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Biancaneve deve morire: a tu per tu con Nele Neuhaus

Alessandra Buccheri avatar Giovedì 9 Giugno 2011, 19:23 in Conversazioni di Alessandra Buccheri

L'AngoloNero ha incontrato Nele Neuhaus, l'autrice-rivelazione del 2010: con il romanzo "Biancaneve non deve morire" è rimasta in cima alle classifiche di vendita tedesche per settimane. E adesso sbarca in Italia.

Nele Neuhaus.jpg Ho incontrato Nele Neuhaus in un hotel del centro di Roma, in un'afosa giornata di tarda primavera. È una bellissima donna bionda, estroversa e sorridente, parla inglese ma preferisce rispondere alle domande in tedesco, e l'interprete Soledad fa un lavoro eccellente.

Parliamo del suo ultimo romanzo, Biancaneve deve morire (Giano), appena pubblicato in Italia. Il libro ha avuto un enorme successo in Germania. Eppure la Neuhaus non è una scrittrice professionista e ha fatto una lunga gavetta prima di arrivare al successo. Quando scrisse il primo romanzo lo inviò a un po' di case editrici e, come succede di solito agli esordienti, ricevette un po' di cortesi lettere di rifiuto. Allora decise di autoprodursi e di vendere porta a porta il suo libro. Piacque, e così andò avanti con la scrittura, un po' per passione, un po' per dimostrare al marito che non era una perdita di tempo. Quando uscì il secondo, lo portava lei stessa nelle librerie della zona perché lo vendessero. Fino a quando un editore ha accettato di pubblicarla... E il resto lo chiediamo a lei.

AB - Come è arrivato il successo?
NN - Overnight, dalla sera alla mattina, a giugno del 2010. Un giorno Biancaneve deve morire era in libreria e l'indomani era esaurito. L'editore lo ha ristampato ed è andato di nuovo esaurito. E ancora, e ancora. È stato il numero 1 su Amazon.de per settimane. E nessuno riesce a spiegarsi il perché!

AB - Come mai hai scelto di scrivere proprio Krimi?
NN - Perché è il genere che amo di più leggere. Si scrive ciò che si vorrebbe leggere. E poi trovo che il genere sia il modo migliore per raccontare la realtà che ci circonda.

AB - Qual è il crimine peggiore?
NN - Non è quello eclatante, efferato. Il crimine peggiore è quello che avviene tra le mura domestiche, nell'indifferenza dei vicini, nel silenzio. Gli abusi domestici, le violenze. Sono queste le cose che mi colpiscono di più e di cui voglio parlare.

AB - Quali autori preferisci?
NN - Amo Hakan Nesser, Stieg Larsson, Fred Vargas, Kathy Reichs, e poi un autore inglese che conoscono in pochi, Dick Francis, che scriveva gialli ambientati nel mondo dell'ippica perché era un ex fantino.

AB - Solitamente si mette un po' di sé nei propri libri. Cosa c'è di te in  Biancaneve deve morire?
NN - Sicuramente l'ambientazione, i monti del Taunus. E molto di me è in Pia Kirchoff: come lei amo l'equitazione e vado a cavallo, ogni tanto fumo, mangio pane e Nutella...

biancaneve deve morire.jpg AB - Bianca come la neve, rossa come il sangue, nera come l'ebano... Sono parole - citate nel romanzo - che si radicano nel nostro immaginario fin da bambini. Come è nata l'idea di scrivere un libro partendo da questo spunto?
NN - In realtà l'idea è arrivata dopo, dall'assonanza del nome di una delle vittime - Stephanie Schneeberger - con Schneewittchen, Biancaneve in tedesco. Lo spunto è venuto dal suo nome. E dalla parte che doveva interpretare nella recita scolastica. E a quel punto è stato facile immaginarla bella come Biancaneve...

AB - Pia Kirchhoff e Oliver von Bodenstein sono i protagonisti di cinque dei tuoi romanzi (Biancaneve deve morire è il quarto; il quinto, Wer Wind sät, è appena uscito in Germania). Sapevi fin dall'inizio che sarebbe stato così?
NN - No, in realtà no, ma mi sono affezionata a loro fin da subito. Per questo ho aggiunto dettagli alle loro vite: mi piacciono, li sento come dei miei conoscenti. E torneranno, perché ho firmato per altri tre romanzi in cui ci saranno ancora Pia e Oliver.

AB - Ci sono progetti di altro genere in cantiere?
NN - Pare di sì... Devo incontrare una produttrice, ma sembra ormai certo che Biancaneve deve morire diventerà un film per la tv, prodotto da una rete privata tedesca.

AB - Tu hai iniziato con l'autoproduzione. La consiglieresti a un esordiente?
NN - L'autoproduzione, così come il Print On Demand, sono armi a doppio taglio. Da una parte consentono a chiunque di farsi conoscere. Dall'altra, però, non sempre chi scrive ha la capacità di valutarsi da solo. Il rischio è il proliferare di libri poco interessanti. Una casa editrice invece garantisce valutazioni professionali, editing, correzione di bozze...

AB - E adesso una domanda per i lettori dell'AngoloNero: dimmi un motivo per cui leggere Biancaneve deve morire e un motivo per NON leggerlo.
NN - Il motivo per non leggerlo: se la notte volete dormire sonni tranquilli... non leggetelo. Il motivo per leggerlo: perché c'è una storia, un intreccio, personaggi affascinanti, segreti nascosti... Vi affascinerà fino all'ultima pagina.

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10 Giu 2011
alle 20:52

Ida

Come mi piacciono queste storie di successi travagliati!

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