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The Woman: ecco il film tratto dal romanzo di Jack Ketchum

Alessandra Buccheri avatar Sabato 4 Giugno 2011, 07:35 in Film, Il parere dell'AngoloNero di Alessandra Buccheri

Visto per voi in anteprima The Woman, il film horror di Lucky McKee e Jack Ketchum che ha scioccato la platea del Sundance Film Festival.

The woman background.jpg

The Woman
Regia di Lucky McKee
Sceneggiatura di Jack Ketchum
Con Pollyanna McIntosh, Sean Bridgers, Angella Bettis
Usa, 2011

Selezionato per il Sundance Film Festival, The Woman è l'ultimo (in ordine temporale) film tratto da un romanzo di Jack Ketchum. Lo avevo già trovato inquietante in La ragazza della porta accanto, ma The Woman va oltre.

Insomma, il termine "disturbante", sebbene abusato, non fu mai più appropriato.

The Woman è la storia di Chris Cleek, bravo legale, ottimo padre di tre figli e buon marito, residente nella tranquilla provincia americana, quella dei barbecue con i vicini nel weekend. Solo che, contrariamente alle apparenze, Chris è un sadico violento. I suoi familiari lo temono, suo figlio lo venera e ne segue le orme.
Durante una battuta di caccia Chris si imbatte in una giovane donna che - per motivi ignoti - vive nel bosco allo stato brado. La cattura e la segrega nel capanno degli attrezzi. La donna viene accudita a turno da Chris e dagli altri membri della famiglia, ma ogni tentativo di addomesticarla fallisce. L'unica che sembra placare l'aggressività della donna è Peg, la figlia maggiore, che ha un evidente problema... in arrivo. Etc etc.

The Woman è a metà tra l'horror e il noir: l'horror della provincia, quello che si nasconde dietro le villette con il portico e i prati ben curati; il noir della realtà violenta. La domanda è: c'è bisogno di un film così? Secondo una parte della critica americana (la parte che è riuscita a sopportare la vista del film, cioè) il regista Lucky McKee è un femminista, e i suoi film avrebbero un taglio di denuncia politica perché evidenziano la disuguaglianza di potere tra uomo e donna e la lotta tra sessi.

Può darsi. Ma la riflessione politica, se c'è, è soverchiata dall'eccesso di violenza. La condanna morale arriva, ma arriva tardi, dopo aver superato lo shock e lo stupore. La concessione alla morbosità distrae da altre possibili considerazioni etiche e morali.

Non so dire se e quando uscirà in Italia (MyMovies non lo riporta e anche la trama è completamente fuorviante). In ogni caso non è certamente un film che sbancherà i botteghini. Giudizio: perplesso.

LINK EXTRA - SALONE DEL LIBRO:
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