Il blog del mistero
Alfredo Colitto ha vinto la 14esima edizione del Premio Fedeli, organizzato dal SIULP. La proclamazione si è tenuta oggi a Bologna.
Questi i tre romanzi finalisti:
La città nera di Mauro Baldrati (Perdisa Pop)
Il canto delle sirene di Antonio Bloise (Albatros - Il Filo Editore)
I discepoli del fuoco di Alfredo Colitto (Edizioni Piemme)
(nota: il premio si riferisce a libri pubblicati nel 2010, quindi Colitto ha partecipato e vinto con il secondo romanzo della trilogia storica di Mondino de' Liuzzi).
Per onestà intellettuale segnalo l'anomala presenza del Voldemort degli editori a pagamento: prima o poi qualcuno mi spiegherà come mai, vero, costoro godono di tanta visibilità quando dovrebbero semplicemente essere ignorati.
P.S. sono di nuovo tra voi. Grazie.
Ugo: e costoro devono per forza scrivere libri? :)
Mamma quanto sei severa! :)
Non so, io penso che c'è tanta gente che per forza di cose non ha il livello di consapevolezza e di informazione che magari per noi è scontato... c'è tanta gente che Internet non la usa, eh! :)
Non so, Ugo: anche l'absolute beginner ha il dovere di informarsi nel momento in cui decide di pubblicare un libro.
È uno di quei casi di ignoranza non scusabile, non si può essere così sprovveduti, temo...
@Ale: d'accordo su tutto, ma non sul fatto che l'autore sia sempre consapevole di quello che fa. Se sei un absolute beginner, se vieni da tutt'altro mondo e non frequenti siti e blog letterari puoi anche lasciarti incastrare...
Io ho avuto la sciagura di essere nella giuria popolare di un premio e di dover valutare tra i finalisti un libro EAP.
Credo che sia la cosa peggiore che io abbia mai letto in vita mia: era peggiore anche dei manoscritti impubblicabili che ho valutato in passato, e nonostante questo era in finale a un premio.
Quindi buona la prima, gatta ci cova.
Anche io sono a sfavore completo degli EAP ma se il romanzo in questione è arrivato in finale vuol dire che o gatta ci cova, ovvero con i soldi si può fare di tutto. Oppure che l'autore è un ottimo autore... Chissà mi riserverei il diritto di leggere il libro. Comunque come ho detto, per il sottoscritto resta inammissibile che un autore debba pagare per essere pubblicato.
@Antonio: l'editoria a pagamento è pessima per definizione.
Autore: mi spiace, ma non credo al capolavoro del genio incompreso che, rifiutato da tutti gli editori seri, è costretto a pagare per essere pubblicato. È una leggenda metropolitana messa in giro dagli editori a pagamento, e non è realistica.
Sfortuna: ma nemmeno per idea. L'autore che pubblica a pagamento sa benissimo cosa sta facendo. È una scelta consapevole, altro che sfortuna.
Concorsi: un concorso serio *deve escludere* dalla rosa dei finalisti i libri pubblicati a pagamento. Altrimenti non è un concorso serio.
Guarda, da me non puoi aspettarti risposte diverse. Di due cose sono certa nella vita: la morte e la perniciosità degli EAP, e della prima non sono nemmeno troppo sicura :)
Sinceramente non ci vedo nulla di strano, almeno per l'autore. Se uno ha scritto un buon libro e che per sua "sfortuna" l'ha pubblicato a pagamento non ci vedo niente di male a poter essere premiato ad un concorso letterario. Non vuol dire che tutto quello che é pubblicato a pagamento sia pessimo e non lodevole, anzi. Comunque sia io sono completamente contro l'editoria a pagamento che generalmente non porta da nessuna parte.
I premi letterari o sono venduti o hanno una giuria d'incompetenti. O entrambe.
Diavolo, ora che ci penso questa definizione si può applicare a un sacco di cose, qui, in Italia...
Bentornata Ale! ;)
Esattamente, Ugo. Lo stesso editore. Incredibile coincidenza, oserei dire :)
Forse se ce lo chiediamo in tanti prima o poi si ottiene una risposta...
(grazie del bentornata :))
Welcome back innanzitutto. E poi a proposito di Voldemort, mi chiedevo la stessa cosa...
Grazie della segnalazione, ho corretto al volo.
alle 22:39
AngoloNero
Appunto :)