Il blog del mistero
Antonio Paolacci
Salto d'ottava
Perdisa - Collana BabeleSuite
Pagine 120
Prezzo 10,00 euro
Inizio a tremare. Non so che mi succede, sono sull'orlo di qualcosa. Respiro. Frigno un attimo. Sono schiacciato da tutto e il fresco dei sotterranei mi ucciderà. E morirò comunque. E fino a quel momento soffrirò. E nella mia storia non ci sarà mai stata una curva di apprendimento - compio sempre le stesse azioni, in modo ciclico, a spirale. Ogni giorno, settimana, mese, ogni anno, ogni compleanno è una ripetizione sonora, un salto d'ottava, passaggio continuo da una vibrazione alla stessa identica vibrazione, solo più acuta.
Matteo, nel giorno del suo trenta-ics-esimo compleanno. Matteo, Persona Sedicenne. Al momento di tracciare un bilancio, un pugno di mosche in mano. Divorziato, due figli gemelli, la compagnia di una prostituta che gli restituisce uno sguardo esterno su di sé. E ciò che vede non è bello. Ciò che vede è un uomo sedicenne, immobile, paralizzato da un evento traumatico che gli ha segnato la vita. Un uomo che parla e agisce come gli altri perché ha appreso le modalità altrui, ma che in realtà sta solo cercando di distrarsi da quel grumo impressionante e traumatico che si porta dentro.
Ma indietro non si torna. Non prima, almeno, di aver chiuso i conti con il passato.
Antonio Paolacci, di cui non ho letto il precedente Flemma (e me ne scuso), costruisce in poche pagine un riuscito personaggio "urbano", prototipo del borghese del 2010. Dal ragazzino ribelle all'uomo con i soldi, la condizione di disagio psicologico si perpetua e consolida negli anni senza accennare a sciogliersi, variando solo nelle modalità. Etica assente, soluzioni inesistenti. Attacchi di panico che intervengono, di tanto in tanto, come punte di un iceberg. Sullo sfondo il tessuto urbano Bologna, ostile e aliena.
Paolacci, editor, consulente editoriale e coordinatore del Premio Lama e Trama, è (suppongo) un'altra creatura di Luigi Bernardi che si affaccia nell'eclettico panorama del noir nostrano. Benvenuto.