Il blog del mistero
Bentrovati. Per contrastare la melassa del Natale, in questi giorni ho terminato la lettura di tre libri particolarmente violenti: Pozzoromolo (MeridianoZero) di Luigi R. Carrino, I Cariolanti (Elliot) di Sacha Naspini e La ragazza della porta accanto (Gargoyle) di Jack Ketchum (e mo' vi toccano le recensioni di tutti e tre!)
Ai primi due spetta ex aequo la palma di miglior libro italiano dell’anno. Ex aequo perché è pressoché impossibile scegliere: hanno stile e linguaggio molto diversi, più immediato quello di Naspini, più elaborato quello di Carrino.
Per una coincidenza involontaria, i tre romanzi sono accomunati dal fatto di trattare il tema del disagio psicologico e dell'emarginazione, ma in modi molto diversi tra loro.
Inzio da Pozzoromolo per motivi sentimentali (è arrivato, Luigi, e arrivato).
Luigi R. Carrino
Pozzoromolo
MeridianoZero
Pagine 288
Prezzo 15,00 euro
Dopo Acqua storta, Luigi Carrino racconta un'altra storia di diversità. Lo fa attraverso la voce di Gioia, io narrante di Pozzoromolo. Rinchiusa in un OPG (Ospedale Psichiatrico Giudiziario) per qualcosa che non ricorda di aver commesso, Gioia scrive in continuazione, scrive e riscrive il suo passato, scompone e ricompone frammenti di memoria che si sovrappongono al presente.
In un tempo sconnesso e senza senso (41 febbraio, 51 marzo...), ricordi nitidissimi si alternano a memorie falsate da un pietoso oblìo chimico e dalla provvidenziale, seppur parziale, rimozione di eventi dolorosi.
Rinchiusa (non tanto fisicamente ma) nel loop del suo cervello malato, ulteriormente obnubilato dagli psicofarmaci che scandiscono le giornate, Gioia rivede i fantasmi della sua esistenza: la madre, il padre, il fratellino Luca, lo zio Giggetto, i nonni e Mario, l’uomo che lei ha amato e che l’ha portata sulla strada della prostituzione.
I fantasmi tornano e sono armati degli strumenti di tortura: Mario e la sua sigaretta accesa, la madre e gli spilli, Luca e la benda sugli occhi.
Gioia è nata sbagliata: donna in un corpo da uomo, sensibile in un mondo insensibile, è destinata al fallimento umano. Nella sua diversità ha smarrito la percezione di sé: vede solo il suo corpo di donna attraverso l'esteriorità femminile - gli abiti e i trucchi che usa, e che da bambino prendeva in prestito dalla madre. Tutta la sua vita è segnata da un unico interrogativo: "Ma tu, tu me vuo' bbene a mme?".
In attesa di un riscatto che non avverrà, in balìa di Anna e Samuele, infermieri, del dottor Mancuso e del dottor Allocca, dalle cui decisioni dipende la possibilità di vivere o sopravvivere, Gioia vive in un eterno presente in cui si perpetua un dolore ottuso e costante.
Pozzoromolo dà un senso nuovo alle pubblicazioni di MeridianoZero, editore spesso liquidato in fretta come "noir".
La scrittura di Luigi Carrino deve molto alla poesia, per assonanze e musicalità. Il lettore può aprire a caso una delle pagine del diario di Gioia ed essere certo di trovare un rigo "importante". Carrino usa una lingua mista, italiano e dialetto, difficile e semplice al tempo stesso. Con parole misurate, mai buttate a caso, racconta l'Italia povera, provinciale e ignorante che ha partorito un fiore di rara sensibilità e fragilità come Gioia.
I ricordi di un tempo materiale molto vivido (la pubblicità, le canzoni, i libri), la rappresentazione della città e della campagna, la violenza di certe scene fanno di Pozzoromolo un romanzo indimenticabile. E di Luigi Carrino un autore a cui guardare con grande attenzione.
Due recensioni autorevoli: Francesca Mazzucato e Marco Simonelli su Nazione Indiana.
All'anno prossimo, Liz :)
Già... grande Gigio! :) Buon anno Ale a te e a tutti i tuoi commentatori.
Al prossimo, allora!
Liz
Ma sono io che ringrazio te, Gigio, per esserci e per essere come sei :)
ti ringrazio assai, ale, anche qua.
la tua recensione è precisa, corposa, e coglie le caratteristiche salienti del mio libercolo.
ad averceli recensori così :)
Un saluto a te, a gli altri commentatori e buon anno :)
gigio
Letto anche io "Acqua storta" ed era un bel libro. Su questo mi fido di Alessandra.
Ugo: merita, davvero. È un libro con L maiuscola, o un romanzo con la R maiuscola, fai te :)
Francesca: ma grazie! E io che l'ho letta e riletta pensando di non riuscire a rendere la bravura dell'autore... :)
sto leggendo Pozzoromolo. Alessandra, fra tutte la tua è la rece che mi è piaciuta di più.
un caro saluto,
francesca cenerelli
Io di Carrino ho letto Acqua Storta e l'ho trovato un romanzo magnifico. Questo ancora mi manca, ma rimedierò :)
alle 19:07
francesca cenerelli
Alessandra, mi sono permessa anch'io di parlare di Pozzoromolo, ma da lettrice! ti lascio il link quassotto, se vorrai cuiosare!
un abbraccio
francesca cenerelli