Il blog del mistero
Miniserie tv in quattro puntate del 1975, reperibile in DVD, racconta la vicenda romanzata dell'omicidio della baronessa Laura La Grua nel 1563.
L'amaro caso della baronessa di Carini
Regia di Daniele D'Anza
Sceneggiatura di Daniele D'Anza e Lucio Mandarà
Con Ugo Pagliai, Adolfo Celi, Janet Agren, Enrica Bonaccorti, Vittorio Mezzogiorno, Paolo Stoppa
1975
C'è stato un tempo, in RAI, in cui sapevano fare gli sceneggiati. Capisco che agli spettatori di ora possa sembrare impossibile, ma trent'anni fa registi e sceneggiatori riuscivano a realizzare cose pregevolissime. Come L'amaro caso della baronessa di Carini, ispirato a una leggenda storica siciliana.
Miniserie tv in quattro puntate, ambientata nel 1812, L'amaro caso della baronessa di Carini riprende la vicenda dell'omicidio della baronessa Laura La Grua a opera di un familiare (forse il padre, forse il marito) nel 1563.
Quasi 250 anni dopo nel feudo di Carini arriva Luca Corbara (Ugo Pagliai), emissario del Principe di Castelnuovo, con il compito di accertare la legittimità del possesso dei feudi. L'attuale barone di Carini, don Mariano (Adolfo Celi), è un uomo arrogante e poco incline ad accogliere i cambiamenti epocali (la prima Costituzione sta per essere emanata, con la conseguenza di far cessare i privilegi di cui godono i feudatari).
Ma l'interesse di Corbara non è solo politico: l'uomo si innamora della moglie di don Mariano, donna Laura (Janet Agren), con tutte le complicazioni del caso.
E l'intervento dei ricostituiti Beati Paoli, in un ruolo quantomai ambiguo, peggiora le cose.
Lo stile e il tema sono quelli del feuilleton, sì, ma con garbo e qualità. C'è un mistero, anzi di più: ci sono molti colpi di scena, qualcuno ingenuo, qualcuno elaborato.
E che dire del finale? Altro che i finali edulcorati di oggi.
Notevolissimi gli interventi fuori campo di don Ippolito (Paolo Stoppa), anarchico ante litteram, che si rivolge allo spettatore guardandolo dritto negli occhi e raccontandogli ciò che sta per accadere.
L'amaro caso della baronessa di Carini è reperibile in DVD. Mi dicono che ne sia stato fatto un remake privo di pregi.
Il cold case originale è stato poi risolto l'anno scorso dagli investigatori dell'ICAA.
Rai Rewind darà a ottobre tutte le puntate di Petrosino http://www.rewind.rai.it/scheda.asp?serie=202
Degli altri non so che dirti.
Sto provando a cercarli, ma non li trovo...
Hai aperto una finestra sulla mia infanzia/adolescenza, grazie.
Manca, fra le citazioni (se non ho avuto una svista), però, il vero mito di genere: Joe Petrosino (1972), sempre con Adolfo Celi. Anche le serie d'importazione erano di grande qualità (a differenza di oggi): I compagni di Baal, Belfagor (questi due disturbato i sonni di tutta la mia generazione molto a lungo) ecc...
Non dimentichiamo che nel 79 la RAI ha addirittura sceneggiato E.A.Poe: i racconti fantastici, con Leroy, Moschin e Mezzoggiorno, ma quì siamo quasi in epoca moderna...:)
Paolo: ti ho risposto in privato :)
Vito: sono contenta che questo post ti abbia dato la possibilità di commentare :)
Li ho visti quasi tutti a bocconi da bambino (non credo i miei genitori vedessero la cosa di buon occhio, la "Baronessa" credo di averla guardata di nascosto, affascinato soprattutto da un ordine segreto che portava... il mio nome!) A come Andromeda: http://www.rai.tv/dl/RaiTV/programmi/media/ContentItem-e0a37125-b98d-4a88-92ca-65f96db03349.html#p=0 per anni ne ho canticchiato la sigla.
Della "Baronessa" vedo in rete solo il remake (sigh). Lo sceneggiato preferito della mia infanzia (altro che Sandokan che tradiva i dettagli e lo spirito salgariano) era l'odissea, che per qualche ragione non posso vedere dagli USA: http://www.rai.tv/dl/RaiTV/programmi/media/ContentItem-6700a549-808d-4384-a081-258f569e7d87.html
Ale: Il Segno del Comando dov'è?
Magari! E' che mi capita di non avere niente da dire (è raro) e mi limito ad ascoltare (qui leggo) gli altri;)
E io che pensavo che tu fossi in - meritate - ferie :D
grazie (anche se non mi sentivi non ti ho mai persa di vista).
bentornato Vito .
Visti tutti e confermo, un tempo la RAI sapeva fare degli ottimi "sceneggiati"... poi hanno pensato che "fiction" fosse più figo... peccato!
Prendo debita nota degli altri, Ugo. Adesso sto guardando Il segno del comando :)
Questo non credo di averlo visto all'epoca, ma quanti magnifici sceneggiati di genere produsse la RAI negli anni '70! La serie di Durbridge, Dov'è Anna, Il segno del comando, A come Andromeda e tanti, tanti altri! Alcuni li ha scritti quel Biagio Proietti che mi sembra di aver visto anche da queste parti :)
Non ne ho mai rivisto nessuno in tempi recenti e mi sono sempre chiesto come avrebbero retto al mutamento dei gusti, specialmente in termini di ritmo. Da quello che scrivi direi bene :)
alle 09:52
AngoloNero
Prendo nota, grazie!!