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Alessandra Buccheri avatar Giovedì 14 Ottobre 2010, 20:01 in L'angolo bianco di Alessandra Buccheri

E vabbè, questa devo dirla se no mi rimane proprio sullo stomaco.
Per quale stramaledetto motivo un editore serio mette in catalogo una cosa del genere?

A chi pubblica con il suddetto editore fino a oggi veniva chiesto: "Ma come, tu che sei di sinistra, non ti vergogni di pubblicare per Berlusconi?". Da domani sarà necessario chiedere: "Ma come, tu che ti definisci uno scrittore, non ti vergogni di essere nello stesso catalogo di Melissa P.?". Una che va fiera di non avere neanche il diploma, e sorvoliamo su tutto il resto.

E venderà pure. Poveri noi.

**

Vi ricordo il nostro esperimento letterario "Natale in noir": partecipate! (se non fate in fretta, Einaudi potrebbe farvi una proposta di pubblicazione... pensateci bene).

____________________________________

85
85 commenti
85
26 Ott 2010
alle 22:42

Ida

Scusa, ho capito. Ha a che fare con un gregge :) la stanchezza fa la sua parte...

84
26 Ott 2010
alle 22:36

Ida

Ciao merisi. Quali sono gli autori di allevamento?

83
26 Ott 2010
alle 22:23

merisi

se per potente si intende uno che è avanti di almeno dieci anni rispetto agli altri editori allora dico sì.

se si intende uno che cerca, trova e pubblica autori "non di allevamento" dico ancora sì.

ancora, se si intende uno che non ha paura e fonda collane che nulla hanno da spartire con l'andazzo generale dell'editoria ripeto ancora sì.

per ogni altra accezione della parola potente dico no.

82
26 Ott 2010
alle 20:53

AngoloNero

...merisi, lei mi fuorvia i commentatori :)

...narra la leggenda che LB fosse in Einaudi Stile Libero quando Einaudi Stile Libero ancora valeva qualcosa...

81
26 Ott 2010
alle 20:39

merisi

l'unica cosa che non si può dire di LB è che sia potente.

anzi, credo proprio che si offenderebbe.

lui è agli antipodi dei potenti e li combatte.

80
26 Ott 2010
alle 18:27

Fabio Lotti

Scusate questo O.T. (si dice così?) ma riguardo all'annuncio fatto ieri relativo al mio articolo che doveva apparire sul blog del giallo Mondadori c'è stato evidentemente qualche intoppo. Non vi ho preso in giro, voglio dire. Come? Meglio così? E allora me la sono cercata...:)

79
26 Ott 2010
alle 16:58

AngoloNero

Questa è una buona notizia, Ida :)

78
26 Ott 2010
alle 16:49

Ida

Mi accontenterei che leggesse il mio racconto di Natale in Noir che spedirò a giorni per la chiamata in correità. Be' io l'ho buttata lì, magari vede il commento.. :))

Sempre che prima piaccia all'AngoloNero :)

 

77
26 Ott 2010
alle 15:32

AngoloNero

Lo è, lo è :)

76
26 Ott 2010
alle 15:30

Fabio Lotti

Non so chi si celi dietro L.B. ma se è così potente datti da fare...:)

75
26 Ott 2010
alle 15:01

Ida

Oppure avere come  santo protettore LB :))

74
26 Ott 2010
alle 09:20

Fabio Lotti

Immaginati, Ida, (ma lo sai già) le redazioni delle case editrici ormai asfissiate da migliaia (forse esagero ma mica più di tanto) di nuove proposte. Tieni presente i soliti "raccomandati" e la concorrenza straniera, che non solo viene dal freddo ma anche da altri ambienti riscaldati, e dunque valuta le possibilità di pubblicazione di uno scrittore neofita (pure di uno che ha già pubblicato e non riesce a vendere).  Dunque non resta chre "resistere, resistere, resistere"...:)

73
25 Ott 2010
alle 22:54

Fabio Lotti

Io vedo diversi (non tutti!) libri pubblicati anche senza contributo personale che mi sembrano scritti "in quattro e quattr'otto" soprattutto dal punto di vista del linguaggio che si presenta pure carino, correttino, simpaticino, ironicino (mio conino) ecc.... Un pò tutti ugualini gli unini con gli altrini.

Sinceramente due palline...:)

Sono perfettamente d'accordo nel non demordere...:)

72
25 Ott 2010
alle 21:18

Ida

Luca: il verbo sbraitare non era riferito a te, ma a chi in generale vuole imporre le proprie idee senza ascoltare quelle degli altri. Non è il tuo caso :)

Fabio: scrivere in quattro e quattr'otto tanto vengono pubblicati lo stesso?  Sicuramente dalle case editrici con contributo che io non  definisco tali. Ma dalle altre no, credimi. Attualmente se non sei  già conosciuto è difficile che qualcuno ti pubblichi, anche se la tua scrittura è apprezzata e al tuo giallo ci hai lavorato un sacco. Io infatti sto ancora aspettando... ma non demordo :)

 

71
25 Ott 2010
alle 18:46

Vito b.

Bravo, Ugo, dicitangello vuie ca io nun c'ho sacc' dicer':)

70
25 Ott 2010
alle 09:37

U.

Luca, innanzitutto (ma l'avevo già scritto!) è chiaro che non l'avevo con te (né con Fabio né con altri in questo blog).

Facevo un discorso più generale (nessuno me l'avevo chiesto, lo so) e probabilmente l'ho anche fatto male... quando parlavo di "schierarsi" non mi riferivo al fatto di avere proprie idee, motivarle e sostenerle. Mi riferivo al fatto che molti pensano che se l'altro non la pensa come te sia giusto dirgli che è un coglione e reiterare il concetto ad alta voce circa sessanta volte al minuto per due minuti consecutivi. Oppure, in un blog o in un forum, dargli del troll, del macaco, del lamer, fai tu...

Questo non ha niente a che vedere con i gusti (che peraltro anche secondo me sono gusti, anche se a te pare stravagante!) e nemmeno col fatto che ognuno di noi ha le sue idee e le difende (ci mancherebbe)

Sono d'accordo con te sulle mode editoriali, meno su altre cose; non sono d'accordo con Al sul fatto che sia colpa della narrativa d'evasione se ci teniamo il Berlusca (quello che faccio a casa mia quando torno dal V Day o da un picchettaggio in fabbrica sono cavoli miei, e se invece di un noir sociale voglio leggermi i fratelli Karamazov o Checco Zalone non vedo come questo indebolisca la mia posizione antiberlusconiana); e potrei andare avanti. In ogni caso né io né tu né Al abbiamo mai alzato la voce e continuiamo a essere in amichevole disaccordo. Almeno spero, anche considerando la stazza di Al ;)

Quello cui mi riferivo con "schierarsi" era altro, sottintendeva (ma probabilmente non era chiaro) "schierarsi per andare a menare il nemico" o "schierarsi per dire io e i miei amici siamo forti, gli altri sono merde".

69
25 Ott 2010
alle 08:46

Fabio Lotti

 

Ricordiamoci che siamo nel villaggio globale dove tutto può entrare da tutte le parti. Come scrittore di scacchi mi sono dovuto fronteggiare con i colossi dell’est europeo (la Russia, l’ex Jugoslavia ecc…) padroni incontrastati del settore. Ergo, prima che spuntasse fuori il mio nome su qualche libro, centinaia di articoli, centinaia di partite per corrispondenza, un anno intero per scrivere il primo. Voglio dire, ma è solo una domanda e non una provocazione. Non è che a certi giovani autori nostrani fa un po’ difetto il senso del sacrificio e la voglia forte e profonda di volersi conquistare un po’ di spazio anche se ci vuole un certo periodo di tempo? Non è che altrettanto certi noir sono scritti in quattro e quattr’otto perché tanto vengono pubblicati lo stesso? Non è che…ma qui mi fermo che mi manca il fiato.

P.S. Oggi sul blog del giallo Mondadori dovrebbe uscire l'articolo "Riso e sorriso (soprattutto il mio) tra furti, rapine e motti ammazzati". Niente di che, il solito mio guazzabuglio ma siete invitati lo stesso

 

68
25 Ott 2010
alle 01:34

Luca Conti

Ida, io non sbraito. Mai. Non l'ho mai fatto in 48 anni e non ho intenzione di iniziare adesso. Dico solo quel che penso, visto che mi occupo di queste cose da una vita e so di cosa parlo. Resta il fatto che non mi piace affatto la deriva che ha preso negli ultimi tempi l'editoria italiana, soprattutto nella narrativa di genere (che è quella che per anni ha contribuito in larga parte a reggere la baracca). Non c'è la minima intenzione di formare un pubblico di lettori competenti, ma solo quella di cavalcare le mode e spremerle il più possibile. E capisco benissimo LB quando dice che del noir che gira dalle nostre parti, così com'è, ha le palle piene. Pure io. In Italia, invece, siamo già al post noir senza che ci sia stato neanche il noir. E' possibile?

Grazie, comunque, della vostra spiegazione sui motivi per cui apprezzate Larsson. In questo modo sì che è una discussione seria, in questo modo sì che si giustificano i gusti personali.

67
24 Ott 2010
alle 22:31

Ida

E decisamente d'accordo con te, Ale, sulla spiegazione del gusto personale. Non avevo ancora visto il tuo commento :)

66
24 Ott 2010
alle 22:18

Ida

Tu hai ragione Luca, ma sono assolutamente in accordo con Ugo nel mantenere il limite dei toni. Che senso ha sbraitare per farsi capire?

Vuoi qualche motivo per cui Larsson mi è piaciuto? Eccone un paio:

1 - Ha creato Lisbeth Salander, personaggio totalmente nuovo nella narrativa di genere. Trasgressiva agli eccessi, a tratti una caricatura di se stessa. Donna con tante forze e poche debolezze. Credo che nessuna lettrice possa identificarsi completamente in lei, eppure Lisbeth ha così tante sfaccettature che ogni donna può trovarci un pezzetto di se stessa.

2 - E' stato un vulcano di idee nella sua trilogia. D'accordo che molte pagine avrebbero dovuto essere tagliate e forse  avrebbe avuto bisogno di un editor portato alla sintesi, ma in ogni caso le situazioni cambiano in continuo e tengono alta la tensione. Inoltre la scrittura in sé risulta piacevole.

 

65
24 Ott 2010
alle 21:31

AngoloNero

Direi che stavolta Luca ce l'ha con me :)

Concordo sulla necessità di schierarsi;

concordo sulla mancanza generalizzata di critica, e infatti io ormai mi fido solo di me stessa;

concordo perfino sulla riproduzione dei comunicati stampa (che qua sono evidenziati come "Novità segnalate dagli editori", laddove le letture sono etichettate con "Il parere dell'AngoloNero"), anche se io per prima non posso farne a meno, perché non posso leggere e recensire un libro al giorno. Però almeno è chiaro che si tratta di una segnalazione e non di un giudizio.

Sono meno d'accordo quando dici che con la frase "i gusti sono gusti" (è una frase che ho usato io) si sta attribuendo ugual valore a tutto. Non è così. Che i gusti siano gusti è, credo, una verità inoppugnabile. Il valore però prescinde dal gusto. 

Sicuramente è un limite mio quello di non essere riuscita a spiegare diversamente da come ho fatto i motivi per cui ho letto il primo libro di Larsson in tre giorni. Mi sono appassionata alla storia di Lisbeth, mi è piaciuta l'indagine (sulla scomparsa di Harriet Vagner), mi interessa l'ambientazione, ho trovato il ritmo dei dialoghi adatto ai miei tempi di lettura anche quando sono semplici, rilassati, ripetitivi. A questo aggiungo che a volte nascono alchimie che non si possono descrivere, come è successo in questo caso.

Tutto questo attiene al gusto ma non al valore. Il valore non lo stabilisco io. Il mio giudizio è sempre un "mi piace" o "non mi piace", più spesso "Mi piace ed è adatto a chi ama i thriller d'azione/i thriller psicologici/il giallo classico/il noir/la contaminazione dei generi" etc etc. A volte "non mi piace, ma capisco che ad altri possa piacere". Perché il capolavoro assoluto non l'ho ancora letto, o almeno non ho mai trovato un libro su cui tutti fossero d'accordo.

Per questo preferisco dare un giudizio di gusto, soggettivo ma che tiene conto delle preferenze dei lettori, piuttosto che un giudizio di valore con pretese di oggettività che dovrebbe essere riferito a parametri più complessi e probabilmente inadatti a un blog.

To be continued? :)

Ciao, Luca :)

64
24 Ott 2010
alle 21:08

merisi

nutro rispetto per luca conti.

63
24 Ott 2010
alle 17:49

Luca Conti

Scusa, Ugo, io sono buono e caro e assolutamente non litigioso, ma sotto certi punti di vista credo che sia assolutamente necessario schierarsi. Soprattutto non credo nella stravagante idea dei "gusti sono gusti": Ok, ognuno legge cosa vuole e va bene, ma resta il fatto che un sacco di gente legge porcherie, così come le guarda al cinema e alla tv e le ascolta alla radio e in Cd. Il fatto di non prendere mai posizione ha portato, negli ultimi anni, alla totale scomparsa della critica sui giornali e sulle riviste, e adesso anche sui blog, sostituita in larga parte dalla riproduzione dei comunicati stampa delle case editrici, discografiche e cinematografiche. Larsson può essere scadente o di qualità, ma come lettore io desidererei che qualcuno si prendesse la briga di spiegarmene i motivi. in un senso o nell'altro. Invece adesso siamo arrivati a un punto in cui tutto ha lo stesso valore, giustificato dalla frase "i gusti son gusti". Non è così, e non deve esserlo (almeno per me).

62
23 Ott 2010
alle 08:36

U.

Ma no, la mia è una semplice iniziale...

61
22 Ott 2010
alle 21:12

merisi

ma scusa, la tua non è una sigla? lettera unica, per giunta.

vergognatevi. siglaroli!

60
22 Ott 2010
alle 18:39

AngoloNero

chi è FK???

59
22 Ott 2010
alle 18:27

U.

Ops, forse l'ho capito.

Ma l'unico cui ci si può riferire con la sigla qui non era LB? :)

58
22 Ott 2010
alle 18:20

U.

E cu minchia è FK? :)

57
22 Ott 2010
alle 18:06

merisi

che palle mi fate! sono giorni che aspetto il sangue e invece niente. siete troppo educati. non ci vengo più 'sto blog edulcorato. viva FB e le scazzate di F.K.

addio.

56
22 Ott 2010
alle 15:52

U.

Vero che la discussione qui era su binari più che tranquilli, però capisco la preoccupazione di Alessandra (a proposito, siamo sulla stessa lunghezza d'onda a parte L'isola dei famosi!). Da un po' di tempo dovunque e soprattutto nei vari luoghi d'incontro internettiani pare che non ci si possa confrontare senza scontri, che sia obbligatorio schierarsi e soprattutto marciare contro il nemico (cioè chi non la pensa come te).

Ripeto, non mi riferisco a questo blog... è che va bene animare la discussione, ma quando si superano certi toni secondo me è perché non si hanno argomenti

Peace and love ;)

55
22 Ott 2010
alle 09:18

Fabio Lotti

Anche io sono sulla stessa linea d'onda di Luca. Provenendo da un paese della Toscana dove la "baruffa" era di casa e di bottega questi scambi di vedute mi sembrano pure bacini sulla guancia.

54
21 Ott 2010
alle 22:32

Luca Conti

Alessandra, io non litigo con nessuno, non è nel mio carattere. Si tratta di un semplice scambio di vedute, com'è giusto che sia.

53
21 Ott 2010
alle 21:45

Ida

Litigate soft, senza rancore :))

E intanto sono d'accordo con te, Luca, sull'ingorgo editoriale dei nordici con conseguente sottrazione di spazio ai bravi autori nostrani. Anche se all'arrivo del primo libro della trilogia nessuno sospettava una cosa del genere. 

52
21 Ott 2010
alle 21:05

AngoloNero

Ida, Luca, Al, Fabio, non litigate. I gusti sono gusti.

È giusto che ognuno rimanga della sua opinione.

Personalmente non ho difficoltà (di tanto in tanto) a mischiare le carte, a rilassarmi con cose assolutamente leggere che però mi "prendono".

Dichiaro apertamente, ad esempio, che vedrò L'Isola dei Famosi se Serino ci andrà; che amo la musica pop italiana, quella fatta di motivetti insulsi (ma poi a casa ho una marea di CD di musica classica); che mi piaceva da morire il giallo classico e se avessi tempo rileggerei Agatha Christie.

Aborro le cose furbe, ma a volte ho gusti nazionalpopolari, magari per simpatia. Insomma, non sono tutta nera o tutta bianca :)

Melissa P. mi fa schifo, Larsson mi piace. A volte è solo questione di fortuna :)

51
21 Ott 2010
alle 16:14

Luca Conti

Ida, non è un problema avere opinioni diverse. E io non sono uno che vede la letteratura come un oggetto da consumarsi con sofferenza. Anzi. Mi occupo con estremo orgoglio di narrativa di genere, e la traduco per offrire al lettore piacere e divertimento, mettendomi nei panni di chi poi acquisterà questo o quel libro per trarne piacere. Questo però non mi impedisce, all'interno del genere, di fare certe distinzioni. C'è un sacco di roba buona, ma anche una valanga di schifezze. Per me quelli di Larsson sono libri mediocri che devono larga parte del loro successo a un'astuta operazione di marketing, oltre ad aver contribuito in maniera gravissima all'ingorgo del mercato editoriale italiano dando la stura a valanghe di giallisti nordici per il 95% non degni di pubblicazione. Tutto qui:-)

50
20 Ott 2010
alle 23:13

Ida

Spiritoso... 

Non ho colto il nesso.

 

49
20 Ott 2010
alle 22:28

Al Custerlina

hahahha! IDA!! :D

Questo è il motivo per cui abbiamo il Berlusca, tra le altre cose...

buon Larsson a tutti!

@Luca: io e te dovremo conoscerci di persona! ;)

48
20 Ott 2010
alle 20:40

Ida

Luca e Al: potremmo discutere all'infinito, su questo tema non siamo sulla stessa linea.

Che poi la gente che torna a casa dopo otto o dieci ore di lavoro ha voglia di leggere qualcosa che rilassi e che magari sia anche un po' intrigante. E se il grande Fruttero o il Custerlina pensano che nella vita ha sbagliato tutto, perché ciò che legge è solo brodaglia e  dovrebbe invece  buttarsi giù dal treno per provare nuove emozioni... be'... pazienza.

 

47
19 Ott 2010
alle 21:19

Fabio Lotti

Era "merda".

46
19 Ott 2010
alle 21:16

Fabio Lotti

Lo so, Luca, però se qualche volta si diventasse un pò mosche che razzolano allegramente nella marda mica ci farebbe tanto male, via!...:)

45
19 Ott 2010
alle 16:51

Luca Conti

In effetti, Fabio, i miliardi di mosche che da mondo e mondo pasteggiano allegramente con la famosa pizza di fango del Camerun dovrebbero averci già convinto a cambiare abitudini alimentari :-)

44
19 Ott 2010
alle 16:19

Fabio Lotti

In soccorso di Ale e di Ida (anche se non ne hanno bisogno) arriva pimpante (leggi spompato)  il vecchio Lotti dopo avere fatto una scorpacciata del nipotino Jonathan (ammazzalo che fatica!). I mallopponi scandinavi mi stanno un po’ sulle scatole soprattutto perché pesanti e ingombranti da portare a spasso lungo le mie letture-passeggiate quotidiane in quel di Ampugnano. Di solito, poi, le storie avrebbero un effetto migliore con cento o duecento pagine in meno che si potrebbero tranquillamente bruciare. Lo stile, infine, mi pare addirittura spesso interscambiabile tra diversi autori che non ce ne accorgeremmo nemmeno. E…e qui mi accorgo di avere solo portato acqua al mulino dei maschietti.

Però, però…via i libri della Larsson non avranno tutto quell’effetto dirompente che vorrebbe il nostro Custerlina e, presumo, anche il nostro Luca che ho difeso a spada tratta a proposito della sua traduzione di Lansdale (obbligo istintivo), ma nel mondo della letteratura (elle maiuscola o minuscola non importa) c’è posto per tutti. Anche per i libri più “tranquilli” (per modo di dire, dopotutto), più “anestetizzati” e meno roboanti di altri.

E poi, signori miei, giratevela pure come vi pare, ma chi vende, con o senza appoggi mediatici, ha quasi sempre ragione.

43
19 Ott 2010
alle 13:46

Luca Conti

Oltre a quel che ha scritto Al (#42), e che condivido in pieno, aggiungerei anche che l'intera trilogia larssoniana mi ha fatto l'impressione di una gigantesca fantasia masturbatoria tipicamente maschile.

La differenza con le fantasie masturbatorie di Melissa P è veramente minima, non fosse che il volume Einaudi arriva a vertici di comicità involontaria difficilmente raggiungibili da chiunque (avevano molta più dignità, per dire, i romanzi di Rosa Giannetta Alberoni o anche l'inaudito libro Bompiani di Romina Power di qualche anno fa).

42
19 Ott 2010
alle 12:23

Al Custerlina

Ida, Larsson ha iniziato a vendere per il passa parola, ma poi, i milioni di copie sono venuti per altri motivi. Cmq sia, la qualità dei suoi libri è veramente bassa: prolissità all'estremo, monotonia, luoghi comuni abusati, svarioni tecnologici di bassa lega.

Il grande Fruttero l'ha definito una brodaglia.

Insomma, nella generale anestetizzazione delle coscienze e delle menti, Larsson si trova a suo agio e offre a chi lo legge poco impegno, consolazione, senso di sicurezza e monotona tranquillità, perché non sia mai che qualcosa o qualcuno ci faccia spostare dai placidi binari della nostra ovattata esistenza.

 

41
18 Ott 2010
alle 20:26

Ida

No Al, non ci siamo.

Larsson ha venduto tantissimo per il passa parola. All'inizio è stato così. E, se permetti, è tutt'altro che di basso livello culturale.

Melissa P. è un prodotto costruito a tavolino. Vende perché intorno a lei si è fatto un caso che ha suscitato curiosità morbosa.

Lapalissiana differenza.

40
18 Ott 2010
alle 17:28

AngoloNero

merisi, dobbiamo parlare in privato, ci deve essere qualcosa che mi sfugge.

39
18 Ott 2010
alle 14:10

AngoloNero

Ok, adesso mi è chiaro il concetto in astratto.
Mi è meno chiaro in concreto perché Larsson sia "di basso livello culturale" e "prodotto con ingredienti nocivi e/o di bassa qualità" (mentre mi è chiarissimo che Melissa P. lo è).
Però su questo temo non ci sia possibilità di confronto, la pensiamo diversamente.

38
18 Ott 2010
alle 13:50

Al Custerlina

L’editoria italiana (ma non solo quella italiana) ci bombarda ogni anno con migliaia di libri nuovi, il 99% dei quali vengono ignorati dalla casa editrice stessa, che concentra tutti i propri sforzi commerciali e promozionali su qualche titolo di punta, che viene trattato come un detersivo e vende quanto un detersivo. Larsson è un prodotto di largo consumo che viene commercializzato in questo modo e in questo senso sta alla pari di Melissa P., pur appartenendo a una categoria molto diversa. E’ come se parlassimo di Coccolino e di Kinder Bueno: stesso sistema di vendita per due prodotti molto diversi, entrambi di basso livello culturale, spesso prodotti con ingredienti nocivi e/o di bassa qualità.

Spiegato mi sono? ;)

37
18 Ott 2010
alle 12:29

merisi

invece ho tanta voglia di rimanere in perdisa proprio ora che sta dando una svolta decisa alla linea editoriale.

si vende poco - leggi "la distribuzione non ci assiste" - ma si scrive roba degna di essere pubblicata.

36
18 Ott 2010
alle 11:55

AngoloNero

merisi: ora che ha finito l'improba fatica, probabilmente avrà tempo per te. Non demordere proprio adesso!

35
18 Ott 2010
alle 11:49

AngoloNero

Al, io non ho capito. Non era un confronto diretto tra due autori ma tra due libri, che tu hai messo sullo stesso piano.

L'uno è straniero, giallo, di 800 pagine, parla di crimine e società. L'autore era un giornalista 50enne.

L'altro è italiano, di narrativa (o tale vorrebbe essere), di 160 pagine e parla di sesso e astrologia. L'autrice (forse) ha 25 anni e per promuoverlo va in tv a leggere le carte a Emanuele Filiberto e a Mentana.

Se mi spieghi la tua equivalenza te ne sono grata, perché io a occhio proprio non ci arrivo (questo prescindendo dal mio gusto personale, che ovviamente si sa dove va a parare).

 

34
18 Ott 2010
alle 11:46

merisi

sono mesi che aspetto che la postorinasson dedichi un minimo del suo tempo al mio inedito. ora capisco perchè non riesce a farlo.

dopo questa notizia ci metto una pietra sopra, non posso avere chance alcuna.

 

 

33
18 Ott 2010
alle 11:33

AngoloNero

Dimenticavo: l'editor. Larsson non ha avuto come editor una Rossellika Postorinasson che ha tagliato 300 pagine inutili ;)

 

32
18 Ott 2010
alle 10:30

Al Custerlina

Mi sembra lapalissiano che il mio non fosse un confronto diretto tra i due autori e quasi quasi mi sento offeso nell'intelligenza che qualcuno l'abbia pensato. Per gli stessi motivi non me la sento di spiegare la mia posizione (anche perché, dopo che Ida l'ha messa sul sessismo, la discussione ha perso interesse). Comunque, chi ha capito, ha capito. ;))

 

31
18 Ott 2010
alle 09:21

Fabio Lotti

Il mio lato femminile è con voi...:)

30
17 Ott 2010
alle 23:13

Ida

E nemmeno il tipo di scrittura, la trama (parola grossa) e  tutto il resto possono essere paragonati a Larsson.

Ma in questa discussione tu e io, Ale, siamo le uniche donne.  L'universo maschile la pensa in modo diverso...

...questione di ormoni? :)

29
17 Ott 2010
alle 20:29

AngoloNero

Ma no, Luca, no...

Ma dove lo vedete il parallelismo?

1) L'autore. In quale momento Stieg Larsson ha (avrebbe) svenduto se stesso, la sua vita, le sue amanti, in cambio dei soldi derivanti dalla pubblicazione di un libro?

2) L'editore. In quale momento l'editore del primo libro di Larsson ha fiutato il colpo grosso? Non credo che immaginassero nemmeno lontanamente il successo che avrebbe avuto.

Einaudi invece sapeva di avere per le mani la gallina dalle uova d'oro e la sta sfruttando.

3) Il lettore. Pensate davvero che il target di lettori sia il medesimo??

28
17 Ott 2010
alle 19:56

Luca Conti

 Completamente d'accordo con Al.

27
17 Ott 2010
alle 17:53

AngoloNero

Al, tu sei il Serino degli scrittori. E devo ancora capire se è un complimento o no :D

26
17 Ott 2010
alle 17:39

Al Custerlina

Visto che mi hanno evocato, intervengo: per me, un libro di Melissa P. equivale a un libro di Larsson.

E non dico altro.

 

25
17 Ott 2010
alle 17:36

Pegasus Descending

@Fabio 22: no Fabio, non serve alcuna iscrizione, il commento su Pegasus Descending è assolutamente libero, basta fare come qui: nome e indirizzo mail (link al sito se uno lo ha). Figurati, neanche io sono iscritto o ho un profilo personale su Facebook, ho solo quella pagina che però ha i riferimenti al blog e non i miei personali ad Andrea Pelfini. Non puoi commentare su Facebook (bisogna avere, qui sì, un profilo personale, o essere il titolare della pagina), ma sul blog sì, così come hai fatto per il pezzo inerente all'intervista a Custerlina. Se hai problemi scrivimi pure a idea.ap@libero.it, non voglio abusare dello spazio messo a disposizione da Alessandra. Grazie per il complimenti per la recensione di Cicatrici! :)

E per Playboy: se tra una chiappa e una tetta si riesce a leggere pure un articolo di uno scrittore e giornalista come Thompson, beh, tanto male, come gionale non è. Per questo non c'entra niente con Melissa P.

24
16 Ott 2010
alle 21:34

Fabio Lotti

Ho detto che sul rapporto Melissa-Einaudi posso essere d'accordo. Dopo il tuo intervento tolgo il "posso". Non voglio grane...:)

23
16 Ott 2010
alle 21:31

Ida

Sono d'accordo con te Ale. Altro che Stile libero! Ha ragione la tua amica. 

Fabio: va be' che vi dovete sfogare, ma Einaudi non è una casa editrice "Per soli uomini"....

...o sì?

22
16 Ott 2010
alle 15:52

Fabio Lotti

Domanda extra per Pegasus. Volevo farti i complimenti per la tua bella recensione di "Cicatrici" del Morozzi ma non posso se non mi iscrivo a Facebook. E questo fatto mi pare che riguardi anche altri blog. Possibile intervenire senza iscrizione come si fa qui? Io non ho nessuna voglia di iscrivermi.

21
16 Ott 2010
alle 15:40

Fabio Lotti

Caro Pegasus ti assicuro che Thompson non era il fine dell'acquisto...:)

20
16 Ott 2010
alle 14:55

Pegasus Descending

Su Playboy ha scritto uno come Hunter S. Thompson...

19
16 Ott 2010
alle 13:19

Fabio Lotti

Sul rapporto Melissa-Einaudi posso essere d'accordo. Sul fatto che esista Melissa in quanto tale quasi me lo aspettavo (visti i tempi).

18
16 Ott 2010
alle 13:10

AngoloNero

Fabio, a me Melissa pubblicata da Einaudi sembra davvero un gran male. Peggio di così, nell'editoria, non riesco a immaginare.

17
16 Ott 2010
alle 12:11

Fabio Lotti

Guarda che io ammiro il tuo sdegno. Non mi fraintendere. Dico che ogni tempo ha i suoi "sfoghi". E quello di Melissa lo ritengo uno "sfogo" (inteso in senso lato)  anche se diverso dal vecchio "Playboy". Non certo letteratura. Però, avendone viste di cotte e di crude...diciamo che oggi Melissa mi sembra il male minore...:)

16
16 Ott 2010
alle 11:54

AngoloNero

Ida, che la motivazione di Einaudi sia il guadagno è evidente. Ed è una motivazione becera. Cito una mia amica: Stile in caduta libera.

Fabio: Playboy, per quel poco che ne ho visto, aveva più spessore. Ma forse persino Il Tromba e Jakula (si chiamavano così?) avevano più dignità, perché erano esattamente ciò che dichiaravano di essere.

Qua invece c'è il nulla spacciato per letteratura.

15
16 Ott 2010
alle 11:32

Vito b.

Ho capito e condivido (anche se non ho un diploma ;)). Concordo anche con le altre cose che hai scritto, tranne che sulla scelta del soggetto a cui indirizare il tuo "perché?". La risposta di Einaudi è facile: "perché ci guadagno". La stessa che darebbe un traficante di droga (e la morale che li guida non è molto differente). La domanda andrebbe posta a chi queste "cag.." le legge, ma, come per chi si droga, le risposte sarebbero molto complesse, individuali e non sempre conosciute dagli stessi interessati e, per il momento, sono disponibili a darle, prevalentemente, sociologi e opinionisti che, soto sotto, un po' (o tanto) ci guadagnano anche loro.

14
16 Ott 2010
alle 10:34

AngoloNero

Lo dice nell'intervista. Non si è diplomata "perché" ha scritto il primo libro a 17 anni. Intanto vorrei spiegato il nesso di causa-effetto (siccome hai scritto un libro non potevi diplomarti?).
Poi vorrei spiegato cosa ha fatto negli ultimi otto anni, o almeno sei (diciamo che i primi due li ha passati a promuovere 100 colpi di spazzola e riorganizzarsi la vita). A parte fare tanto sessosessosesso.
Secondo me, per poter scrivere ci deve essere almeno una delle tre cose: avere un talento innato (ma tanto), e/o aver studiato tanto (ma tanto, tanto), e/o aver vissuto tanto (ma tanto, tanto, tanto).

Allora, capiamoci: la ragazza non ha studiato, non ha talento innato e non ha nemmeno vissuto a sufficienza per raccontare qualcosa di interessante.

Per quale stramaledettissimo motivo Einaudi pubblica e promuove il suo diario sessuale??
Probabilmente secondo Einaudi la vita sessuale dell'italiano medio è talmente poco interessante che la biografia di una venticinquenne dedita al sesso e alla cartomanzia merita ampia attenzione anche da parte dei lettori.

Io non mi riconosco nemmeno un po' nel target dei lettori a cui Einaudi punta.

13
16 Ott 2010
alle 10:17

Vito b.

Ale, il resto della questione mi lascia piuttosto disincantato (a mio avviso il fenomeno Melissa P. non è (de)merito dell'autore o dell'editore ma della "qualità" media dei lettori), gradirei, però, che mi spiegassi cosa volevi dire con "una che va fiera di non avere neanche il diploma".

12
16 Ott 2010
alle 09:48

AngoloNero

E allora ben venga Rocco Siffredi se avvicina i giovani al cinema e Gigi D'Alessio se li avvicina alla musica?! Non sono d'accordo!

Il 99% di quelli che si avvicinano al trash rimane in quell'ambito. Così come il 99% di quelli che guardano il Grande Fratello non si avvicinerà a Rai Storia solo perché ha uno schermo televisivo a disposizione.

Melissa P. è frutto della nostra società. Sicuramente sarà stra-letta perché risponde ai bisogni del mercato. E questo significa solo che il mercato fa schifo. La domanda è di livello qualitativo infimo e l'offerta si adegua. 

È questo che ci meritiamo? Gli altri non lo so, io sicuramente no. Ma io non meritavo nemmeno il governo che abbiamo, la moda che abbiamo e tutte le schifezze che ho dovuto vedere nella vita.

Qui il discorso diventa decisamente troppo ampio :)

 

11
16 Ott 2010
alle 09:28

Fabio Lotti

Appunto. Melissa la Pippa fa un pò le veci (o le feci) di Playboy. Caro Enzone, vecchio forse ma con due...no, nemmeno quelle...:)

10
16 Ott 2010
alle 00:18

enzo bodycold

Ale io la penso come te sul "chissene dei 46 Paesi", l' unica riflessione che facevo è che di monnezza nel mondo se crea tantissima in tutti i livelli artistici: musica, letteratura, ecc e io non mi sento di lapidarla solo perchè scrive. A me fa schifo e non la compro ma se sta finta scribacchina, riuscisse ad iniziare alla lettura anche solo 100 dei suoi lettori pippaioli, bhe, Santa Subito! Piccolo esempio di cui mi vergogno. Io da piccolissimo ascoltavo Jovanotti con Gimme Five (fabio non ti sforzare di ricordare eri troppo vecchio anche allora :D:D), oggi se solo ci penso, vomito, ma grazia a quel disco, mi sono avvicinato a ciò che è stato per anni il mio lavoro di produttore musicale.

Quindi ben venga Melissa P(ippa) che vi ricordo, viene letta sopratutto da adolescenti (!!!) che l' unica cosa che in Italia son capaci di leggere sono le targhette di Guess, se avvicina giovini alla lettura.

9
15 Ott 2010
alle 19:24

Fabio Lotti

La domanda interessante potrebbe essere questa. Quali lettori attira e perché? E perché questi lettori vengono attratti da questo tipo di letture? Da ragazzo leggevo, appunto, Moravia (citato da Maurizio Testa), per trovare qualche spunto "interessante". Però, di nascosto anche "Playboy" e dunque...troppo complicato....)

8
15 Ott 2010
alle 14:22

Ida

Enzo ha ragione. Pensandoci, le grosse case editrici mirano esclusivamente al guadagno. Einaudi pubblica anche Nicolai Lilin, criminale siberiano ora nel nostro paese che sta facendo una fortuna con i suoi libri. Ed è stato un assassino (per sua dichiarazione). Inoltre le sue storie vengono completamente riscritte dagli editor (lo dico perché lo so per certissimo). Però raccontano un mondo terribile a noi sconosciuto, quindi qui forse ha un senso.

Ma la porno Melissa non me l'aspettavo.

La caduta a picco di stile quanto pesa sul piatto della bilancia?

7
15 Ott 2010
alle 13:15

Maurizio Testa

Vediamo chi, tra quindici anni (fors'anche meno) si ricorderà di questa tale Melissa P. che vendeva pagine piene di lettere spacciandoli per libri.... Melissa P......Ci siamo scordati di Moravia!

6
15 Ott 2010
alle 12:12

AngoloNero

Che poi, Enzo, pensavo: se vende in 46 Paesi è perché il suo editore vende i diritti in 46 Paesi.
Non è detto che in 46 Paesi la apprezzino.
E in ogni caso di pornomani è pieno il mondo: i film di Rocco Siffredi hanno un volume d'affari da capogiro, ma siamo tutti d'accordo che questo non ha niente a che vedere con la qualità della trama, la bravura del regista, l'interpretazione degli attori, vero?

5
15 Ott 2010
alle 11:26

Fabio Lotti

Aggiunta. La faccia da pesce lesso (o da pesce morto) può essere anche quella di Gasparri...:)

4
15 Ott 2010
alle 11:24

Fabio Lotti

Io ho poco da dire dato che ogni tanto (o spesso) faccio uso di parolacce, pensando di essere ancora il ragazzaccio di strada di centoventi anni fa (l'iperbole è la mia compagna di vita) e beccandomi pure dei giusti rimbrotti. Certo che qui si esagera ma mi fa quasi più impressione, lo ripeto ancora, tutta una valanga di opere  sfacciatamente mediocri che ti mettono adosso una tristezza infinita come la faccia da pesce lesso di Capezzone (già sfruttata ma mi piace).

3
15 Ott 2010
alle 09:24

AngoloNero

Ida: e la promozione galattica che stanno mettendo in piedi?? Melissa che legge le carte al principe, Melissa sul Corriere, Melissa & Mentana... E poi dicono che gli uffici stampa non sanno lavorare!

Enzo: ma chissene se vende in 46 paesi, sempre monnezza rimane. A lode e gloria di B. e del suo patrimonio.

2
15 Ott 2010
alle 07:55

enzo bodycold

ma secondo voi una che pubblica in 46 paesi quale editore se la lascerebbe scappare?

è una scelta discutibile solo tra noi poveri mortali, ma una casa editrice è un' azienda con costi, stipendi, ecc e una come Melissa "idiota" P. non se la lascerebbe scappare nessuno.

1
14 Ott 2010
alle 22:53

Ida

Einaudi??! 

Cosa non si fa per vendere...

La morte della dignità di un  editore.

 

 

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