Il blog del mistero
Ne parlavo quasi un anno fa, ci ho ripensato in questi giorni:
La notizia arriva dal blog di Sarah Weinman. L'ottimo Don Winslow (che in Italia conosciamo per L'inverno di Frankie Machine e Il potere del cane) raccoglierà l'eredità di Trevanian e scriverà il prequel di Shibumi (Il ritorno delle gru nella traduzione italiana), raffinato action-thriller del 1979 che ha per protagonista l'enigmatico Nicholai (Nikko) Hell.
Per darvi un'idea di cosa sia lo Shibumi, questa è la definizione che se ne dà nel libro:
«Ne sono sicuro. È un uomo che ha tutto il mio rispetto. Possiede una sorta di... come dire?... di
shibumi.»
«Shibumi, signore?» Nicholai conosceva questa parola, ma solo nella sua applicazione ai giardini o all'architettura, dove aveva il significato di bellezza poco appariscente. «In che senso usa questa parola signore?»
«Oh, vagamente. E scorrettamente sospetto. Un goffo tentativo di descrivere una qualità ineffabile. Come sai, shibumi allude a una grande raffinatezza sotto apparenze comuni. È un'affermazione così precisa che non ha bisogno di essere ardita, così acuta che non dev'essere bella, così vera che non deve essere reale.
Shibumi è comprensione più che conoscenza. Silenzio eloquente. Nel modo di comportarsi, è modestia senza pruderie. Nell'arte, dove lo spirito di shibumi prende la forma di sabi, è elegante semplicità, articolata brevità. Nella filosofia, dove shibumi emerge come wabi, è una serenità spirituale non passiva; l'essere senza l'angoscia del divenire. E nella personalità di un uomo, è... come dire? Autorità senza dominio? Qualcosa del genere.»
L'immaginazione di Nicholai rimase galvanizzata dal concetto di shibumi. Nessun altro ideale lo aveva mai tanto commosso. «Come si raggiunge questo shibumi, signore?»
«Non lo si raggiunge, lo si... scopre. E solo pochi uomini d'infinita raffinatezza arrivano a scoprirlo. Uomini come il mio amico Otake-san.»
«Vuol dire che bisogna imparare un mucchio di cose per essere shibumi?»
«Vuol dire, caso mai, che bisogna passare attraverso la sapienza e arrivare alla semplicità.»
Ora, alzi la mano chi ha letto Il ritorno delle gru. Io sì. E l'ho adorato.
Se per caso, dopo averlo letto, vi prendesse la fantasia di scoprire qualcosa di più sul gioco del Go, chiedete pure. Sono la persona adatta.
Nel frattempo aspetto con ansia il romanzo di Winslow, sperando che si parli ancora una volta di Go.
Il Go e la narrativa di genere sono incredibilmente adatti l'uno all'altra (vero, Fabrizio Canciani?). Vederli riuniti nello stesso volume è come ottenere la quadratura del cerchio: una grande emozione e un piccolo miracolo.
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alle 09:02
AngoloNero
Commentasti esattamente allo stesso modo la prima volta che pubblicai il post :)
Granitico Luigi, una certezza :)