Il blog del mistero
Trenta miliardi di dollari sono un mucchio di soldi e qualcuno è disposto a tutto per entrarne in possesso.
Ugo Barbàra
Le mani sugli occhi
Piemme
Pagine 518
Prezzo 18,50 euro
Ricordate il corruttore? Proprio lui, Vittorio Tanlongo, l'avvocato senza scrupoli che sosteneva che ogni uomo ha un prezzo ed era abilissimo a scoprire quale fosse (il modo in cui ciò accadeva era per lui assolutamente irrilevante).
Vittorio Tanlongo si nasconde oggi nella sua villa di Bracciano. Ha chiuso con la vita da corruttore e sta cercando di ricostruire una stabilità con la sua famiglia, al riparo dai pericoli. Ma qualcuno ha bisogno di lui per uno sporco affare: il recupero di trenta miliardi (sì, avete letto bene) di dollari sotto forma di bond e Kennedy notes statunitensi. Una cifra tale da mettere in crisi le borse di tutto il mondo. Una cifra che stava transitando verso la Svizzera nella valigetta di un insospettabile prelato rimasto vittima di un incidente automobilistico dalle parti di Como.
Su quella valigetta mette le mani l'ambizioso colonnello della Guardia di Finanza Gerace. Di quella valigetta deve occuparsi, suo malgrado, il procuratore Federica Assioli, già impegnata nelle indagini per la scomparsa di due fratellini. A quella valigetta è interessata Sonia Folaga, dirigente del Ministero del Tesoro che lascia la sua scrivania romana per offrire la sua consulenza di esperto. E la valigetta non lascia indifferenti gli americani, che spediscono un loro uomo in Italia per smentire il valore di quei titoli. Ma in quella valigetta c'era anche la tranche finale di una transazione che una certa banca svizzera sta aspettando con ansia.
Trenta miliardi di dollari sono un mucchio di soldi e c'è gente disposta a tutto per entrarne in possesso.
È uno sporco lavoro, ma qualcuno deve pur farlo, e dunque perché non Tanlongo? Perché lui è cambiato, dice. Ma chi nasce tondo non può morire quadrato (faccio mia questa frase per averla intuita nei pensieri dell'autore prima ancora che lui la confermasse davanti a una caponata strepitosa).
Costretto suo malgrado a lasciare Bracciano per le rive del lago di Como, Vittorio scoprirà di essere più simile a se stesso di quanto credesse. E non è escluso che dal suo passato emergano altri personaggi interessati alla vicenda.
Vittorio Tanlongo ha uno smisurato potenziale. Si muove tra politica e finanza in uno scenario internazionale: siamo in piena attualità. Ha una moglie, tre figli e un passato: niente di strano che qualche scheletro faccia capolino di tanto in tanto. Ha, infine, un gran brutto carattere: all'autore non rimane che farlo comportare da "pessimo elemento" qual è. Contornandolo di cattivi (e cattive) disposti a tutto.
Partendo da uno, due fatti di cronaca, lavorando un po' di investigazione e un po' di fantasia, con musica jazz (e un po' di Mozart) in sottofondo, l'aiuto di StreetView e molta, molta perizia, Ugo Barbàra ha creato un romanzo "a lunga tenuta" in cui i protagonisti vivono di vita propria, si "presentano" inaspettatamente all'autore e chiedono di raccontare la loro storia. Per la prima volta, inoltre, si parla di "trilogia del corruttore", segno che la vitalità di Tanlongo non ha ancora esaurito la sua spinta.
Le mani sugli occhi è un thriller cupo nato dall'urgenza di comunicare qualcosa e dalla voglia di ritrovarsi faccia a faccia con dei vecchi conoscenti. Dettagliato e documentato, il risultato finale è brillante, scorrevole e amaro al punto giusto. Si legge voracemente, lascia aperti molti interrogativi e reclama ulteriori sviluppi.
Per la cronaca: le mani sugli occhi sono quelle di Elisa, la moglie di Vittorio. Mani che potrebbero restare lì per sempre o scostarsi, a un certo punto, e svelare la realtà. Questa volta Elisa dovà fare una scelta...
alle 13:55
Enzo BodyCold
gran libro e grandissima serata ^_^