Il blog del mistero
Wulf Dorn
La psichiatra
Corbaccio
Traduzione di Alessandra Petrelli
Pagine 400
Prezzo 18,60 euro
Ci risiamo. Ciclicamente abbiamo un nuovo caso editoriale, possibilmente dal nord Europa, possibilmente preceduto da un lancio stratosferico e possibilmente annunciato da qualcuno che ha scritto qualcosa di simile. Non è una critica, solo una constatazione. Questi elementi sono tutti presenti per La psichiatra, romanzo-rivelazione del quasi esordiente Wulf Dorn, che ha venduto decine di migliaia di copie in Germania e all'estero e che esce oggi in Italia.
Stesso editore di Stieg Larsson, il tedesco Heyne. Striscia di copertina a firma di Donato Carrisi, autore di Il suggeritore. Insomma, gli ingredienti per sospettare di un successo "pilotato" ci sono tutti. E in casi simili, ormai, io divento diffidente per definizione.
In realtà La psichiatra non è affatto male, se considerato a sè. È uno psychothriller, genere che sembra andare per la maggiore in Germania (ve lo ricordate Sebastian Fitzek, sì?), incentrato più sui misteri della mente che su un crimine vero e proprio.
C'è questa giovane psichiatra, Ellen Roth, un po' stanca e sotto pressione dopo quattro anni di lavoro alla Waldklinik come terapeuta. Un lavoro affascinante che condivide con il compagno Chris, partito per una vacanza in Australia non senza averle lasciato un compito: quello di analizzare il caso della paziente della stanza 7, una giovane donna ricoverata da qualche giorno, in pessime condizioni fisiche, la quale rifiuta ogni contatto con il mondo esterno.
La paziente della stanza 7 si dimostra, in effetti, "resistente" ai tentativi di approccio di Ellen. La donna è chiaramente terrorizzata e in preda a shock, ma prima che la dottoressa riesca ad approfondire le sue condizioni la paziente scompare nel nulla. Ellen, priva di qualunque indizio, inizia una disperata ricerca affiancata da un altro collega, Mark, che ha chiaramente un debole per lei.
Qui la storia inizia a farsi ingarbugliata e, per certi versi, alla luce del finale risulta anche poco credibile.
Però riconosco che è talmente tanta la voglia di capire "dove vuole andare a parare" che è difficile staccarsi dalle pagine del libro. Sorgono i soliti interrogativi: "E se fosse successo a me?", riaffiora il dubbio che in ognuno di noi possano esserci lati oscuri che, pur non impedendoci di vivere una vita normale, possono improvvisamente riaffiorare dando corpo a paure sepolte.
In sintesi: se creassi troppe aspettative intorno a La psichiatra forse restereste delusi. Ma se dico semplicemente che è un buon thriller e che vale la pena leggerlo, probabilmente mi darete ragione.
Qua il sito web di La psichiatra (con annesso booktrailer).
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Mi permetto di intervenire da lettore del blog, perché non sono d’accordo su quel “povero giovanetto” che mi pare una offesa alla persona e non una critica al pensiero di Erno. Insomma, voglio dire, chiunque può esprimere il suo giudizio anche estremamente negativo su un libro senza essere insultato. Sul fatto, poi, che uno scriva bene o male, ci andrei cauto. Tengo a sottolineare che non conosco Erno.
Erno tu mi pari essere un povero giovanetto che non dovrebbe scrivere pareri su un libro che probabilmente non ha nemmeno letto tutto! Infatti il tuo modo di scrivere è poco scorrevole e presenta le solite banali abbreviazioni quali "xkè" e "x", al posto di "perchè" e "per". Rispetto il fatto che non ti sia piaciuto, ma non tollero che tu possa scrivere dei commenti tanto inutili!
In ogni caso, volevo solo dire alla signora Ferretti, che alla seconda lettura, capirà tutti i particolari che fino a poco tempo fa mi parevano irreali quanto a lei!
Cordiali saluti
Il commento precedente è stato modificato perché riportava indicazioni sul finale.
Ricordo che non è assolutamente il caso di rivelare in pubblico la soluzione di un thriller.
Grazie.
sono sgomento delle recensioni. E' il thriller + scontato, forzato e "principiantesco" che abbia mai letto. Scontato xchè non ditemi che (...) oltre al già scritto, la battuta ad effetto a fine paragrafo (che ti fa sopportare le successive 10/15 pag di particolari inutili) va bene 1 o 2 volte ma no 50, infine qual'è il modo migliore x far lievitare le pagine, si scrivono quintalate di particolari inutili che servono solo a quello scopo li'. saluti
Ehm... Io so la risposta :)
Bello, bello...non riesci a darti pace fino a che non sei arrivato alla fine. Sì in effetti la soluzione sembra essere un pò troppo irreale e non chiarire tutte le vicende precedenti. Ad esempio come Ellen sia riuscita a procurarsi i lividi da sola, capisco il masochismo, ma.....comunque lo scrittore ha proprio una capacità nel tenere il lettore incollato al libro!!! E' proprio un bel triller, lo consiglio a tutti...;)
lo ha letto prima il mio ragazzo ,quando ho cominciato a leggerlo a meta' mi sono accorta di averlo gia' letto gli ho raccontato la fine e lui e'rimasto ... non riesco proprio a capire o me lo sono sognato o ho vissuto un'altra vita o il libro e'stato copiato... sto cercando una risposta perche' la cosa mi ha spaventata
stupendo!!!
bello bello bello decisamente originale dalla prima all'ultima pagina
alle 12:20
Emilio
Un bel libro, non si può dire che sia brutto. Lo avevo da quasi un anno ma non riuscivo a trovare il tempo di leggerlo. Poi l'ho finito in 3 giorni. Un thriller che si fa divorare, a causa dell'alone di mistero presente fino alla fine: la voglia di vedere il mistero svelato muove le pagine da sola, come dovrebbe essere per ogni thriller che si rispetti. Ciò che mi ha deluso è la fine, dato che rende inconsistenti molti dei capitoli più interessanti del libro (e inoltre è anche abbastanza scontata, tanto che speravo di sbagliarmi fino alla fine), e penso di non svelare niente se dico che l'intervento dell'hacker sia stata una trovata assurda, irreale, che ha rovinato gran parte dello storyline. A parte questi pochi punti, vale la pena leggerlo.