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Furto di identità in rete... e altre cose

Alessandra Buccheri avatar Mercoledì 30 Marzo 2011, 19:16 in Comunicazioni di servizio di Alessandra Buccheri

"Rubare" un dominio e chiedere un riscatto al proprietario: in rete succede anche questo.

voltapagina 2.JPG Il fenomeno del furto di identità in rete non è una novità, ma quando tocca qualcuno vicino bisogna fare qualche riflessione in più.
Capita che da un giorno all'altro due anni di lavoro, emozioni, sentimenti, diario quotidiano spariscano in un attimo dai motori di ricerca.
Se succedesse a me, credo che impazzirei dalla rabbia.
È successo a Cristina Zagaria
che, a tempo di record, è tornata on line con un nuovo sito. Prendete nota e aggiornate reader e blogroll, adesso si trova qua.

Cristina è una donna combattiva e ha iniziato la battaglia legale per il recupero del dominio, ma sarà una cosa lunga e l'esito non è affatto garantito.

Prendere nota: internet, come il mondo reale, è pieno di gente che delinque.
Ma intanto, bentornato Voltapagina :)

**

Sempre a proposito di amici, un bentornato va anche a Andrea Cotti. Ha cambiato città, ha cambiato casa ma continua a fare lo scrittore e lo sceneggiatore. In più, chiede di rendere noto che si offre come editor per coloro che abbiano bisogno di revisionare testi.

A questo indirizzo trovate tutte le informazioni.

**

Sapete che il tema del formato digitale mi sta appassionando e che guardo con cauto ottimismo alle potenzialità del self publishing.
È un discorso che mi ripropongo di approfondire, ma intanto, con il mio solito ritardo, segnalo che Ugo Mazzotta ha reso disponibile un racconto in formato digitale sul suo blog. Sono iniziative coraggiose e da diffondere. 

E voi, cosa ne pensate?

17
17 commenti
17
06 Apr 2011
alle 20:22

Vito b.

Ugo, quale luogo più idoneo per cercare la propria musa... Di Giacomo docet;

16
06 Apr 2011
alle 09:06

U.

Vito, giuro che tutte le volte che sento uno scrittore parlare dell'urgenza che gli impone di scrivere mi immagino una fila di scrittori, armati di penna o di notepad che saltellano a gambe strette in fila davanti a un cesso chiuso ;)

15
05 Apr 2011
alle 23:45

Vito b.

Ale, già fatto, purtroppo manca ancora di raccontare che succede dopo aver assolto l'urgenza;).

Terrò gli occhi aperti, domani.

14
05 Apr 2011
alle 21:38

AngoloNero

Vito: sì, valgono, l'importante è che stiano nel contesto di una frase scritta. Ad esempio potresti metterle in un racconto :)
A proposito di racconti, non perdere il post di domani!

13
05 Apr 2011
alle 21:33

Vito b.

Ugo, sei sicuro di non aver mai detto (o almeno pensato) ho un'urgenza disturbante? Io sì, tante volte, soprattutto dopo un caffé la mattina d'inverno. Ale, valgono anche quelle circostanze?

12
05 Apr 2011
alle 09:46

AngoloNero

Ma infatti è un gioco... Devo ricordarmi di usarle più spesso, 'ste due parole :)

11
05 Apr 2011
alle 09:40

U.

Mettiamo le cose in chiaro: io urgenza l'ho scritto con palese sarcasmo (avevo anche una luce sinistra che mi brillava negli occhi, posso giurarlo). Disturbante non lo scrivo nemmeno sotto tortura :)

10
05 Apr 2011
alle 08:23

AngoloNero

Ugo: hai detto urgenza! Se riesci a metterci dentro anche disturbante abbiamo portato a casa la giornata (non farci caso, è un gioco nato con Marcialis sabato e domenica durante le presentazioni) :)

9
05 Apr 2011
alle 07:20

U.

Vito, assolutamente vero. Il mio "si scrive per essere letti" non è antitetico a "si scrive per guadagnare" (anche perché se ti leggono in tanti prima o poi due lire le fai). Piuttosto a "si scrive perché si ha l'urgenza di farlo" e altre amene e un po' pretenziose romanticherie simili :)

8
04 Apr 2011
alle 10:59

Vito b.

Ugo, grazie per il suggerimento. Ho letto "statale 17": bel racconto, complimenti. Inoltre, sì, è vero, a chi scrive il primo piacere viene dall'essere letti, perché "non di solo pane vivono gli uomini", ma è vero anche che senza pane muoiono.

7
03 Apr 2011
alle 08:05

U.

@Sam (e Vito): appunto, non si scrive per qualche insopprimibile e intimo furore, si scrive perché si vuole esser letti. Gli ebook autopubblicati sono un buon modo di farsi leggere, quando ho messo online il mio primo romanzo ho mandato qualche email a siti e blog informatici e in pochi giorni l'hanno scaricato in centinaia. Ancora adesso una buona parte di visite al mio sito viene da due o tre siti specializzati in ebook che mi hanno linkato, per questo ho aggiunto altri ebook e altri ne verranno, magari non solo di testi già scritti e pubblicati ma anche roba inedita... un po' alla volta :)

6
03 Apr 2011
alle 07:55

U.

@Vito: è un file .ePub, lo standard per gli ebook. Lo puoi leggere sul pc scaricando il lettore Adobe Digital Editions (in cima alla pagina ho messo anche il link al sito di Adobe).
Intanto si è aggiunto un altro ebook, quattro racconti tratti dalla raccolta La moglie del pittore, anche quella fuori catalogo. È roba di diversi anni fa, un po' ingenua forse... :)

5
02 Apr 2011
alle 13:56

Vito B.

Il messaggio corretto per Sam è questo.

"Del resto uno scrittore scrive per essere letto, non per fare soldi", suonala ancora ancora Sam, perché è carina, ma dubito che qualcuno ci creda, anche se la maggior parte degli scrittori sono abbastanza rassegnati non solo a non far soldi ma anche a essere letti das una ristretta cerchia di persone.

4
02 Apr 2011
alle 13:53

Vito B.

Ugo, che razza di formato è il file del tuo racconto? Si può leggere su un comune pc?

"Del resto uno scrittore scrive per essere letto, non per fare soldi", suonala ancora ancora Sam, perché è carina, ma dubito che qualcuno ci creda, anche la maggior parte degli scrittori sono abbastanza rassegnati non solo a non far soldi ma anche a essere letti das una ristretta cerchia di persone.

La mia solidarietà a Cristina.

3
31 Mar 2011
alle 16:45

U.

Ops scusa Ale, non mi ero accorto della segnalazione, grazie :)

2
31 Mar 2011
alle 10:19

SamStoner

Grazie per la segnalazione del nuovo sito di Cristina.

Self publishing. Mi piace. Lo trovo decisamente anarchica come scelta, ma efficace. Del resto uno scrittore scrive per essere letto, non per fare soldi. Il solo problema è raggiungere una vasta platea. La rete saprà come venire incontro a questa esigenza. Ne sono sicuro.

1
31 Mar 2011
alle 04:05

Paolo

È successo anche a me, purtroppo, per uno dei siti in cui il mio cliente deteneva la proprietà del dominio (never assume people know what they are doing). Il domain è ancora lì in ostaggio con le sue foto, immagini dell'attività per cui gli avevo costruito il sito: http://www.caprapress.com

Il malfattore è il Lussemburgo e protetto da vari "layers" informatici. 

Grazie della segnalazione del racconto di Ugo, me lo leggo subito!

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