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Il giorno dei morti di Maurizio de Giovanni

Alessandra Buccheri avatar Martedì 26 Ottobre 2010, 19:45 in Conversazioni, Il parere dell'AngoloNero di Alessandra Buccheri

Maurizio de Giovanni by Cristina Greco.jpg

E poi invece ci sono presentazioni che ti scaldano il cuore. Sabato scorso eravamo con Maurizio de Giovanni per parlare di Il giorno dei morti - L'autunno del commissario Ricciardi, quarto episodio con il solitario poliziotto cilentano trapiantato a Napoli.

Io l'ho trovato straordinario, superiore alle mie migliori aspettative.

Una storia emozionante che si dipana nell'arco di sette giorni in una Napoli piovosa e cupa, in attesa della visita del Duce. L'indagine prende l'avvio dal ritrovamento del cadavere di un bambino. Apparentemente si tratta di morte naturale, ma per la prima volta Ricciardi non vede "il Fatto" e questa mancanza lo spinge ad approfondire le ricerche. Il bambino, Matteo, era un orfano, un ragazzino di strada ospitato presso la parrocchia di don Antonio insieme ad altri come lui. I ragazzi trascorrono le giornate tra l'apprendistato e qualche lezione impartita dalle dame di carità, ma soprattutto tentano di sopravvivere con piccoli reati e violenze da bulli ante litteram. Matteo, detto Tettè, era il più piccolo e debole, e per di più balbuziente. Bersaglio degli altri ragazzi ma benvoluto da una ricca donna che lo considerava quasi un figlio. Ma l'indagine di Ricciardi dà fastidio alla Curia, così presto arriva lo stop del suo capo, Garzo, perennemente preoccupato di compiacere le alte sfere. Ricciardi resiste, e con lui il dottor Modo, che si espone diversamente, e Maione, che vigila silenzioso e da lontano sul suo capo. Anche la vita privata del commissario è in una fase d'arresto, conteso - in modo diverso ma con eguale intensità - tra la bellissima Livia e la dolce Enrica.

Con Maurizio de Giovanni, che sta riscuotendo un meritatissimo successo, abbiamo parlato della svolta malinconica di Ricciardi. L'attrice e complice Rosaria De Cicco ha emozionato i presenti con tre letture: l'autopsia, la domenica di pioggia, infine Bambinella, il travestito-informatore del brigadiere Maione. Di solito Bambinella è un personaggio comico, ma stavolta vira al tragico anche lei/lui.

Ancora, "rispetto per il morto". De Giovanni ha da ridire sui libri in cui i morti ammazzati si sprecano: «Il morto è una persona che sofferto moltissimo nel momento in cui ha lasciato la vita e che lascia dietro di sé una scia di sofferenza in coloro che gli hanno voluto bene e nello stesso assassino, che dovrà convivere per sempre con il peso di aver soppresso una vita. L'omicidio è una ferita sociale insanabile e non può essere trattato alla stregua di un enigma da risolvere o un puzzle da ricomporre».

Il giorno dei morti (Fandango, 2010) è un romanzo al quale non farò il torto di apporre un'etichetta, perché significherebbe sminuirlo. È un giallo, sì, certo; ha i toni del noir; vira al rosa in certi punti; è ambientato in epoca fascista e dunque è anche un romanzo storico. Ma è soprattutto un meraviglioso percorso, una storia raccontata con commossa partecipazione.

Consigliatissimo.

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3
3 commenti
3
27 Ott 2010
alle 11:52

giuseppe zimbardi

Eccellente, mai banale, un noir dove prevalgono i sentimenti e non il sangue.

 

2
27 Ott 2010
alle 11:22

AngoloNero

Estremamente positivo, sì :)

1
26 Ott 2010
alle 23:36

Fabio Lotti

Su Maurizio De Giovanni già avevo espresso un parere molto positivo all'uscita del suo primo libro che confermo in pieno. E mi pare che anche Ale sia dello stesso avviso.

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