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Femminile, molto singolare: cosa ne pensate?

Domenica 28 Febbraio 2010, 19:01 in Eventi di
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Domenica prossima, 7 marzo, sarò qua. È un invito che mi onora e che mi costringe a riflettere su un legame su cui non mi sono mai soffermata: il fatto di essere donna e blogger.

Chiedo il vostro aiuto, vi prego di rispondere nei commenti: avete mai pensato all'Angolo Nero come un blog "al femminile"?
Se sì, perché?
Se no, perché?

Il fatto che io sia donna cambia in qualche modo la percezione delle informazioni e delle critiche che posto?

Mi interessano i pareri sia degli uomini che delle donne, ovviamente. E siate sinceri, mi raccomando :)

22
22 commenti
22
16 Feb 2011
alle 14:11

Vito B.

Ma no, dai! Piuttosto faciamo un sondaggio per vedere quanti hanno capito quello che scrive? Io, lo ripeto, non ho capito. 

21
16 Feb 2011
alle 08:48

AngoloNero

Che faccio, Vito, cancello? :)

20
15 Feb 2011
alle 23:18

Vito B.

 Ahaa, Ulisse, birbantello, era un promo!

19
15 Feb 2011
alle 23:06

Vito B.

UDB, che hai detto? Traduci.

18
15 Feb 2011
alle 20:33

udb

La condizione della donna è la diaspora che nell’attualità appare enunciata dal confronto con le culture migranti, sebbene da almeno due millenni le nuove religioni vi apposero dei marchi etici che al confronto con la moderna percezione del diritto e del giusto mostrano notevole obsolescenza. Dal Gennaio 2011 un nuovo testo disquisisce la tematica esponendo le basali induzioni che producono un approccio etico sminuente o subordinante nei confronti della femmina e adeguato anche alla stregua di manuale per prevenire i pericoli nascosti nei moti interpersonali, qualora le religioni vi aggreghino un influsso di rilievo. L’argomento primario è implementato con una scansione della vita di Gesù nella Galilea, osservata con uno scrupolo investigativo moderno e adeguato nell’evidenziare degli aspetti denotanti gli errori interpretativi, che i padri fondatori della Chiesa Cattolica potrebbero aver commesso, e gravato sulla figura femminile. L’occidente è sede della cultura emersa dominante nella storia e la questione “condizione della donna” come la conosciamo è anzitutto la deriva più eclatante delle impostazioni della Chiesa Cattolica ai suoi primordi. Aiuta inoltre a comprendere gli eventi del nostro tempo, quando le religioni appongono dominanti ruoli identificanti.

http://static.lulu.com/product/copertina-rigida/la-femmina-in-trappola/14852388/thumbnail/320

17
03 Mar 2010
alle 19:16

AngoloNero

Ringrazio ancora tutti gli per gli interventi (soprattutto il capo, che mi conosce anche al di fuori di questo blog e sa come mi muovo solitamente :)). Vi farò sapere come va il dibattito.

Abbiate un pensiero per me!

 

16
02 Mar 2010
alle 15:51

rosanna

Il fatto di conoscerti personalmente mi ha spinta a leggere il blog e questo può essere uno svantaggio che condizione la lettura. Tuttavia, leggendo gli altri commenti mi ritrovo su due punti: la grossa professionalità e precisione con cui il blog è condotto non spinge ad una caratterizzazione di genere, porta semplicemente a seguirlo perché è ben scritto, documentato ed interessante; gli aspetti più creativi, più di "curiositas"  che si denotano specie nelle interviste e che, come Ida ha già scritto, portano anche ad interogarsi sui testi che proponi denotano una mente più portata ad analizzare le sensazioni che è molto più facile ritrovare in una donna che in uomo.  Ciò non significa che un uomo non possa avere lo stesso tipo di approccio, solo che è più raro.

15
02 Mar 2010
alle 09:41

Fabio Lotti

 Senza fare il pane e poi girico di Ale e del suo blog devo dire che qui si possono intavolare discorsi seri, serissimi ma vive e vegeta anche il sorriso e l’ironia. Per quanto riguarda il mondo femminile, secondo la mia esperienza, mi pare assai più aperto a ricevere e assecondare la satira, per esempio, che non quello dei portatori di palle. In genere, almeno gli scacchisti e i giallisti che conosco meglio, sono più musoni, più refrattari ad accettare rilievi sul loro mondo e sui loro tic e difetti. E’ come se avessero paura di perdere qualcosa del loro “status” di grandi facitor di mosse e di parole. Una specie di sacerdozio, insomma, per cui la caricatura diventa quasi blasfemia. Alla donna gliene frega assai (sempre secondo la mia esperienza), ti guarda e sorride insieme a te.

14
01 Mar 2010
alle 23:21

Luca Conti

Non mi sono mai posto il problema. L'importante dovrebbe essere sempre e solo la qualità del lavoro di ognuno di noi: il fatto di essere più o meno in gamba non è affatto legato, per come la vedo io, a quello di essere donna o uomo.

13
01 Mar 2010
alle 21:27

AngoloNero

Ida: Urca! davvero faccio tutto questo? :)

Vito: in realtà mi ritrovo molto nella tua definizione

Enzo: in effetti sì, Pegasus ha un taglio macho, seleziona "cose da uomini" (lo noto anche nei film).

Mmmm mi state dando tanti spunti di riflessione, davvero...

Grazie a tutti!

 

12
01 Mar 2010
alle 18:39

Ida

Io invece (rispetto a Cristina e Annalisa e Vito) credo che qui si noti la differenza al femminile. Mi spiego: se il conduttore fosse stato un uomo, la critica a questo o quel romanzo sarebbe stata forse più marcata e razionale, ma non così creativa e brillante. Ecco la differenza: capacità di analizzare seguendo l'istinto delle proprie emozioni. Invitare il lettore a far parte delle proprie sensazioni. Non è un'etichettatura, è qualcosa di molto più naturale. Che non toglie acutezza nella gestione di questo contenitore, al contrario offre in più una raffinata spontaneità ad esclusivo appannaggio femminile.

 

11
01 Mar 2010
alle 16:30

Vito B.

No, non nella misura in cui, leggendo, hai la sensazione di percepire delle differenze di scelte e di giudizi. Se non conoscessi la tua identità, se tu stessa in alcune occasioni non parlassi di te al femminile, potrei tranquillamente pensare a te come un essere asessuato. Ben diverso approccio dal tuo, per esempio, quello della Bucciarelli che marca, spinge al femminile (a tratti al femminismo) al punto che leggendo ti pare di sentire la voce di donna.

Buon lavoro.

10
01 Mar 2010
alle 10:49

Enzo Chiarini

Si nella differenza di esposizione, a volte nella resa dell'informazione. Ma questo non è necessariamente un elemento negativo. E' solo una questione di... Angolazioni. Le differenze aiutano la completezza. Se le critiche (negative o positive) arrivano con toni e motivazioni differenti ti permettono di valutare con maggiore attenzione. Trattandosi poi di blog al singolare, naturalmente si deve tenere conto dei "gusti" del/la blogger e a questo punto interviene la presunzione di conoscerli, di averli individuati. Il bello si scopre quando una recensione ti spiazza, quando ti accorgi che i generi possono avere una sovrapposizione. Quando ti rendi conto di non conoscere nemmeno le tue, di inclinazioni. E' a questo punto che metti in discussione lo stesso genere di appartenenza. Così ti puoi accorgere che il taglio "macho" di Pegasus non stride affatto se messo accanto a quello "lounge" dell'Angolo Nero.

9
01 Mar 2010
alle 09:37

AngoloNero

Dimenticavo: Luigi, mica ti ho capito, sai :)

8
01 Mar 2010
alle 09:36

AngoloNero

Grazie per le vostre risposte.

In realtà io sono d'accordo con Paola (pur non essendoci consultate prima) e di conseguenza con Cristiana, Annalisa e Fabio: non ho mai pensato che l'Angolo Nero potesse avere un'etichetta al femminile. 
Non mi sono nemmeno mai posta il problema, a dire il vero.

Il discorso sull'assenza di genere mi piace molto perché io stessa lo vivo così. 

Paolo: grazie per il "bella" :) In realtà nel mondo dei gialli/noir la presenza femminile non è così marcata (solo ultimamente sono venute fuori un manipolo di scrittrici, ma fino a dieci anni fa era un'enclave prettamente maschile).

Enzo: sei la voce più dissonante e pertanto quella più interessante, quindi ti chiedo: noti delle differenze tra (ad esempio) L'Angolo Nero e Thriller Cafè o Pegasus Descending? (Non cito Corpi Freddi e Thriller Magazine perché sono blog collettivi). Differenze nell'esposizione, nella resa dell'informazione.

 

A tutti: grazie ancora delle risposte, continuiamo a parlarne :)

7
01 Mar 2010
alle 03:15

PAolo

Il fatto che la blogger sia una bella donna mi intimidisce sempre molto.

Ma trovo nei blogger al femminile una certa attenzione per il dettaglio e una costanza che mancano altrove. E poi, specialmente per quanto riguarda la scrittura, il mondo dei libri è un mondo almeno al 70% femminile (almeno dalle mie parti): è quindi giusto che la percentuale di chi scrive di libri sia proporzionale.

6
01 Mar 2010
alle 00:24

Enzo Chiarini

1) Si. Perché conoscere l'identità del/la blogger, prima di scoprire il blog stesso (come fu per me nel caso dell'Angolo Nero), mi ha inevitabilmente portato al reparto etichettatura.

2) Si. La percezione è condizionata dalla sana e innegabile contrapposizione tra i generi maschile e femminile che, talvolta, personalmente può degenerare in stoico sciovinismo. Ahime.

5
28 Feb 2010
alle 23:42

Fabio Lotti

Mai pensato ad un blog al femminile. L'ho trovato solo intelligente almeno fino alla mia entrata.

4
28 Feb 2010
alle 23:27

Paola

In realtà l'idea di questo incontro, all'interno di una giornata giocata sul confronto tra modelli femminili-maschili in vari settori, sarebbe quella di dimostrare l'assenza di genere in un contesto in cui preparazione tecnica, fantasia e conoscenza sono i veri requisiti che fanno la differenza. Anche se per quanto riguarda fantasia e cura del "prodotto" blog, secondo me la differenza molto spesso si vede, ancora prima di andare a scrutare nel profilo del blogger. Ma ne parleremo domenica....

 

3
28 Feb 2010
alle 22:23

Annalisa

Sono d'accordo con Cristiana. Questo è un bel blog, ed il fatto che tu sia una donna non ha nessuna influenza sulle tue critiche e recensioni, che ho sempre trovato ben fatte ed estremamente "attendibili", se così si può dire. Sei esperta, professionale e molto acuta nelle cose che dici. E questo non c'entra niente col fatto che tu sia una donna, ha molto a che fare, invece, con la persona che sei tu.

P.S. Quanto vorrei venire anch'io domenica!!! Ma è lontanissimo....

2
28 Feb 2010
alle 19:48

LB

bel posto, voi donne vi trattate bene.

1
28 Feb 2010
alle 19:23

Cristiana Danila Formetta

Non so se ti farà piacere, ma non ho mai pensato ad Angolo Nero come un blog al femminile. Personalmente la trovo riduttiva come etichetta, il tuo è un bel blog e basta ;-)

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