Il blog del mistero
Enrico Pandiani
Troppo piombo
Instar
Pagine 312
Prezzo 14,50 euro
Dio che vergogna: stavolta ho perso il treno e sono arrivata troppo ultima nel parlare di Troppo piombo. Perché dati a) il tema del blog e b) i miei gusti personali, avrei dovuto parlare di Enrico Pandiani da almeno un anno, dai tempi di Les Italiens. E invece... E invece sono riuscita a passarci persino un'intera mattinata al mare tentando di non familiarizzare troppo perché, visto che ancora non avevo letto i suoi romanzi, se poi insomma non mi fossero piaciuti, mmmh, con che coraggio gliel'avrei potuto dire... Insomma, questo per raccontarvi che ho inanellato una serie di errori clamorosi. Succede anche ai migliori, figuriamoci a me.
Tento di rimediare. Toujours les italiens nel secondo romanzo di Enrico Pandiani (e non che il primo sia passato in cavalleria, ma voglio provare a portarmi in anticipo sul terzo). Squadra rinforzata dopo il primo romanzo e finalmente la voce narrante ha un nome: Jean-Pierre Mordenti. Si apre con un omicidio di brutale ferocia, quello della giornalista Thérèse Garcia, brillante penna del quotidiano Paris24h. La Brigata Criminale è chiamata a investigare, anche se - dice Mordenti - "Detesto cominciare una nuova indagine, è tutto così sfumato, indistinto, così poco comprensibile. Non c'è nulla di certo su cui lavorare e devi aspettare che altri ti diano l'imbeccata. Nella tua testa girano vorticosamente un mucchio di domande e nemmeno una risposta.
Bisogna aspettare che tutto si metta in moto, che cominci a girare. E poi c'è l'organizzazione, chi si occupa di che cosa, mandare la gente di qui e di là, raccogliere le relazioni sui reperti, le perizie necroscopiche. E cercare di non seguire quelle piste false che invariabilmente saltano fuori all'inizio".
E l'inizio è alquanto duro. E poi... E poi non voglio dire altro. C'è un'indagine con tutti i sacri crismi, interrogatori e pedinamenti e altri morti. C'è una donna sensuale, Nadège. Ci sono lotte di potere. E c'è una soluzione sorprendente.
Ambientato a Parigi, contravvenendo a una delle prime regole del bravo scrittore, che imporrebbe di raccontare ciò che si vive: ma non si avverte alcuna "stonatura". Scritto "come se" fosse tradotto dal francese, con le citazioni e i luoghi e i modi di dire e persino le canzoni. Già, perché sia in Troppo piombo che in Les Italiens c'è una colonna sonora, spesso canticchiata dai protagonisti. Sono presenti numerosi rimandi al cinema e alla letteratura francese, che data la mia scarna conoscenza in materia non sono riuscita a individuare compiutamente (salvo Lo straniero di Camus, ma insomma, fin lì non era difficile).
Atmosfere morbide e fumose, personaggi ruvidi, violenza e sesso, uno sguardo straordinariamente presente su Parigi e la sua gente: come abbia fatto, un italiano come Pandiani, a scrivere alla stregua dei migliori polaristi francesi, rimane il vero mistero dell'estate 2010.
Autore da seguire con grandissima attenzione: nella mia personale sfera di cristallo riesco a visualizzarlo chiaramente tra i finalisti dei prossimi premi letterari, senza tema di smentita.
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Per non attirarmi altri accidenti, tipo le mie...:)
Fabio: tipo?! :D
E' un piacere leggerti, soprattutto dopo essermi sorbito qualche recensione che spacca le palle.
alle 20:12
AngoloNero
...e mica ti ho capito, sai...