Il blog del mistero
Grazie alla segnalazione di Ugo Mazzotta, ecco un concorso letterario dedicato ai racconti di genere - per di più gratuito: il Premio Letterario città di Fossano "Esperienze in Giallo".
I racconti dovranno essere inediti, in lingua italiana, e di una lunghezza non superiore a 72000 battute spazi compresi.
Gli elaborati dovranno essere inviati entro il 17 Luglio 2010.
Il vincitore riceverà il Segnalibro d'oro ed un contributo di 1.000 €.
A discrezione delle Giurie esaminatrici potrà essere assegnato un premio speciale, il "Segnalibro d'argento" e un contributo di 500 € al miglior testo prodotto da scrittori di età non superiore ai 16 anni.
L'assegnazione del Segnalibro d'oro avverrà a Fossano (CN) sabato 13 novembre 2010. I finalisti saranno tempestivamente avvisati dall'Associazione. La presenza alla serata di premiazione è condizione indispensabile per l'assegnazione del premio.
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In questi giorni ho raccolto altri commenti interessanti. Ad esempio, ci sono premi abbastanza buoni indetti da esperti che però non sono "ricchi" investitori.
In palio ci sono soldi oppure manufatti di un certo valore. E poi ci sono le spese di organizzazione. Insomma, loro non ci diventano certo ricchi, però almeno coprono le spese e allo stesso tempo hanno la possibilità di selezionare il meglio di quello che arriva.
Non solo: mi dicono che, laddove c'è da pagare una tassa di ingresso, la qualità dei lavori in concorso è mediamente superiore - forse perché c'è una sorta di filtro che scoraggia chi non è realmente convinto.
Insomma, forse sarebbe il caso di valutare caso per caso. Rimango vigile anche su quest'argomento :)
Liz, il parallelo editori-concorsi non mi convince, proprio per le questioni di lucro che i primi possono perseguire i secondi no, probabilmente. La considerazione di Ale ha una logica ineccepibile, in teoria. Nei fatti, conosco gente che da anni partecipa allo stesso concorso pagando la "tassa di lettura" e sono contenti. Buon per loro. Non so, io non vedo lo scandalo in questo anche se non sono attratto dai concorsi. Io ho partecipato 2 anni fa a un paio di concorsi (uno con contributo), da allora non l'ho più fatto, pur avendo dei racconti pronti.
Mah, io forse partirei da una considerazione più pratica (e forse più convincente): se ci sono premi letterari per i quali non è richiesto un obolo, perché non partecipare a questi piuttosto che a quelli onerosi?
Vito, perdonami se insisto, ma questa è una questione che mi sta veramente a cuore: è la stessa filosofia degli editori a pagamento, nessuno obbliga nessuno a pubblicare, ma se proprio vuoi, se non resisti al richiamo del magico mondo dell'editoria vieni qui, mi dai i tuoi soldini e ti edito... no, non è giusto. Tu partecipi a un concorso e se sei bravo vinci, anche un piatto di ceramica, o un attestato di stima, ma non mi devi pagare perché io ti legga e te lo dica. No, questo non è civile. Non è questione di essere grandi o meno, è un segno di stile, eleganza, serietà e rispetto per chi si sottopone a un giudizio. Non deve pagare per ricevere un parere. Non è una lotteria a premi. Paghi il biglietto e fai la tua puntata. Non è questo.
a presto
LIz
Giusto, Liz,
nemmeno partecipare è obbligatorio. Ritengo che lucrare truffando le passioni altrui sia immorale, quando non illegale. Il resto? Siamo grandi, ognuno sceglie come meglio crede.
Buona giornata anche a te, Liz.
Vito
Non è obbligatorio indire premi per racconti... uno lo fa (indire un premio) se può farlo, altrimenti può dedicarsi ad altro. E soprattutto, un premio "serio" propone anche la pubblicazione degli stessi... non a pagamento :)
buona giornata Vito :)
Liz
Ale, in genere è il contibuto necessario alla sopravvivenza dell'associazione che organizza il concorso anche se non escludo che ci possano essere altre ragioni a me oscure. Vorrei che tu considerassi che raramente superano un centinaio di concorrenti e, con cifre di quel tipo, pagato il premio e qualche altra spesa, dubito che possano perseguire lo scopo di lucro.
Vito, il fatto è che spesso non si capisce quale sia la ragion d'essere della tassa...
Il giusto e l'ingiusto è estremamente relativo in un concorso letterario (lo è sempre, ma qui più che mai). Così come il problema non è tanto la proposta quanto le aspettative. Dieci o venti euro sono un paio di aperitivi o di ingressi in discoteca. Se le aspettative saranno esaudite saranno ben spesi altrimenti no ma capita di andare a un concerto e non divertirsi comprare un cd e aver voglia di infilarlo nel cesso. Basta tener presente che nessun concorso ti consacrerà scrittore, né ti boccerà irrimediabilmente.
Giusto - grazie Liz!
Ottimo.
Ti lascio anche questo link
http://sulromanzo.blogspot.com/2010/01/10-motivi-per-partecipare-ai-concorsi.html
buona giornata (e cercate i concorsi senza tassa e con una giuria che stimate :)
Liz
alle 23:52
Vito b.
:)