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I discepoli del fuoco di Alfredo Colitto

Alessandra Buccheri avatar Sabato 27 Marzo 2010, 14:39 in Il parere dell'AngoloNero di Alessandra Buccheri

Ieri all'Auditorium, nell'ambito della manifestazione Libri Come, io e Alfredo Colitto (non necessariamente in quest'ordine) abbiamo presentato il suo ultimo romanzo, I discepoli del fuoco, secondo volume della trilogia incentrata sulla figura (realmente esistita) del medico Mondino de' Liuzzi.

Pur non essendo una grande appassionata dei gialli storici, ammetto di aver molto apprezzato il romanzo di Colitto sia per la scrittura, sia per l'ingegnosità della trama. Probabilmente il mio pregiudizio deriva dal fatto che in passato mi sono capitati libri scritti con grande approssimazione, mentre I discepoli del fuoco è accurato nella ricerca storica (ma mai pedante).

L'ambientazione è la Bologna dei primi anni del 1300. Un periodo che, come è emerso durante la conversazione di ieri, è stato scelto appositamente perché molto simile a quello attuale. È un periodo di decadenza, dopo lo splendore del Duecento, un momento di crisi economica e di lotte interne che destabilizzano la popolazione. Da più parti si sente la necessità che si faccia avanti un "uomo forte" a ristabilire l'ordine. La corruzione regna sovrana. La scienza - di cui Mondino è illustre rappresentante - è intrisa di superstizione e paralizzata da bolle papali che condannano la ricerca (ricorda niente?). Qualcuno si rivolge a culti alternativi come quello di Mithra, il dio Sole, culto soppiantato dal Cristianesimo ma non del tutto estirpato (e infatti ne parleremo anche oggi con un'altra autrice Piemme, Patrizia Mintz).

Ci sono poi le passioni umane, quelle di sempre: l'amore, l'amicizia, l'ira, la violenza. Fa bene ricordare, ogni tanto, che non c'è niente di nuovo sotto il sole.

E, per gli amanti del giallo, ci sono omicidi, indagini, molti buoni e molti cattivi, molti misteri da svelare... Non ultimo quello, intellettualmente intrigante, di scoprire in che modo si possa uccidere qualcuno per autocombustione...

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4 commenti
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27 Mar 2010
alle 16:18

Fabio Lotti

E allora per la parte che riguarda le passioni umane niente di nuovo sotto il sole nel libro di Colitto...:-)

Insomma non fare la pignola!

3
27 Mar 2010
alle 16:10

AngoloNero

No, aspetta, il "niente di nuovo sotto il sole" era riferito alle passioni umane, non al romanzo di Colitto!!

2
27 Mar 2010
alle 16:09

Fabio Lotti

Mi ritrovo in quello che hai scritto. Difficile il giallo (inteso in senso lato) storico dove a volte (o spesso) si giunge al pasticcio di un lavoro che non è né carne né pesce. E mi ritrovo nella massima che, per certi aspetti, non c'è niente di nuovo sotto il sole. Eppure la speranza di noi lettori vive ancora...:-)

1
27 Mar 2010
alle 16:06

Fabio Lotti

Mi ritrovo in quello che hai scritto. Difficile il giallo (inteso in senso lato) storico dove a volte (o spesso) si giunge al pasticcio di un lavoro che non è né carne né pesce. E mi ritrovo nella massima che, per certi aspetti, non c'è niente di nuovo sotto il sole. Eppure la speranza di noi lettori vive ancora...:-)

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