Il blog del mistero
Lorenza Ghinelli
Il Divoratore
Newton Compton
Pagine 256
Prezzo 9,90 euro
Sarà ospite (sabato 19 marzo alle 18) del divano rosso della libreria Rinascita Savoia di Roma: Lorenza Ghinelli, non ancora trentenne, sceneggiatrice e adesso anche scrittrice. Il Divoratore è stato uno dei primi casi editoriali di questo 2011. È un horror sincopato, giocato sul filo della tensione: non sono tanto gli omicidi misteriosi (che pure seminano l'isteria collettiva in quel di Rimini) a generare paura, ma quello che il lettore sa, o può immaginare.
Bambini, sono solo bambini quelli che spariscono nel nulla. Al loro posto rimangono i loro abiti, ordinatamente ripiegati.
Unico testimone è Pietro, un adolescente affetto da sindrome di Asperger, non graziato dal dono della stupidità e dunque consapevole della sua diversità. L'educatrice che lo segue, Alice, non ha dubbi sulla sua testimonianza: per quanto incredibile possa sembrare, c'è davvero un Uomo dei Sogni che fa sparire nel nulla le sue vittime. Per trovarlo, Alice dovrà indagare nei suoi ricordi di infanzia...
Merito principale del Divoratore è sicuramente la scrittura (in qualche modo Ghinelli è in debito con Valerio Evangelisti, presente nei ringraziamenti, e leggendola se ne capisce il motivo): veloce, sincopata, tagliente. Come tutti gli horror, anche questo presenta la lacuna (per il lettore di gialli, tendenzialmente teso alla ricerca della verità) di non sciogliere tutti i nodi nel finale. Ci sono cose che non possono essere spiegate. Al contrario, ciò che viene spiegato benissimo è la psicologia dei personaggi, dei bambini e di Pietro in particolare, delle loro ansie e delle loro paure.
Il Divoratore è un romanzo destinato a durare, e Lorenza Ghinelli (coautrice, tra l'altro, di J.A.S.T.) ha un futuro certo da narratrice a 360°.
Non potevo aspettarmi che una risposta sincera e tagliente. Sei diventata un vero e proprio critico, di quelli spietati e onesti, ai quali non si vorrebbe mai inviare il proprio romanzo. Una sorta di esame nell'esame. Ho letto qualche tua critica negativa, somiglia a una lama affilata che entra con eleganza, lenta e inesorabile, nella carne dell'autore. ;)
In realtà per me - purtroppo - influisce molto.
Se conosco l'autore e ne ho stima tendo a valutare il romanzo positivamente, ma non viceversa (se non lo stimo difficilmente troverò sgradevole di default ciò che scrive).
Ma la cosa non è un problema, perché la mia stima ce l'hanno in pochi, quindi non c'è il rischio di inflazione di recensioni positive :)
domanda: quanto influisce nel giudizio la persona dello scrittore? Si può sfuggire a questa trappola? Quando esce un romanzo si hanno sempre buone recensioni da parte degli amici e negative da parte di chi non stima l'autore come persona? (non ho ancora letto la Ghinelli, quindi non mi riferisco al suo romanzo.)
Lei, la Ghinelli, è una persona fantastica. È giovane ma ha spessore, contenuti e progetti. Va guardata con molta attenzione.
fa tanta, tanta paura :)
liz
Ho usato la parola "genere" in modo inappropriato solo per dire che l'argomento in sé e per sé non è nelle mie corde.
Concordo sulla scrittura incisiva e sulla mia scarsa competenza a valutare il genere; non concordo (non ancora, ma a questo punto devo rimediare quanto prima) sul paragone, visto che mi manca il secondo termine...
Ti farò sapere :)
Pur non essendo il mio genere è un buon libro scritto con efficacia. Paragonato alla scrittura de "L'allieva" è un capolavoro...:)
alle 10:43
AngoloNero
Quando mi fai leggere qualcosa di tuo? :)