Il blog del mistero
Barbara Baraldi
Lullaby - La ninna nanna della morte
Castelvecchi
Pagine 240
Prezzo 15,00 euro
Ha il suono e la struttura di una favola il primo romanzo "maturo" di Barbara Baraldi, Lullaby (come la celebre e richiamata canzone dei Cure). Una favola nera, nello stile che la Baraldi ha "sposato" e che le è congeniale. Storie di vite ordinarie (quella di Giada e di Marcello, quella di Mirko e di Luana, quella di Fede) che si intrecciano in un'assurda spirale di follia casuale. Con un click, l'ovvio scivola nell'orrore e inizia la lotta contro il tempo per la sopravvivenza.
Diviso in quattro parti (Rivelazione, Illusione, Espiazione, Redenzione), Lullaby contiene gli elementi tipici della produzione della scrittrice emiliana. L'adolescenza vissuta come momento di transizione, grandi scoperte ed enormi dolori. La vita della provincia (una provincia non ben identificata, in un posto qualunque tra la via Emilia e il West). I rapporti familiari disgregati e peculiari. L'amore (anzi l'Amore, in varie forme). L'omicidio brutale e rituale. La catarsi finale, tipica delle fiabe (che non vuol dire per forza lieto fine).
Supportata da una scrittura efficace e melodiosa, la Baraldi intesse una ninna-nanna per i suoi lettori, che si immergono nel flusso della storia e si lasciano trasportare verso l'inatteso finale.
Uno dei meriti di Barbara Baraldi (un nome che suona bene, provate a pronunciarlo ad alta voce, scivola via a meraviglia) è quello di aver conquistato anche una fetta di pubblico giovane che la segue affascinato. Barbara non segue la moda del momento (quella dei vampiri e del soprannaturale), perché lei È la moda. La sua produzione è connotata da stile inconfondibile, personalità marcata, coerenza tra ciò che racconta e ciò che è. Non a caso, per la sua originalità, sta per essere pubblicata anche in inglese, privilegio riservato a non molti degli autori nostrani.
E scusate se è poco.
scusate, ho letto opinioni meno entusiaste su
http://totanisognanti.blogspot.com/2011/01/lullaby-la-ninna-nanna-della-morte.htm
che ne pensate?
Grazie per la "riprova". Lo faccio sapere a Dario Geraci ma senz'altro non è colpa sua.
No, mi dà proprio un errore nell'inserimento.
Non so da cosa dipenda e non so a chi segnalarlo!
Scusa, fammi sapere, il tuo intervento non è stato accettato dal blog? Non ci posso credere. Dario toglie solo gli insulti. Puoi riprovare per farmi piacere? Grazie.
Magnifico, peccato che il blog non mi consenta di commentare... Non so perché!!
Avevo scritto, comunque, che mi aggiungo agli auguri di buon compleanno e che tutta la tua erudizione meriterebbe, prima o poi, di essere raccolta in un volumetto :)
E' arrivato. Per chi è interessato http://blog.librimondadori.it/blogs/ilgiallomondadori/
Io di solito tengo d'occhio anche il blog del giallo Mondadori... Anche se mi snervano i commenti che vengono cancellati :)
E' vero. "Bambole pericolose" mi aveva convinto meno. Troppa violenza, troppo movimento, per i miei gusti, si capisce. "Lullaby" è un'altra cosa. Barbara ha il raro dono di entrare ed uscire dal di dentro dei personaggi con relativa facilità. L'unico problema è, semmai, quello di restarci troppo e a volte c'è bisogno di un pò di aria. Ma forse è proprio questo l'effetto che vuole creare nel lettore. L'invito è quello di provare con il giallo classico-psicologico. Dovrebbe essere il suo naturale punto di arrivo. O uno dei tanti punti di arrivo che le porte del giallo sono infinite.
Complimenti per il tuo lavoro, Ale!
P.S. Dopo il venti, in un giorno che non so ancora, sul blog del giallo Mondadori dovrebbe uscire il mio articolo sulla detective lady nel romanzo poliziesco. Ti farò sapere.
Felice che tu condivida il mio giudizio :)
Mettere d'accordo il tuo gusto e il mio non era impresa facile, credo, ma Barbara c'è riuscita :)
Sono d'accordo sullo stile particolare della Baraldi sinistramente fascinoso. Non mi meraviglio che abbia successo anche all'estero.
alle 10:23
Fabio Lotti
Che ci siano opinioni meno entusiastiche è giusto e sacrosanto. Però Barbara, a mio avviso, ha saputo modellarsi uno stile tutto suo facilmente riconoscibile e questo è un grande merito. Nella maggior parte dei casi racconti e romanzi sono indistinguibili e possono essere scritti nello stesso tempo da Tizio, Caio e Sempronio.
Approfitto spudoratamente di questo intervento per invitarvi a dare un'occhiata qui http://soloscacchi.altervista.org/?p=17470 , così faccio contento il mio editore...:)