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Nessuno, nemmeno tu di Lucia Tilde Ingrosso

Giovedì 18 Febbraio 2010, 08:45 in Conversazioni, Il parere dell'AngoloNero di
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Lucia Tilde Ingrosso
Nessuno, nemmeno tu
Kowalski
Pagine 352
Prezzo 15,00 euro

Siamo in piena atmosfera "festival di Sanremo" (lo state seguendo qua, vero?) e casca a pennello il nuovo giallo di Lucia Tilde Ingrosso. Nessuno, nemmeno tu è ambientato nel dorato mondo dello spettacolo.
Milano, fine dell'estate, in quel momento letargico tra le vacanze e il rientro. La vicenda gira intorno a Viola, proprietaria (a seguito della vedovanza) dell'etichetta discografica Pepper, alla cui scuderia appartengono molti giovani nuovi talenti. Viola è un personaggio brillante e inquieto: aspirante cantante da giovane, è riuscita ad avvicinarsi a questo mondo solo come talent scout, sposando il vecchio Ignazio Alberici. La morte improvvisa del marito ha creato dissapori all'interno della famiglia: la sorella Augusta Alberici in Caligiuri, convinta che Ignazio sia stato ucciso, non perde occasione per tormentare Viola. E anche sul lavoro le cose non vanno benissimo: Viola ha rapporti ambigui con un paio di personaggi che le gravitano intorno, pur avendo un fidanzato con cui non intende convolare a nozze. Forte e fragile insieme, Viola si barcamena in questo mondo fino alla festa di Radio Stella in un rinomato locale della movida milanese.
Qui l'agente discografico Davide Leonardi viene ucciso. Delle indagini si occupa una nostra vecchia conoscenza, l'ispettore Sebastiano Rizzo. Che è anche una vecchia conoscenza di Viola: erano fidanzati ai tempi in cui entrambi cercavano una collocazione nella vita.
Indagine spinosa per la presenza di molti personaggi e complicata dal fatto che sembra aprirsi a nuovi sviluppi anche il caso della morte di Ignazio...

Costruito sull'intreccio e i dialoghi, sulla molteplicità di personaggi sfaccettati e sull'ambientazione glamour, Nessuno, nemmeno tu è un giallo poliziesco di piacevole lettura. Con tanto di finale sorprendente e consolatorio.

AB - Come è nata l'idea di Nessuno, nemmeno tu?
LTI
- Da un articolo che ho scritto per Millionaire sul  mondo della musica leggera. Mi è sembrato un ambito che potesse interessare i lettori e dare a me molti spunti. Così ho approfondito, sentito degli addetti ai lavori, curiosato in giro. C’è anche da dire che questo era un approdo naturale, visto che volevo far incontrare a Rizzo la sua ex e che lei faceva la discografica.

AB - Tu scrivi gialli seriali, il tuo protagonista è il giovane ispettore Sebastiano Rizzo. Come mai la scelta del seriale? Che pregi e difetti ha?
LTI
- Non è stata una scelta, ma una conseguenza. La conseguenza alll’innamoramento che ho avuto per il mio personaggio. Lui fa le cose che vorrei fare io (tipo: correre nel parco, fumare qualche sigaretta, fare strage di cuori e indagare sui delitti). A volte, giro Milano guardandola con i suoi occhi. Di positivo: la possibilità di raccontare l’evoluzione – personale e professionale – di un personaggio. Di aspetti negativi me ne viene in mente solo uno ed è solo apparente: l’idea che non si possa leggere un mio romanzo, senza avere letto gli altri. In realtà, ogni caso è a sé e io do tutti gl elementi per capire quello che è successo prima ed, eventualmente, dopo.
O forse intendevi i pregi e i difetti di Rizzo? Nel caso. Rizzo è bello, intelligente, ottimo investigatore e bravo figlio. Di contro: è un po’ misantropo, tratta a pesci in faccia il suo vice (ma nel nuovo romanzo il loro rapporto si addolcisce), è ombroso, a volte un po’ presuntuoso e farfallone. Un maschio tipico, insomma ;-)

AB - Come immagini le diverse voci dei tuoi personaggi? Qual è il processo di descrizione/immedesimazione?
LTI
- Ci tengo molto a delineare la psicologia del personaggio. Parto da uno spunto (che può essere un amico, una persona che intervisto, un personaggio pubblico) e poi ci lavoro. Immagino quali sono i suoi gusti, come si veste, come parla. Fra i personaggi di Nessuno, nemmeno tu ce n’è uno ispirato a Flavio Briatore, un altro che ricalca una giovane cantante, una teen ager, un avvocato… Pesco in vissuti diversi, ascolto molto, cerco di dare a ognuno la sua voce e il suo stile.

AB - Qual è l'intento della tua scrittura?
LTI
- Divertire, intrattenere, far sognare, raccontare ambienti e personaggi, far anche sorridere. Per far questo, punto sulla scrittura (molto curata anche grazie all’editing di Kowalski), l’ambientazione, la strutturazione attenta della trama e un pizzico di ironia.

AB - In un mondo in cui si discute se sia più attuale il noir o il post noir, tu hai scelto la formula del poliziesco classico. quali sono le motivazioni di questa scelta?
LTI
- Io sono un tipo solare, positivo, ottimista. Perciò il mio “messaggio” non può che essere confortante, alla fine di ogni storia. C’è un delitto, che turba il normale equilibrio. Poi il mistero viene risolto, il colpevole punito e gli altri personaggi tornano alla loro vita. Mi piace l’effetto consolatorio del poliziesco classico, l’ho sempre trovato nelle mie corde e perciò l’ho adottato. Ciò non mi impedisce di adorare dei maestri del noir come Edgar Allan Poe e Cornell Woolrich.

 

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