ripresa in futuro.
Dunque... Lie to me? Sì, certo, e non provate a mentirmi. Adesso sono ferrata in materia...
Ci ho pensato anch'io: in effetti, dopo 48 episodi, forse iniziava a scarseggiare anche il materiale su cui lavorare... Peccato, però :)
Lie to me piaceva anche a me. Chissà, forse il pubblico americano sta stancandosi del genere "collaboratore esterno della polizia piuttosto antipatico e/o caratteropatico che risolve casi polizieschi con metodi poco ortodossi o comunque non tradizionali" (ce n'è parecchi altri, penso a The mentalist, Numbers, Bones, Crossing Jordan etc...)
Nel caso specifico forse ha pesato anche la difficoltà di presentare storie nuove; immagino che una volta che hai esplorato l'intera gamma della comunicazione non verbale nel corso di qualche decina di episodi, sia difficile inventarsi qualcosa di nuovo...
alle 12:34
simone
di solito vengono cancellate quando il rating scende sotto la soglia imposta dall'emittente televisiva. Lie to me ha visto calare gli ascolti e quindi hanno preferito puntare su altre serie. Peccato.