Il blog del mistero
Sebastian Fitzek
Schegge
Elliot
Traduzione di Claudia Crivellaro
Pagine 370
Prezzo 18,50
La verità è spesso il contrario di quel che crediamo. Eccola, la bomba.
Immaginate di essere Marc Lucas: 32 anni e un dolore immenso sulle spalle, quello della morte della moglie Sandra, incinta, per un incidente stradale. Immaginate che, pur di superare questo dolore, siate disposti a tutto, anche a sottoporvi a un esperimento per cancellare la vostra memoria e reimmettere solo i ricordi belli. Immaginate poi di ripensarci all'ultimo minuto, non concedere il vostro consenso, arrivederci e grazie.
Tutto a posto? Niente affatto. Perché da quel momento in poi il dottor Marc Lucas viene catapultato in una realtà che non corrisponde a quella dei suoi ricordi. La moglie è viva e occupa il suo appartamento, ma non lo riconosce. Al suo numero di cellulare risponde... Marc Lucas, appunto - ma non è lui. Il suo posto di lavoro è occupato da un altro. E la sede della clinica Bleibtreu, a cui si era rivolto per resettare la sua memoria, è improvvisamente scomparsa.
Immaginate, dicevo, di essere Marc Lucas: siete traumatizzati, feriti e necessitate di cure, non avete una lira, non avete amici, non sapete a chi rivolgervi... Non sapete di chi potete fidarvi e di chi no. E vi manca da morire vostra moglie.
Come se non bastasse, vostro fratello Benjamin, l'anello debole della famiglia, affetto da H.S.P., è appena stato dimesso dal reparto di psichiatria (dove VOI lo avete fatto ricoverare) e va in giro a uccidere per pagare un debito.
Come ne uscireste? Quali domande vi fareste? E se a un certo punto aveste la possibilità di chiamare un numero telefonico e scoprire LA Verità, lo fareste? (Io l'ho fatto...).
Con un ritmo forsennato, Sebastian Fitzek (Il ladro di anime, Il bambino) torna a indagare sui perversi e sottili meccanismi psicologici che governano la nostra esistenza. Un romanzo fulminante, capitoli brevissimi che si chiudono con colpi di scena inaspettati, un cupo senso di angoscia che si insinua quando, identificandosi col protagonista, ci si chiede: e se succedesse a me? La risposta, volendo, la trovate collegandovi a questo sito e compilando i campi (confesso: questo invece non ho ancora avuto il coraggio di farlo...).
Magistrale, scritto con innegabile perizia, incalzante, sconvolgente, sorprendente...
Scegliete il termine che preferite.
Io l'ho letto in meno di 24 ore, perdendo diverse ore di sonno: a mio avviso Schegge è il miglior thriller del 2010. Adesso tocca a voi trovare una risposta alla domanda: e se succedesse a me...?
Buona fortuna...
Ooooh, sono contenta che ti sia piaciuto! :)
Bellissimo Schegge. Ho cominciato a leggerlo tardi rispetto a questo post, poi l'ho divorato. Ale, avevi ragione. E' tutta una sorpresa fino all'ultima riga. Certi passaggi che al momento risultano senza senso trovano poi il loro incastro e tutto si chiarisce. L'unica curiosità che mi è rimasta riguarda Sandra, la moglie di Lucas. Ecco, volendo trovare una piccola pecca credo che Sandra avrebbe potuto trovare maggior spazio, soprattutto alla fine. In ogni caso quest'autore è geniale. Grazie Ale per queste dritte!
un libro meraviglioso!!
E secondo me sia il sito www.mtgroup-international.eu che il numero di tel 0698264551 sono una bella trovata.
Cosa fareste se tutti i vostri brutti ricordi potessero essere cancellati?
buona lettura a tutti e complimenti a Claudia per la traduzione!
Ciao Ale. Queste le mie impressioni http://www.thrillermagazine.it/libri/9742
Buon lavoro!
Commento cancellato da AngoloNero perché non si può rivelare il finale di un thriller.
Ma non è vero!! È proprio il finale "non consolatorio" che gli dà un di più!
E poi confessa: quante ore ci hai messo a leggerlo? Perché non negherai che lo hai divorato anche tu...
Io sì, ho telefonato. Mi viene da dire solo: che str.
E' un libro che crea grandi aspettative e le annienta in un finale indecente. Di Fitzek, molto meglio "Terapia".
Leva il prefisso, è un numero di Roma... :)
Non ho telefonato. E' un numero troppo lungo e mi fa paura. Non vorrei ritrovarmi con una spesa in più. Mi fido del tuo sorriso. Deve essere una bella sorpresa.
Non è una battuta! A un certo punto nel libro c'è un numero di telefono. Hai provato a chiamarlo? Io sì...
Scusa Ale ma sono in un momento di crisi cerebrale. Non ho capito la battuta. Perdonami...:-)
Fabio, hai telefonato? :)
Il primo commento che mi è venuto spontaneo dopo la lettura è stato "Da manicomio" con tutti i risvolti positivi e negativi che si possono attribuire a questa espressione. Un libro interessante senz'altro da leggere. Sempre un pò "troppo" per i miei gusti (con quel tipo di finale non c'era nemmeno bisogno di tante spiegazioni) ma in questo caso comprensibile.
Io me lo farò imprestare da LB :D
Figurati Ale... niente litigi, solo piccole divergenze di opinione :)
Domani compro il libro, ormai la curiosità è troppo forte ;)
Me lo sono fatto regalare dai miei figli per il mio compleanno insieme ad un malloppone che contempla Siena. Quando ho smaltito un pò di roba lo metterò sotto torchio.
Al, Ida, non litigate. Conosco entrambi e so che avete gusti opposti, ma so anche che conoscete piuttosto bene i meccanismi editoriali. Schegge è un ottimo prodotto. Può piacere o non piacere secondo il gusto individuale, ma in tutta coscienza non lo si può equiparare ad altre cose mediocri che vengono pubblicate quotidianamente.
Accetto smentite dopo che lo avrete letto :)
Mah... sai, è questione di gusti. Quello che a te sembra un tanto al chilo, magari a palati meno raffinati piace. Chiamali pure lettori superficiali, ma non sono così d'accordo. Se il libro prende, ha una trama che ti lascia col fiato sospeso e passi qualche ora soddifatto, perché devi stare a chiederti se c'è qualche inesattezza o il personaggio è irreale?
Anch'io ovviamente seleziono e non sempre mi capita di leggere cose che mi soddisfano, ma in gnere me ne accorgo dopo le prime trenta pagine e passo al prossimo, non continuo a farmi del male per altre 600 pagine.Chi me lo fa fare?
Ida, se leggi il mio primo commento (o il secondo), io ho criticato il "fascio", non il filo d'erba. E comunque sono stufo di dover per forza leggere 4/5/600 pagine di minchiate per poter giudicare ogni singolo libro. I thriller degli ultimi anni fanno mediamente schifo, sono scritti tanto al chilo, pieni di inesattezze di tutti i tipi, con trame o idee clonate e personaggi assolutamente irreali. Naturalmente, in questo sottobosco di sterpaglia ogni tanto spicca una bella pianta rigogliosa e io corro il rischio di perderla, ma la responsabilità non è del mio metodo di giudizio tranciante. La responsabilità è dovuta all'abbassamento del livello medio della qualità provocato dell'editoria d'arrembaggio e dei lettori superficiali.
E' sempre la solita storia: di ogni erba un fascio. Al, se non l'hai letto come fai a giudicare?
Nemmeno io l'ho letto, ma mi incuriosisce un sacco e non vedo l'ora di comprarlo. Ho saputo che l'autore sarà alla fiera del libro di Torino il 15 maggio. Per chi volesse approfondire.
Ale, forse mi sarò sbagliato su questo specifico romanzo (magari perché non l'ho ancora letto ;) ), ma di certo non mi sono sbagliato sulla categoria alla quale appartiene. ;)
LB, ti sbagli :)
Diciamo che la parte "sopra le righe" è per il lettore da spiaggia. Ma la parte "sotto le righe" è bellissima. Io l'ho trovata molto emozionante.
Al: sul borghesemente consolatori, niente da fare, ti sei sbagliato proprio :)
uffa, uno non può correggere che il sistema subito lo frega... ;)
Quella roba lì non ci succederà mai, perché ormai i thriller sono diventati fantasy, pieni di situazioni irreali, personaggi impossibili e meccanismi poco credibili. Per questo piacciono tanto: creano tensione durante la lettura e alla fine sono borghesemente consolatori. Insomma, il vero spavento lo genera ancora Kafka...
LB, quella roba non ti succederà mai perché ormai i thriller sono diventati fantasy, pieni di situazioni irreali, personaggi impossibili e meccanismi poco credibili. Il vero spavento lo genera ancora Kafka...
Fabio: anche Schegge è assolutamente sopra le righe. Ma ha degli spunti di riflessione talmente belli e commoventi che... niente, mi fermo qua, aspetto il tuo parere :)
Liz: so che è piaciuto anche a te :)
:) brava la traduttrice! Bella lettura davvero.
Liz
Avevo letto "Il bambino" e mi era piaciuto in parte perché alla fine mi era sembrato "troppo" secondo i miei atavici gusti. Però la "bomba" non me la perdo davvero che il rischio (in questo caso di saltare in aria) mi ha sempre attratto...:-)
mi riferisco a tutta quella roba che succede al protagonista del romanzo. mi sono anche iscritto al sito ma non è successo niente.
LB, ti riferisci al fatto di essere tradotto da Claudia? :)
Ragazzi, che splendida recensione...beh, io l'ho tradotto, e devo dirvi che mentre traducevo mangiavo le pagine per l'ansia di arrivare alla pagina successiva. Comunque la cosa più sorprendente della narrativa di Fitzek è che nulla è lasciato al caso. Ogni piccolo particolare, lo dico da traduttrice, è importante e necessario, per creare una ragnatela perfetta. E tutte le citazioni di teorie pesicologiche o mediche sono precise e curate, cosa che, credetemi, pochi scrittori fanno!
Buona paura a tutti!!!!
alle 17:39
Nico
Sicuramente libro molto interessante, anche se gli preferisco il ladro di anime e la terpapia:)