Il blog del mistero
Lars Kepler
L'ipnotista
Longanesi
Traduzione di A. Bassini
Pagine 594
Prezzo 18,60 euro
Sta arrivando. Presto nelle librerie e nelle vostre case. L'ipnotista è il caso editoriale di inizio d'anno. Cosa piuttosto inconsueta per il mercato svedese, il romanzo è stato venduto all'estero prima ancora della pubblicazione in madre patria: un po' come è accaduto a Donato Carrisi con Il suggeritore.
Successo - corredato da polemiche - accresciuto dal fatto che all'inizio non si conosceva l'identità dell'autore: non esiste infatti alcun Lars Kepler tra gli scrittori svedesi. Kepler è lo pseudonimo di una coppia, Alexander Ahndoril e Alexandra Coelho Ahndoril, sposati tra loro ed entrambi scrittori.
In attesa di scoprire il perché di questa scelta, posso anticiparvi che L'ipnotista è un buon thriller e promette ciò che mantiene. Ma, a differenza di ciò che qualcuno sostiene, non si tratta dell'epigono di Stieg Larsson: stile e contenuti sono molto diversi rispetto alla Millennium trilogy. Lars Kepler è piuttosto il Jeffery Deaver svedese.
L'ipnotista è strutturato su due diversi percorsi che fanno entrambi capo a un unico protagonista. Le indagini iniziano da un violento omicidio maturato in ambiente familiare. Il sospettato, unico superstite di un eccidio insieme alla sorella, è ricoverato in gravi condizioni all'ospedale. Il medico di turno decide di consultare il dottor Erik Maria Bark, psichiatra specializzato nella cura dei soggetti che hanno subito traumi violenti. Bark era solito usare l'ipnosi sui suoi pazienti, ma ha smesso dieci anni prima per motivi non subito chiari.
A un certo punto delle indagini, coinvolto in prima persona, Erik ricorda il suo ultimo gruppo di pazienti sottoposti a ipnosi, un gruppo che gli ha creato molti problemi. E forse proprio in quel gruppo si nasconde l'identità di qualcuno che adesso sta aiutando un assassino in fuga...
Il romanzo sarà da domani nelle librerie. Consistenti anteprime, incluso il primo capitolo, sul sito dedicato. Qua invece il booktrailer.
Fabio, non è male ma secondo me non è il tuo genere, troppo thriller :)
A me gli occhi!...:)
Concordo al 100%, kick. Il paragone in questo caso non giova!
Sì, Claudio, ha qualcosa di Fitzek, in effetti (soprattutto rispetto a Il bambino, più che al Ladro di anime).
l'ho recensito ieri sera pure io :)
A me è piaciuto. I paragoni rischiano di creare attese errate, ma preso per quel che è, credo sia un buon romanzo, con una trama interessante e un ottimo ritmo...
Pollice up!
Detto così mi ricorda un po' "Il ladro di anime". Molto bello il book trailer!
alle 22:58
Fabio Lotti
Prima di tirare il calzino ormai leggo di tutto. L'ipnotismo poi non è una cosa nuova. Andava di moda anche ai tempi di Carr...