Il blog del mistero
Giancarlo Narciso
Solo fango
Edizioni Ambiente
Collana VerdeNero
Pagine 272
Prezzo 16,00 euro
È caustico, Giancarlo Narciso, quando parlo del suo ultimo nato, Solo fango, che vede il ritorno dell'investigatore Bruno "Butch" Moroni dopo otto anni.
Lo scrittore racconta senza censure ciò che ha scoperto mentre faceva le ricerche per il libro, e il suo racconto suscita indignazione. Fosse anche solo per il coraggio di Narciso nel raccontare ciò che non viene nemmeno pubblicato sui giornali, Solo fango è davvero da leggere.
Il romanzo è stato presentato a Roma da un altro Giancarlo, De Cataldo:
GDC - Ho accettato di presentare Solo fango per tre motivi. In primo luogo perché conosco Giancarlo da anni, è uno della famiglia del noir, per quanto lui sia uno eccentrico, viaggiatore, bohémien.
In secondo luogo, ho scritto anch'io per la collana VerdeNero e apprezzo il fatto che i diritti d'autore vadano per una buona causa.
Infine ero curioso di vedere Butch Moroni alle prese con una nuova indagine.
Solo fango è un libro che fa riflettere. È una storia che si sviluppa tra passato e presente. Siamo in Val di Stava, nel 1985. Si parla di una tragedia realmente accaduta. Una montagna di fango si è accumulata e incombe sulla valle ma nessuno interviene per non alterare gli equilibri politici, economici e culturali della zona. Questa è storia. C'è poi la storia di oggi, quella di Butch, investigatore privato freelance, personaggio con dubbia licenza, incaricato di un'indagine di omicidio. Deve rintracciare un assassino e convincerlo a costituirsi.
La trama è una classica trama noir, e non gialla. Nel giallo siamo alle prese con una vicenda individuale, nel noir siamo alle prese con una vicenda sociale. Se il giallo è un divertimento, il noir è amaro.
Butch Moroni è un personaggio da noir perché incappa in una serie di problemi la cui soluzione è complicata dal fatto che il suo codice morale entra in conflitto con quello della società.
Inoltre Solo fango ha il merito di portare l'azione in Trentino, che è una zona solitamente trascurata dal noir nostrano.
Se proprio devo esprimere una critica, c'è nelle pagine un'ansia di giustizia così forte che prende la deriva dell'ansia di vendetta.
Trattasi di approdo o di momento di passaggio? Perché la figura di Butch, in questo romanzo, è molto diversa rispetto al precedente.
GN - Non sono un giustizialista. La vendetta c'è, ma non posso dirvi perché, però ha la sua ragion d'essere. Però è vero, in otto anni Butch Moroni è cambiato. Ora gli viene spontaneo fare la cosa giusta piuttosto che quella sbagliata.
A proposito del Trentino: da quando ci vivo io, è stato commesso un solo omicidio. È vero però che molti mafiosi sono stati mandati al confino in Trentino e ci sono rimasti. È vero che non ci sono omicidi, ma è vero che ci sono altre cose.
Io ho girato il mondo e ho scelto di vivere a Riva del Garda perché pensavo che fosse un posto molto bello. In 18 anni l'ho vista distruggere. Colate di cemento, capannoni industriali sfitti, e non capivo perché.
Poi c'è il fatto che il 19 luglio sarà il 25esimo anniversario della tragedia della Val di Stava.
Il casus belli è stato una discarica che mi è stata costruita sulla testa. Vi ricordate il caso dei rifiuti di Napoli, quando a tutte le altre regioni è stata chiesta la disponibilità a smaltire i rifiuti toscani? Il Trentino ha rifiutato perché volevano solo rifiuti "d'origine controllata". Ma a quella discarica arrivavano nottetempo camion da tutta Italia. Infatti a un certo punto la discarica è stata sequestrata perché c'erano rifiuti tossici.
E si dà il caso che il direttore della discarica fosse l'unico funzionario pubblico condannato per la Val di Stava. Si riconobbe, infatti, l'incuria nella costruzione della diga, costruita a monte del villaggio (e non a valle).
La voglia di raccontare questa storia mi ha portato a scrivere un romanzo a metà tra noir e reportage. Ho sempre fatto fiction, stavolta mi sono confrontato con la realtà. Ho cambiato i nomi per evitare denunce, ma ho raccontato tutto quello che era negli atti.
La provincia di Trento ha usato una parte del denaro per perpetuare l'immagine di una terra sana. Un'altra parte del denaro è usata per foraggiare sottobanco chi permette gli scempi, per comprare il consenso.
È stato comprato anche il consenso dei centri sociali. Quello che non è controllato direttamente dalle istituzioni è controllato indirettamente tramite le associazioni, anch'esse abbondantemente foraggiate.
Un esempio per tutti: la Fondazione Stava 1985. Loro sono stati gentilissimi, quando ho spiegato che stavo scrivendo un libro mi hanno aiutato con il materiale. Ho mandato loro le bozze: da quel giorno non ne ho più sentito parlare. Non sono nemmeno invitato al 25ennale. Ma era quello che mi aspettavo: la Fondazione riceve molti soldi dalla Provincia.
Ancora: il delegato di Legambiente del Trentino, con cui l'editore mi ha messo in contatto per la promozione, è stato molto critico e mi ha detto esplicitamente di essere contraria alle mie tesi e che avrebbe difeso la Provincia di Trento.
GDC - Alla fine di tutto si è fatalmente portati a parlare di profitto. Come diceva Balzac: ci sono solo due moventi, la passione e l'oro.
Solo verso la fine, la domanda canonica:
GDC - Come nasce l'idea di scrivere?
GN - Era l'unica cosa che sapessi fare bene. Ma ho aspettato fino a 39 anni prima di iniziare. Se si aspetta l'ispirazione, non si inizia mai. È necessario scrivere tutti i giorni. È un lavoro faticoso.