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Palpebre di Gianni Canova

Martedì 2 Febbraio 2010, 08:26 in Il parere dell'AngoloNero di
Palpebre.jpg

Gianni Canova
Palpebre
Garzanti
Pagine 232
Prezzo 16,60 euro

Affronto questa recensione con un certo imbarazzo, perché probabilmente servirebbe uno spirito critico di ben altra levatura rispetto a quello della sottoscritta.
Gianni Canova
, critico cinematografico e docente universitario, si cimenta nel thriller e lo fa con grande stile, come si conviene a un intellettuale della sua statura. Il risultato però è spiazzante. Per buona metà, Palpebre è un giallo/thriller/noir di altissimo livello, dal ritmo serrato e dalla scrittura molto elegante. Inizia con un brutale omicidio alle cui premesse assiste un mite assistente universitario, Giovanni Vigo, convivente con Elena e studioso di Dante. Giovanni si lascia coinvolgere da un'affascinante sconosciuta intravista in compagnia della vittima, ed è l'inizio della discesa verso l'Inferno. Fin qui tutto bene. A un certo punto, però, interviene un colpo di scena che fa virare il romanzo dai generi sopra citati al fanta-horror.
Diventa quindi palese che l'obiettivo dell'autore non è più quello di narrare un thriller, ma di raccontare l'orrore di ciò che vediamo e anche di ciò che non vediamo, perché l'informazione distorta e il nostro scarso discernimento non ci permettono di "vedere" realmente ciò che è sotto i nostri occhi.
Si moltiplicano riferimenti e citazioni dotte. Non è un caso, credo, che il compagno di avventure di Giovanni Vigo sia il giornalista Simmel (Georg Simmel è il sociologo che ha studiato le problematiche dei grandi agglomerati urbani tra la fine dell'Ottocento e l'inizio del Novecento; in Palpebre il giornalista è l'uomo che sa barcamenarsi in una Milano post-industriale per atmosfere e luoghi).

Il colpo di scena cui accennavo sopra, e che ovviamente non svelerò, è un'evidente allegoria, talmente surreale e paradossale da generare la sospensione dell'incredulità (e forse qualche dubbio sulla tenuta dell'intreccio). Tuttavia, se riuscite ad armarvi di una buona dose di fantasia, potrete continuare a seguire l'incredibile e macabra avventura di Giovanni Vigo e di Mia.
E, alla fine, riflettere su cosa significhi vedere davvero la realtà.

Al romanzo è dedicato un progetto web molto ben curato.

L'incipit di Palpebre.

Uno dei booktrailers che accompagnano il libro:

 
10
10 commenti
10
03 Set 2010
alle 18:09

marcostraz

Molto deludente...come hanno già detto prima, l'inizio è anche interessante anche se non con un ritmo proprio incalzante...da metà cade poi in un errore un pò classico: iniziano una serie di cose improbabili, e non si capisce se il libro racconti una storia "vera" o una storia "fantastica"...riuscire a trovare la via di mezzo è solo dei grandi, tutti gli altri si dovrebbero limitare a fare o l'una o l'altra cosa...peccato, perchè ero fiducioso...

9
29 Lug 2010
alle 12:55

AngoloNero

Io continuo a non capire perché bisogna prendersi la briga di andare a cercare su internet un romanzo solo per rendere noto all'universo mondo (ma in forma rigorosamente anonima) che NON è piaciuto.

Boh.

8
21 Lug 2010
alle 18:26

Ella

Leggo di tutto, anche gialli e storie noir e so che in questi generi la fantasia va a mille. Ma non riesco davvero a capire un'immaginazione così crudele, violenta per una storia assurda e, soprattutto nella seconda parte,  faticosa e assolutamente (e fortunatamente) poco credibile.

7
12 Apr 2010
alle 14:50

AngoloNero

Io trovo strana questa frenesia di cercare i "luoghi" (anche virtuali) in cui si parla di un libro per dirne tutto il male possibile.

Lascio i commenti a futura memoria, ma non posso non pensare che i motivi di detrazione siano altri, noti solo a chi (anonimamente) commenta.

6
12 Apr 2010
alle 09:31

Franco

Come ho scritto in altri luoghi della rete, considero 'Palpebre' un romanzo “splatter”, anche ben scritto, ma che lascia troppi incompiuti e banalizza il male, più impegnato a “mostrarlo” che a cercarne le cause. Non tutte le psicologie dei personaggi sono ben riuscite, alcune crudezze verbali eccessive.

5
05 Apr 2010
alle 10:48

AngoloNero

Beh, oddio, un po' più di delicatezza nel commento non avrebbe guastato...

Spero che si tratti di un parere autentico e non di una critica dettata da motivi personali.

 

4
04 Apr 2010
alle 21:35

Steff

Strano che un genio come Canova abbia potuto proporre una schifezza simile. La storia è tenuta in piedi da particolari macabri e orrende mutilazioni...ma non si appoggia su niente... è solo un misto tra la regia di Tarantino e Hostel. Nulla di nuovo, solito uso di particolari raccapriccianti per coprire una pochezza narrativa imbarazzante. Le ambientazioni poi...ridicole... ma davvero ridicole. Voto 3---, 16 euro buttati. Una roba così può scriverla chiunque...basta prendere 2 o 3 splatter, copiare le storie, mischiarle e il gioco è fatto. 

Lo perdono giusto perché è al primo libro...e perché indubbiamente è il top allo IULM.

3
04 Feb 2010
alle 09:03

AngoloNero

Attendo vostri feedback :)

2
02 Feb 2010
alle 23:25

Fabio Lotti

Anche io sono incuriosito.

1
02 Feb 2010
alle 11:41

liz

intrigante, mi pare...

Liz 

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