Il blog del mistero
Rebecca Johns
La contessa nera
Garzanti
Traduzione di Claudia Marseguerra
Pagine 324
Prezzo 18,60
Mi trovo in forte imbarazzo rispetto a questo volume, appena uscito per Garzanti. Non certo perché sia mal scritto, anzi; ma perché Erzsébet Báthory non è una figura che si ricorda volentieri.
Ho letto un estratto del libro, circa sessanta pagine, e ho avuto la sensazione che, per fortuna, non ci sia intento celebrativo né riabilitativo nel romanzo di Rebecca Johns. Più probabilmente c'è il desiderio di raccontare la persona, con il suo percorso accidentato, piuttosto che il mostro che la storia ci ha tramandato. Ma nessuna trasposizione letteraria può riuscire nel miracolo di "umanizzare" la Báthory, passata alla storia come la contessa sanguinaria, sospettata di aver ucciso oltre 650 persone, sadica (nel senso patologico del termine), dedita al vizio e alla magia nera.
Personaggio controverso che da una parte ha contribuito ad alimentare il mito di Dracula (ma senza averne il fascino), dall'altra non può che risultare ripugnante senza possibiità di appello.
Né, credo, personaggi simili hanno diritto a un processo d'appello. La condanna della legge terrena e della storia sono unanimi.
Quindi, nonostante che la scheda editoriale reciti
Padrona spietata, torturatrice di centinaia di giovani donne, assassina crudele. Questo è quello che dice la leggenda. Ma la verità è un'altra. È la verità di una donna fragile, inquieta, ribelle. Con tutte le sue debolezze, ma anche tutta la sua forza.
io penso che la Báthory fosse una pazza criminale e che il suo unico destino, a distanza di 500 anni, debba essere l'oblio.
Ciò detto, se vi va di farvi un giro nei meandri della perversione più inimmaginabile, prego, accomodatevi.
Vi lascio il booktrailer.
Padronissima di pensare ciò che credi. D'altra parte, se vengono pubblicati libri di infimo livello, evidentemente c'è un fiorente mercato di lettori di pari livello che li apprezza.
Buonasera, capito su questo blog x caso, devo dire:
ma che orrida recensione!cito le tue parole: inizi con ''Mi trovo in forte imbarazzo (?!?! per cosa scusa, è solo un libro, carta inchiostro e una foto in copertina) Non certo perché sia mal scritto, anzi; ma perché Erzsébet Báthory non è una figura che si ricorda volentieri''.........(e chi ti ha mai chiesto di ricordarla cara Alessandra Buccheri?) poi prosegui ancora peggio ''Ma nessuna trasposizione letteraria può riuscire nel miracolo di "umanizzare" la Báthory, passata alla storia come la contessa sanguinaria, sospettata di aver ucciso oltre 650 persone, sadica (nel senso patologico del termine), dedita al vizio e alla magia nera.''allora, se ami il mito di Dracula, leggiti solo Stoker e non fare del moralismo facile e bigotto, che siamo nel 2011 non nel 1400.
La verità è che se hai pregiudizi o sei una bigotta, faresti meglio a passare oltre quando cammini davanti a certi scaffali in libreria, FAI quasi PASSARE LA VOGLIA DI SCRIVERE a persone brave e piene di talento come Rebecca Johns.
Si tratta evidentemente di due cose diverse, zulma, visto che The Countess (il romanzo) è uscito in America a ottobre 2010.
strano che il volume sia appena uscito
Esiste gia una trasposizione cinematografica di The Countess del 2009. Film diretto e interpretato da Julie Delpy e presentato ai festivals di berlino e cannes
Ma si sa che è così. Solo che vorrei evitare, assolutamente, il revisionismo storico. Mi spaventa non poco.
Dunque, quando la realtà vince la fantasia...:)
alle 18:48
Vito b.
Sara B., non è che la tua “B” (però, coincidenza, “B” è anche il mio cognome e quello di Alessandra) cela un cognome come Bathory? Perché sai, accalorarsi così tanto mi pare un po’ eccessivo per un "un libro, carta inchiostro e una foto in copertina".
Battute a parte, mi sembra alquanto improvvido tacciare di bigottismo Alessandra dopo aver letto una sua unica recensione, anche perché le sue considerazioni, condivisibili o meno, non mi sembrano affatto frutto di pregiudizio.
Semmai, di sicuro cattivo gusto è la scheda editoriale che con la “verità è un’altra” tenta di negare quello che leggenda e storia concordano: Elisabetta Bathory era una crudele assassina.