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Il caso Orlandi e "In terra consacrata": quando il romanzo anticipa la realtà

Domenica 14 Marzo 2010, 12:00 in Il parere dell'AngoloNero di

 

 

È di questi giorni la notizia che per il caso di Emanuela Orlandi, scomparsa il 22 giugno 1983 e mai ritrovata, ci sono tre indagati: Sergio Virtù, autista di Enrico De Pedis (Renatino, personaggio di spicco della banda della Magliana, sepolto nella basilica di Sant'Apollinare), Angelo Cassani e Gianfranco Cerboni.

E se vi dicessi che io lo sapevo? Già dai tempi della lettura di In terra consacrata, del giornalista Ugo Barbàra, pubblicato da Piemme quasi un anno fa. Finalista allo Scerbanenco, preselezionato per il premio Strega, In terra consacrata si basa sulla ricostruzione dei fatti (che Barbàra ha documentato insieme alla collega giornalista Rosa Polito) a contorno della scomparsa della giovane Orlandi, fatti che negli anni sono stati affrontati anche in diversi gradi di giudizio.
Il caso della Orlandi è stato fin da subito trattato in modo anomalo. Come si ricordava alla presentazione di ieri, in Italia ogni anno spariscono circa 4.000 persone. La metà vengono ritrovate, ma delle restanti duemila non si hanno più notizie. E non tutte ottengono questa attenzione mediatica. Ecco, la sparizione di Emanuela Orlandi sarebbe rimasta uno di quei casi irrisolti, se intorno non si fosse sollevato il classico "polverone". Forse perché la ragazza era cittadina vaticana e anche l'allora Papa Giovanni Paolo II ne chiese la liberazione. Forse perché negli anni i depistaggi delle indagini sono stati molteplici (anche il collegamento con la sparizione di Mirella Gregori, che Wikipedia cita in relazione al caso, sembra dover essere escluso, ad esempio). Fatto sta che non si è mai pensato a una "semplice" sparizione, men che mai volontaria.
Un paio di anni fa le rivelazioni di Sabrina Minardi, ex donna di De Pedis, hanno iniziato a rivelarsi attendibili, portando gli inquirenti ad indagare nella direzione attuale.

Ecco, per avere un quadro complessivo della situazione, il libro di Barbàra è perfetto. Ripercorre la vicenda passo passo, con nomi cambiati ma con personaggi facilmente riconoscibili, e lo fa sotto forma non di saggio ma di romanzo. Per ammissione dell'autore, laddove le carte, seppur incrociate con altre carte, e le testimonianze si fermano, interviene la fantasia a creare un "ponte" per spiegare ciò che verosimilmente può essere accaduto. E alla luce delle ultime notizie, queste ricostruzioni non sono poi così fantasiose...

In terra consacrata è un libro attualissimo, seppur uscito quasi un anno fa. Uno di quei romanzi che non esauriscono la spinta vitale nell'arco di breve tempo. Tuttora consigliato.

Ugo Barbàra
In terra consacrata
Piemme
Pagine 460
Prezzo 18,50 euro

 

 

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15 Mar 2010
alle 00:13

Annalisa

Leggendo il libro di Ugo, la prima cosa che ho pensato è stata "beh, sarebbe potuta andare benissimo così..." e poi, seguendo ogni tanto "Chi l'ha visto?", che ha dato negli anni molto spazio alla vicenda, mi sono resa conto che, piano piano, ogni tassello andava esattamente al suo posto, cioè a quello che gli aveva assegnato lui. Lo consiglio anch'io, quindi,  a chiunque non l'avesse letto e volesse sapere di più di una delle vicende più oscure della storia recente del nostro paese, che Ugo ha saputo rendere attraverso una scrittura fluida e avvincente.

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