Il blog del mistero
«So bene cos'è la tristezza. Davvero. La mia vita è sempre stata triste. Ma se stai fermo ad aspettare che finisca per concederti un po' di felicità, non la troverai mai.»
Dal 23 al 26 giugno si svolge Dal Mississippi al Po, il Festival del Blues di Piacenza. E siccome il blues non è solo musica, ma anche uno stato d'animo, è l'occasione buona per parlare un po' di libri e di atmosfera.
Tra gli ospiti anche Linwood Barclay, "thrillerista numero uno in Gran Bretagna".
Il suo ultimo romanzo, Prima che sia troppo tardi, è il racconto della frenetica indagine di un padre quando la figlia scompare nel nulla.
Tim Blake, venditore d'auto, separato, ha una figlia adolescente e un po' inquieta. Niente di serio, per carità: Sydney è una studentessa nella media e ha un lavoretto estivo. Ogni tanto la sera fa tardi con le amiche, ogni tanto si sveglia imbronciata. Come quella mattina, quando gli occhiali da sole di Versace - ma come avrà potuto permetterseli? - innescano una discussione. Sydney esce per andare a lavorare senza salutare il padre. E non torna più.
Solo che quel giorno nessuno l'ha vista nell'hotel dove lavora come receptionist. Anzi: nessuno l'ha MAI vista in quell'hotel. Tim inizia a cercare Syd, parla con i suoi amici, crea un sito web per raccogliere notizie. Ma di Sydney nessuna traccia, salvo l'amara scoperta che dei figli non si sa niente.
Da questo spunto iniziale Barclay porta avanti un thriller pieno di colpi di scena, in cui una casualità "molesta" governa le vite in modo imprevedibile.
Un tempo mi chiedevo come facesse la gente.
Al telegiornale vedi una coppia che ha perso il figlio in un incendio, la madre di una ragazza scomparsa alle Bermuda o il padre di un giovane ucciso durante una rissa in un bar. Una volta ho sentito la storia di una bambina: era in gita con la classe e, mentre sciava, era rimasta sepolta sotto una valanga. I soccorritori non erano riusciti a trovarla, eppure i genitori, per quanto disperati, si aggrappavano alla folle speranza che fosse ancora viva.
"Come cavolo fanno?" mi domandavo davanti alla tv.
Immaginavo che, se fosse successo a me, tutto si sarebbe fermato. Com'era possibile altrimenti?
E invece ora mi rendevo conto che la vita prosegue comunque. Ti alzi la mattina, fai colazione, vai in ufficio e fai il tuo lavoro. Poi torni a casa, mangi e vai a dormire. Come chiunque altro.
Ma il pensiero non ti abbandona mai, Vai avanti, ma è come se fossi immobile. Perché c'è sempre questo fardello che ti schiaccia, come un blocco di cemento su ogni spalla che ti spinge giù, sfinendoti e facendoti dubitare di avere la forza per alzarti la mattina dopo.
E invece alla fine ti alzi lo stesso. Quel giorno, il giorno successivo e quello dopo ancora. Sempre con quei macigni sulle spalle.
Sempre.
Dal Mississippi al Po, Festival del Blues di Piacenza
Giovedì 23 giugno, ore 18.00
Piazza Duomo, Piacenza
Il nemico della porta accanto
Linwood Barclay presenta Prima che sia troppo tardi
Partecipa R.J. Ellory
Presenta Sebastiano Triulzi
L'ispirazione per Prima che sia troppo tardi è nata da una frase pronunciata da sua figlia con nonchalance a colazione: "E se un giorno venissi a prendermi al lavoro e scoprissi che non ci ho mai messo piede?".