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Michael Gregorio: in due nella vita e nei libri

Alessandra Buccheri avatar Mercoledì 23 Giugno 2010, 12:29 in Conversazioni di Alessandra Buccheri
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Come anticipavo ieri, sono lieta di ospitare Michael Gregorio, ovvero Daniela De Gregorio e Michael Jacobs, di cui è appena uscito per Einaudi Luminosa Tenebra. Coppia meravigliosa nella vita e affiatata sul lavoro, scopriamo a fine intervista che hanno anche un occhio molto attento alla realtà che li circonda.

AB - In Luminosa Tenebra, così  come nei due precedenti Critica della Ragion Criminale e I Giorni dell'Espiazione, c'è un accurato lavoro di ricerca storica. Come vi siete documentati?
MG - Come possiamo e dove possiamo. La cosa non è facile perché scriviamo di un luogo (la Germania dell’inizio dell’800) che non è molto documentato.
L’idea di ambientare Luminosa Tenebra nel mondo delle raccoglitrici di ambra, ad esempio, ci è venuta in mente quando ci siamo imbattuti in un testo di J. Phillip Hartmann, uno studioso dell’ambra del XVII secolo. Lo abbiamo trovato affascinante. Parla delle creature inserite in quel materiale così particolare e di cui non conoscevamo, allora, assolutamente l’origine. Da lì abbiamo cominciato a cercare testi e scritti sull’ambra e abbiamo messo insieme molte notizie. Ad esempio che rappresentava una ricchezza incredibile per le nazioni che ne controllavano il commercio. Che, proprio all’inizio dell’800, proprio intorno all’ambra e a quello che conteneva, c’era un dibattito scientifico molto acceso. Da dove venivano quelle creature così strane e così diverse da quelle che vedevano nei loro giardini? Potevano essere creature antiche che arrivavano da un Eden che si ipotizzava collocato proprio sulle coste del Baltico? Per lunghi mesi i tavoli di casa nostra sono stati coperti da fogli e documenti riguardanti l’ambra.

AB - Come mai la scelta è caduta su quel periodo (inizi dell'Ottocento) e su quel luogo (Prussia)?
MG
- Perché è  un periodo di grande fascino. Allo stesso tempo carico di atmosfere gotiche e di aspetti incredibilmente moderni. In nessun altro momento della storia, ci sembra, c’è stato un confronto così forte ed interessante fra la ragione, che pretende di spiegare tutto, e la parte oscura dell’uomo e delle cose.
È stato Thomas Mann a dire che il demoniaco è una componente profonda del mondo germanico. In realtà è un aspetto piuttosto universale. Ed è quando lo vediamo spuntare da cose e circostanze apparentemente “normali” che suscita la paura. Questa volta ci è venuto in mente di tirarlo fuori da un materiale bello e affascinante come l’ambra.

AB - Posto che lo scenario storico è reale, sono realmente esistiti anche i personaggi?
MG
- Molti dei personaggi che descriviamo sono reali. Tanto per cominciare Immanuel Kant. La cosa strana è che, in Luminosa Tenebra, i personaggi che sembrano più “estremi” sono anche quelli reali. Due su tutti: Jacob Spener, ad esempio, il fondatore del Pietismo in Germania, una specie di fondamentalismo religioso, è veramente esistito. E Daniel Lorenz Salthenius che insegnava a Königsberg, ed era scappato dalla Svezia inseguito dall’accusa di aver fatto un patto di sangue con Satana. A Königsberg, dove era approdato, le voci che continuava a trafficare con il mondo demoniaco erano riprese alla grande. Tutto questo quando Kant era un giovane studente in quella stessa città. Tanto per far capire il luogo ed il tempo dove ambientiamo le investigazioni di Hanno Stiffeniis.

AB - Come vi siete divisi il lavoro? Chi fa cosa?
MG
- La cosa strana è  che, quando abbiamo finito un libro, non ci ricordiamo più chi ha scritto cosa e come abbiamo proceduto. In genere partiamo da un’idea (appunto l’ambra, questa volta) e buttiamo giù una possibile trama. Poi ne discutiamo. Cambiamo. Aggiungiamo. Fino a che abbiamo una storia che non vediamo l’ora di cominciare a scrivere. Naturalmente la sottoponiamo al nostro editore. E poi, mentre scriviamo, le cose possono anche cambiare. In genere ci affidiamo dei capitoli. Li scriviamo, poi ce li scambiamo e facciamo da editor l’uno dell’altro. Siamo feroci fino alla lite. Non ci siamo mai picchiati, ma credo che tutti e due abbiamo immaginato di far scorrere il sangue dell’altro. Poi magari ci ritroviamo in cucina per decidere che si mangia per pranzo.

AB - Scrivete in italiano o in inglese? Il fatto di essere di madrelingua diverse è un ostacolo o un arricchimento?
MG
- L’italiana scrive in italiano, l’inglese in inglese. Poi, siccome la versione finale del libro è in inglese, su quella versione concordiamo tutti e due. A volte ci troviamo davanti ad un computer a decidere come deve essere reso un passaggio che in italiano può andare bene in un modo, ma che in inglese funziona meno bene. Parlare due lingue diverse, ma capirle tutte e due è un arricchimento (speriamo). Ci piacerebbe riuscire a rendere lo spirito migliore delle due lingue: la duttilità dell’italiano e la linearità dell’inglese.

AB - "E così era bell’e servito l’approccio scientifico del professor Kant alla raccolta dei dati. Isolate la scena del crimine, insisteva. Non permettete a nessuno di avvicinarvisi. Registrate ogni cosa, per quanto possa apparire di scarsa importanza". Il vostro Kant sembra essere un antenato di Gil Grissom di CSI. Lo stesso Stiffeniis ha nozioni scientifiche che applica con un certo puntiglio. Corrisponde alla verità storica o è una "fictio"?
MG - Diciamo che è quello che avrebbe detto Kant (aderente alla sua filosofia, insomma) se si fosse veramente occupato di assassini. E siccome, senza mai essersi mosso da Königsberg, Kant ha parlato di tante cose di cui, spesso, aveva solo letto o sentito dire (e, dunque, con informazioni di seconda mano) forse potrebbe anche aver detto quello che noi gli mettiamo in bocca.

AB - Qual è il significato del titolo, Luminosa Tenebra?
MG
- Luminosa Tenebra è la traduzione, molto libera, del titolo inglese A Visible Darkness, che è un verso di Milton.
Kant non ha proprio scritto quella frase, ma ne ha scritte altre che si riferiscono all’ignoto, al mistero e all’oscurità al di là della ragione. Frasi che abbiamo tenuto presenti come “modello” di riferimento. Ma la frase “se tu potessi parlare piccola mosca, quante cose sapremmo del passato” l’ha scritta veramente, e parlando proprio dell’ambra del Mar Baltico.

AB - Avete un modello di riferimento, tra gli scrittori? O almeno una particolare predilezione per qualcuno?
MG
- Qui i nostri gusti divergono. Mike adora Dickens, Alan Furst e Bill James (appena pubblicato in Italia da Sellerio). Mentre Daniela ha amato molto Kafka e Patricia Highsmith. Ed ora, tutti i thrillers che funzionano degli autori più diversi e lontani.

AB - Rivedremo il Procuratore Hanno Stiffeniis al lavoro?
MG
- Certo, nel prossimo libro che esce all’inizio di Agosto in Inghilterra e alla fine di settembre negli Stati Uniti. Poi uscirà anche in Italia sempre per Stile Libero Einaudi. Stiffeniis si troverà ad indagare su delitti che hanno come sfondo la caccia ai vampiri. Non quelli adolescenziali di recente successo della Meyer, ma quelli del folklore della tradizione e delle cronache che vanno dal ’700 all’inizio dell’800, che parlano di persone che si avvicinano ai vivi con la faccia di sempre, dell’amico, del parente, della persone amata, per poi rivelarsi creature completamente diverse e pericolose. In inglese si intitola Unholy Awakening (Faber & Faber, agosto, 2010), e vedrà anche il ritorno di Serge Lavedrine, un colonnello francese, una specie di profiler ante litteram (un altro Gil Grissom, CSI?) con cui Stiffeniis si è già incontrato e scontrato nel nostro precedente I Giorni dell’Espiazione.

AB - Luminosa Tenebra è dedicato "all'operazione Brushwood, una farsa dagli effetti devastanti". Di cosa si tratta? Volete parlarmene?
MG - È una vicenda giudiziaria iniziata il 23 ottobre del 2007 con una operazione dei ROS dei carabinieri sotto il comando del generale Ganzer che ha impiegato 108 uomini e due elicotteri. Una operazione consona, per dispiego dei mezzi, ad una cosca mafiosa e non per andare a prendere e portare in carcere cinque ragazzi spoletini accusati di aver spedito pallottole alla presidente della Regione Umbra. Noi conoscevamo soprattutto uno di quei giovani con cui avevamo fatto, insieme ad altre quattro-cinquecento persone, una manifestazione ambientalista. Ma non è tanto questo il punto. Quanto il fatto che, dopo aver fatto mesi e mesi di prigione, incluso l’isolamento, questi giovani sono ancora sotto processo, con indizi più che labili. Hanno dovuto affrontare con le loro famiglie anni di inferno e spese enormi per accuse sottili come carta velina. Uno di quei casi kafkiani in cui ti domandi: ma come è possibile che accadano? 

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2
2 commenti
2
25 Giu 2010
alle 11:14

AngoloNero

Grazie Enzo :)

1
25 Giu 2010
alle 10:44

Enzo BodyCold

grande intervista e belle risposte... m'era sfuggita. brava Ale

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