blogo, informazione indipendente
Logo Blogosfere

Franck Thilliez e lo sguardo "speciale" sul mondo: parliamo dell'Osservatore

Alessandra Buccheri avatar Giovedì 29 Settembre 2011, 07:45 in Conversazioni di Alessandra Buccheri

l'osservatore.jpg In occasione del tour promozionale di Franck Thilliez gli ho rivolto qualche domanda a proposito del suo ultimo romanzo L'Osservatore (Nord), appena pubblicato in Italia. Caratterizzato da un incipit folgorante, L'Osservatore conferma Thilliez come maestro indiscusso del thriller francese.

AB - Ciao Franck, ti ho già intervistato 4 anni fa per il mio blog, quando uscì il tuo romanzo d'esordio La stanza dei morti. Poi ci sono stati Foresta Nera e La macchia del peccato, e adesso è in libreria il tuo nuovo romanzo L'osservatore. Cosa è cambiato, nel frattempo, nella tua vita?
FT - Ricordo che quattro anni fa mi trovavo in una situazione di riflessione professionale, stavo cercando di decidere se era il caso di abbandonare la mia attività lavorativa di allora. Alla fine ho deciso di mollare e di fare lo scrittore a tempo pieno, continuo a scrivere romanzi e lo faccio con lo stesso ritmo e con la stessa passione di allora, pubblicandone circa uno all'anno. La mia vita, da questo punto di vista, non ha subito grosse modifiche. In Francia sto per pubblicare il mio decimo romanzo che uscirà a ottobre.

AB - In L'osservatore c'è un uomo che non vede (Ludovic) e un uomo che vede ciò che non esiste (Sharko). Questo apre interessanti riflessioni sulla percezione della realtà. Cosa è reale, e cosa non lo è?
FT - In questo romanzo mi sono interessato in particolare alle immagini che ci stanno intorno e che colpiscono i nostri occhi; per questo ho parlato di cinema, di pellicole, di immagini subliminali, perchè è un romanzo che si concentra sul potere delle immagini.
Per me era molto importante che l'inizio del romanzo fosse scandito da un evento che catturasse totalmente l'attenzione del lettore e che lo incuriosisse e l'ho fatto con un personaggio che diventa cieco durante la visione di un film.
Contemporaneamente a questo c'è anche un messaggio, quello che volevo dire è: attenzione, preparatevi ad aprire la mente per vedere ciò che l'occhio non è in grado di cogliere.
 
AB - Naturalmente, poiché una delle due trame prende avvio dal ritrovamento di una vecchia pellicola, nel romanzo sono presenti numerosi riferimenti e aneddoti relativi al cinema. È una tua passione? Quale genere preferisci?
FT - Sì, amo molto il cinema, ed è proprio il cinema che mi ha spinto a diventare scrittore. Tutte le immagini che ho visto e accumulato quando ero ragazzo e guardavo moltissimi film, ho tentato di trasferirle nei miei romanzi. Mi piace molto il cinema di genere, mi piace il cinema di atmosfera, amo molto Hitchcock per esempio, ho cercato di imparare da lui a "costruire" la suspance dei miei romanzi.
Ma oltre a lui ci sono moltissimi altri registi che hanno alimentato la mia fantasia di scrittore.

franck-thilliez.jpg AB - Come già in passato, nel tuo nuovo romanzo dettagli tecnici (autopsie...) e procedurali (inclusi i rapporti tra polizie straniere) sono descritti in modo molto accurato. Come ti sei documentato?
FT - C'è sempre moltissimo lavoro di documentazione, di solito passo 5 o 6 mesi a fare ricerche prima di iniziare la scrittura vera e propria. All'inizio la documentazione è fatta soprattutto di letture di libri che parlano degli argomenti che intendo trattare, che possono spaziare dal cinema alla politica per esempio. Poi nel tempo ho costruito una rete di persone da interpellare per approfondire determinati aspetti, mi confronto e parlo con poliziotti, medici, medici legali e tutto questo per rendere il più precisa e credibile possibile la storia che racconto.

AB - Una voce dominante femminile, Lucie, e una maschile, Franck Sharko. Più ordinaria la prima, più "disturbato" il secondo. Quale è stata la più difficile da scrivere e perché?
FT - Sono entrambi personaggi difficili. Li conoscevamo già anche se separatamente, perchè sono stai entrambi protagonisti di miei libri precedenti, ma tra di loro ancora non si erano conosciuti. Hanno personalità molto diverse, età diverse e anche un diverso grado all'interno della gerarchia della polizia.
Riunirli è stata un'autentica sfida soprattutto perchè c'era grande attesa da parte dei lettori che da tempo volevano che questi due si incontrassero.
Devo dire che è stato interessante anche per me farli incontrare anche perchè sapevo che avrei dovuto rendere il contesto molto intenso e non potevo assolutamente permettermi di sbagliare.
Nonostante, come già ho detto, siano due personaggi molto complessi, ormai posso dire di conoscerli molto bene, per me sono come vecchi amici.
 
AB - Lucie Henebelle era già protagonista in La stanza dei morti. Come è stato "ritrovarla" a distanza di cinque anni? E posso ragionevolmente dedurre che la vedremo ancora a breve...?
FT - È un personaggio che, sebbene non ne abbia scritto per lungo tempo, è sempre stata presente nella mia testa e a questo punto aveva bisogno di esprimersi nuovamente. Lucie invecchia insieme a noi, quindi ha cinque anni in più rispetto all'ultima volta in cui l'abbiamo incontrata nella Stanza dei morti e da allora non ha fatto altro che evolversi. Inevitabilmente ho dovuto tenere conto di questo fatto sia per Lucie sia per Sharko.

AB - C'è un certo accanimento sui dettagli macabri: sventramenti, ferite, morti violentissime. Non hai il timore che i tuoi lettori possano trovarlo eccessivo? E a proposito, che "feedback" hai da parte dei lettori?
FT - Nei miei romanzi attuali le descrizioni sono meno preponderanti di quanto non lo fossero nei primi libri: oggi tento infatti di descrivere meno per lasciare più spazio alla fantasia del lettore. Tuttavia in questo romanzo ho cercato di rimanere il più possibile aderente alla realtà e ho cercato di descrivere tutto quello che effettivamente la polizia avrebbe potuto effettivamente vedere nei casi da me descritti, perchè di fatto corrisponde a quello che la polizia vede nella vita reale.

AB - Cosa hai in progetto nell'immediato futuro? 
FT - Il seguito dell'Osservatore è già uscito in Francia e uscirà anche in Italia; ritroveremo questi due personaggi che io amo molto e che riappariranno anche in un prossimo romanzo, sempre sotto forma di coppia di poliziotti.

3
3 commenti
3
29 Set 2011
alle 13:16

Fabio Lotti

Ale era una battuta, nata male, sul mio conciso giudizio...:)

2
29 Set 2011
alle 13:10

AngoloNero

Quale prolissità? Io non ho letto Foresta Nera, ma La stanza dei morti e questo mi sono piaciuti :)

1
29 Set 2011
alle 09:57

Fabio Lotti

"La stanza dei morti" mi è piaciuto, "La foresta nera" no. E scusa la prolissità.

Lascia il tuo commento

Accedi con Facebook Esci da Facebook

Attendere la pubblicazione del commento

Seguici

Iscriviti ai nostri feed rss. Leggi in tempo reale tutti i post pubblicati dal blogger!

Post in evidenza su Blogosfere