Il blog del mistero
Daniele Cambiaso e Ettore Maggi
L'ombra del destino
Rusconi Libri
Pagine 288
Prezzo 12,90 euro
1979: Stefano e Giulio, giovani studenti universitari, vengono arrestati perché coinvolti in una storia di terrorismo. Un oscuro funzionario di polizia e un colonnello si occupano dell'inchiesta. I due amici risulteranno estranei alle vicende, ma le loro vite sono ormai segnate.
Sedici anni dopo, Stefano è ispettore di polizia e Giulio tenente dei carabinieri. Il primo viene fatto infiltrare in una organizzazione di trafficanti di armi che ha legami con la mafia e le formazioni paramilitari che combattono nella guerra della ex Jugoslavia; il secondo incaricato di indagare sull'inspiegabile suicidio di un giovane carabiniere che lo porterà sulle tracce di un uomo misterioso che dovrebbe essere morto da anni. In mezzo a ricatti a sfondo sessuale, loschi legami politici, servizi segreti più o meno deviati, conflitti a fuoco, rischiose missioni nei Balcani e pericolosi viaggi fino a Knin, i due amici scopriranno non solo una terribile e scomoda verità, ma anche che i loro destini sono irrimediabilmente intrecciati.
L'ombra del destino è il primo romanzo di una nuova collana di narrativa di genere diretta dallo scrittore e giornalista Divier Nelli. Il piano editoriale (ambizioso) prevede non solo il giallo classico, ma anche giallo storico, spy-story, hard-boiled, crime story, noir e progressive-noir (se, come me, vi siete chiesti cos'è il progressive noir, qua c'è la risposta).
Liz: a me risulta che Ettore Maggi sia cagliaritano, Daniele Cambiaso genovese (o almeno ligure). Sbaglio?
Io il libro non l'ho letto ancora, ma so che è piaciuto a qualcuno di cui mi fido molto (nonostante ci siano, parole sue, "un po' troppi morti") :)
Ida, Ettore Maggi dovrebbe essere fiorentino. E pure simpatico, stando ai nostri "scontri" (sempre che ricordi bene).
Sono molto interessata a tutte le nuove collane che stanno proponendo i "Grandi Editori". Leggerò questo libro. Ale, sai dirmi dove stiano di casa (geograficamente) gli autori?
grazie
Liz
Ora ricordo! Uno scambio più o meno ironico di mail su "Thriller Magazine". Dico subito che non ho intenzione di ricominciare...:)
Sesto senso. Mi aspettavo questo giusto intervento. Con Maggi devo avere già interloquito ma non ricordo quando e a che proposito (per un racconto, mi pare). Comunque, dato che si è fatto vivo, potrebbe illuminarci meglio su questo suo lavoro.
Peccato che nessuno appaia interessato al romanzo segnalato nell'articolo... ;-)
Quanto alle interviste, ha ragione Lotti, ma in questa mi pare che Morozzi sia stato molto ironico e non si sia preso troppo sul serio...
A dire il vero le interviste sono, invece, nella maggior parte dei casi celebrative dell’autore. Difficile trovare qualcuno che lo incalzi anche sugli aspetti meno positivi del suo lavoro (ce ne sono sempre) e che cerchi di metterlo un po’ alle strette, in una maniera pur amichevolmente garbata, per tirare fuori qualcosa di più profondamente genuino.
Non conosco Morozzi né di persona né, confesso, come autore; la mia impressione, dopo aver letto l'intervista, è che in quella definizione "progressive noir" ci sia anche un po' di [auto]ironia.
La risposta alla domanda "Cosa NON dovrebbe fare un giovane scrittore?" poi è da incorniciare.
Cito: Farsi influenzare dai commenti ai post dei siti letterari. O farsi influenzare dalle interviste a scrittori o critici che contengano la frase “siamo stanchi di romanzi che parlano di…” oppure “al giorno d’oggi gli scrittori hanno il dovere di scrivere di…” Gli scrittori non hanno il dovere di scrivere proprio niente se non buoni libri, e se sei stanco di romanzi che parlano di (segue idiosincrasia personale), be’, parla per te!"
La mia impressione, e sottolineo impressione, è che dovendo per forza offrire qualcosa di nuovo, che probabilmente, e sottolineo probabilmente, non c'è, lo si trova nelle sigle.
Benvenuto nel club :)
E se dopo aver letto l'intervista non avessi compreso lo stesso?
alle 14:28
Ettore Maggi
Ciao a tutti, e grazie per il benvenuto! :) Mi scuso per il ritardo con cui rispondo, dovuto all'imposibilità di connettermi. Innanzi tutto, sia io che Daniele siamo genovesi (io in realtà mezzo sardo, infatti sono nato a Cagliari, madre sarda e padre genovese, ma ho quasi sempre vissuto a Genova). Quanto allo "scontro" con Fabio Lotti (che saluto cordialmente: anche lui, da buon toscano, è simpatico), si era trattato di uno scambio ironico, nessun pericolo di di litigi! :) Infine, il libro: si tratta di un romanzo che gli anglosassoni definirebbero un "conspiracy thriller" e se fosse un film sarebbe a metà tra una pellicola come "I tre giorni del Condor" e i thriller politici di Damiano Damiani (beh, prima di impazzire e girare "Alex l'Ariete", ovviamente ;)). Insomma, un romanzo "fantapolitico", teso e spero avvincente. Almeno, questa è stata la nostra intenzione...