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Vargas, Keyes, Rinaldi

Sabato 28 Novembre 2009, 12:49 in Novità segnalate dagli editori di
Vargas-Senna.jpe

Fred Vargas
Scorre la Senna
Einaudi
Traduzione di Margherita Botto
Pagine 100
Prezzo 13,00 euro

«Cosí, se la gente non facesse tante storie con il Natale, ci sarebbero meno tragedie. È delusa, la gente, per forza. E questo scatena dei drammi. Solo in ufficio, Adamsberg scarabocchiava, tenendo un taccuino appoggiato sulle cosce. Aveva scelto il turno di notte insieme a Deniaut, che sonnecchiava all'ingresso. Era il 24 dicembre, una sera speciale, tutti gli altri erano fuori. Si accingevano a festeggiare l'entrata in scena dell'inverno. Alcuni non se la sarebbero persa per nulla al mondo e i piú non erano riusciti a sottrarsi. Per Jean-Baptiste Adamsberg era diverso: temeva il Natale e si teneva pronto. Natale e la sua sfilza di incidenti. Natale e la sua legione di drammi. Natale, la notte efferata».

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Daniel Keyes
Una stanza piena di gente
Ed. Nord
Traduzione di Natalia Stabilini e Isabella C. Blum
Pagine 544
Prezzo 19,00 euro

Billy Milligan, ventidue anni, viene arrestato il 27 ottobre del 1977 in Ohio con l'accusa di aver rapinato, rapito e stuprato tre studentesse universitarie. Le prove sono schiaccianti. Durante la perizia psichiatrica però emerge una verità sconcertante: Billy soffre di un disturbo dissociativo della personalità. Dentro di lui vivono dieci personalità indipendenti: dal gelido Arthur che parla e legge l'arabo, a Christene - 3 anni - che soffre di dislessia, dal pittore di 14 anni, al ragazzo croato esperto di karate. La corte è scioccata e per la prima volta negli USA l'imputato è giudicato non colpevole per infermità mentale. Sarà in istituto che emergeranno altre 14 identità autonome di Billy, tra cui il "Maestro" che sintetizza e coordina la vita degli altri. È grazie alla sua testimonianza che Daniel Keyes ha potuto raccontare la vera storia di un uomo la cui mente è come una stanza piena di gente.

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Patrizia Rinaldi
Blanca
Dario Flaccovio editore
Collana Gialloteca
Pagine 208
Prezzo 14,00 euro

Il commissario Martusciello e l’ispettore Liguori sono alle prese con tre casi di scomparsa e una morte sul fondo di un cratere. Blanca, esperta di decodifica e di intercettazioni, li aiuterà nella ricerca del brusio dei fatti. Lo rintraccerà nell’intelligenza sentimentale più che nella tecnologia. I tre affrontano indagini che si muovono per le strade di Napoli: da Posillipo ai 600 Alloggi, dal Corso al Casale, dai sobborghi industriali ai palazzi antichi. Nella città dove periferia e centro si abbracciano, i segreti hanno voci femminili di amori difficili. La vittima è, ancora una volta, una donna.

 

13
13 commenti
13
02 Dic 2009
alle 20:50

AngoloNero

Kick: sono curiosa.

Sergio: come non darti ragione? A volte sento davvero il bisogno di fermarmi su un libro, di non leggerlo di corsa per poi passare a uno degli altri che si impilano inesorabilmente sui miei scaffali.

Fabio: si trovano, si trovano anche qua. Rari, ma ci sono.

12
01 Dic 2009
alle 17:34

Fabio Lotti

Figurati se in gran parte non sono d'accordo, vedi "La semplicissima arte del delitto" I e II (il superlativo è tutto un programma) che ho scritto per il blog del giallo Mondadori. Però qualche libro (raro) da stomaco di vacca si trova anche qui...

11
01 Dic 2009
alle 16:11

Sergio Rufo

Ciao Fabio. La Vargas e' talmente brava da esulare dal rigido schematismo del genere. O se preferisci trasforma un romanzo di genere in pura narrativa. La letteratura e' un altra cosa per me. Sicuramente i suoi romanzi polizieschi valgono molto di piu' di un semplice noir o di un semplice poliziesco (come dici tu) ma questo potrebbe essere anche dovuto , oltre alla sua bravura, dall'abitudine di leggere davvero male in questo genere che si fa leggere e vuole essere letto troppo in fretta. Vedi il problema e' uno: la supersvalutazione ( lo dimostrano festival di ogni genere) di un prodotto che ha perso l'originalita' che poteva avere prima: il noir e simili sono diventati un'industria, un prodotto da consumare e da buttare. Tutto questo avviene con una velocita' supersonica, con ingordigia: bisogna essere bulimici lettori per essere lettori di un noir di un certo tipo (non tutti); poi, naturalmente, devi trovare il modo di smaltire il " troppo" senza metabolizzarlo pena diventare obesi. Cosi' puoi ricominciare da capo.... La letteratura, invece, richiede uno stomaco diverso - se vuoi - uno stomaco da vacche: bisogna rimuginare. E' qui che c'e' tutta la differenza tra il consumo e l'assimilazione. La Vargas sta in mezzo, sta' in un noir che diventa narrativa sopraffina: trasversalmente al genere specifico si distingue per comicita', per ambientazioni, per un pizzico di filosofia ( Danglard il Cartesiano, Adamsberg il Platonico), per una scrittura non settoriale, per surrealismo, per un po' di misticismo, in un mosaico perfetto. Se fai caso nella Vargas poco importa chi e' il colpevole e tanto meno importa l'efferatezza di un crimine: a catturare l'attenzione sono i caratteri dei personaggi, talmente precisi, talmente folcloristici ( anche i minori , persino i cani come in un Saramago) da rimanere impressi nella memoria per sempre. Un noir generico dopo un anno che lo hai letto lo hai dimenticato tutto. Un anno? ah! oggi sono di manica larga.

10
01 Dic 2009
alle 16:05

kick

Keyes non è un autore giallo/noir; ha vinto un premio Hugo (e poi un Nebula) per Fiori per Algernon: un bellissimo racconto (e poi romanzo) di science-fiction in cui riversa le sue competenze di psicologo.

Negli anni è passato alla non-fiction: questo libro parla di un uomo con 24 personalità distinte. Uno dei pochi casi di MPD riconosciuti.

9
30 Nov 2009
alle 20:38

AngoloNero

Keyes non lo conosco per niente!

Vargas è sempre Vargas, anche se piccola :)

8
30 Nov 2009
alle 18:29

Fabio Lotti

Però, Sergio, la Vargas dà al "racconto di genere" quel respiro per cui anche certi romanzi polizieschi possono diventare letteratura...

7
30 Nov 2009
alle 10:55

Sergio Rufo

La Vargas e' l'esempio eclatante di come tutte le regole generali per scrivere un noir, che tanto assillano certi autori, valgano poco piu' che niente. Zero totale. Il noir della Vargas e' un noir anti-genere: Adamsberg e Danglard sono personaggi universali: potrebbero uscirsene da un noir e infilarsi direttamente in qualsiasi altro genere. Anche filosofico: in fondo sono due filosofi, e anche le ambientazioni generali in cui vivono si prestano a qualsiasi tipo di narrativa. Ovvio che la Vargas li riconduca al noir costringendoli a vivere certe situazioni. Leggere la Vargas ( super consigliatissima) ha un solo rischio: che aprendo un suo libro i suddetti personaggi , ma anche i tre storici, se ne scappino via un poco annoiati da tanti limiti strutturali del racconto di genere. Loro sono dei creativi e come tutti i creativi non conoscono regole.

 

6
30 Nov 2009
alle 09:39

Fabio Lotti

Scusa Alessandra e scusate ragazzi ma chi desidera conoscere quale sia la mia vera paura nel leggere i romanzi polizieschi vada su http://corpifreddi.blogspot.com/ 

Scusate ancora l'interruzione.

 

5
29 Nov 2009
alle 22:55

kick

Ho Keyes, conto di cominciarlo presto: Fiori per Algernon è un capolavoro, sono molto fiducioso anche per questo...

4
29 Nov 2009
alle 21:44

PAolo

È uscito più di cinque anni fa in Francia- lo raccomanderei solo ai fan & completisti, i romanzi più recenti della saga di Adamsberg sono secondo me molto più interessanti.

3
29 Nov 2009
alle 18:44

liz

già... 

Liz 

2
29 Nov 2009
alle 12:12

AngoloNero

Lo sto leggendo, Paolo, e anch'io mi ero chiesta se non si trattasse giusto di una strenna natalizia.
È piccino-piccino-picciò :) Buffo :)

1
29 Nov 2009
alle 01:01

PAolo

Coule la Seine è un libro "minore" della saga di Adamsberg... Tre raccontini, di cui solo "Salut et Liberté" è abbastanza corposo (e divertente) e tra l'altro sembra un po' l'idea originale sviluppata poi in "L'homme  aux cercles bleus." Comunque un bel regalino natalizio, da leggersi tra un boccone e l'altro, anche se non so se sia la migliore introduzione a Vargas

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