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Brenda, Cafasso e la realtà che supera la fantasia

Venerdì 20 Novembre 2009, 19:29 in Un delitto al giorno, Varie di

Se io fossi uno scrittore, non mi azzarderei a mettere nella trama di un romanzo giallo l'incredibile serie di coincidenze che riguardano l'affaire Marrazzo.
Perché quello che sta accandendo sotto i nostri occhi ha dell'inverosimile.
La vicenda inizia a via Gradoli, la strada di Roma tristemente nota per via del sequestro Moro, in una mattina dei primi di luglio. E già qui la vicenda assume una piega grottesca.
Durante un'irruzione dei Carabinieri, l'allora governatore del Lazio viene trovato (e filmato) in atteggiamenti compromettenti (quanto compromettenti? Non si sa). Sicuramente era con un transessuale e quasi sicuramente c'era di mezzo della cocaina.
Ma la vicenda non finisce subito sui giornali: per qualche mese i quattro Carabinieri tentano (?) di ricattare Piero Marrazzo.
Il giornalista e politico perde completamente la ragione: nonostante che abbia a disposizione diversi mesi (da luglio a ottobre) per imbastire uno straccio di spiegazione plausibile, o almeno una versione coerente della storia, quando tutta la vicenda viene allo scoperto crolla miseramente. All'inizio nega e si contraddice, poi sparisce.
Aggravando la sua posizione oltre ogni ragionevole comprensione umana.
I quattro Carabinieri (Carabinieri? delinquenti, altro che...) indagati, prontamente arrestati dai loro stessi colleghi, non hanno mai riscosso gli assegni. Forse. Non si sa che fine abbiano fatto, al momento non se ne parla più.
Ma ci sono i retroscena.
Prima che il caso esploda in tutto il suo impatto mediatico, il procuratore di trans e pusher Gianguarino Cafasso muore di overdose il 12 settembre. Sparisce anche il suo telefonino.
È di oggi la notizia che la trans Brenda è rimasta uccisa da un incendio scoppiato nel suo monolocale, dopo essere stata minacciata e ferita nei giorni passati.

Se fossi uno scrittore con inclinazioni complottiste, citerei il caso di Ustica, i cui protagonisti e comprimari avevano un'incredibile propensione alla morte accidentale

Sul serio, se leggessi un noir così strutturato penserei che no, a Roma cose così non succedono, non ha senso, sarebbe stato meglio ambientarlo nel Bronx. E pure lì avrei avuto qualche dubbio sulla credibilità della vicenda.

Ma io non sono uno scrittore, e un libro così non è stato scritto. Io sono un cittadino e un funzionario di questo Stato. E, di fronte a queste cose, ho paura. Certo, poi magari tra 26 anni un supertestimone tirerà fuori un altro brandello di verità.

Però se questa vicenda potesse fermarsi ora, prima che qualcun altro rimanga coinvolto in un incidente automobilistico o domestico o sparisca misteriosamente, sarebbe molto, molto meglio.

 

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5 commenti
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22 Nov 2009
alle 21:40

Vito B.

Ottima reazione (non lo trovo sbagliato), quando ci vuole ci vuole e talvolta è davvero un fatto di legittima difesa.

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22 Nov 2009
alle 19:42

AngoloNero

Lo so, Vito, ma a volte è dura.
Nell'ultima settimana mi sono sentita totalmente priva di protezione, e la mia prima reazione è stata pensare di usare la violenza e farmi ragione da sola.
Sbagliatissimo, lo so, ma ci sono stati momenti in cui urlare e minacciare mi è sembrata l'unica via d'uscita.

3
22 Nov 2009
alle 19:01

Vito B.

Sbagliato, è proprio chi sa di non avere nulla a che spartire con certa spazzatura che deve far sentire la propria voce di italiano.

2
22 Nov 2009
alle 17:44

Giovanni Zucca

“Ci sono giorni che davvero, farei volentieri finta di non essere italiana.“

Sostituisco l'ultima parola, anzi l'ultima lettera (a) con una (o) e sottoscrivo completamente.

1
20 Nov 2009
alle 21:19

AngoloNero

Aggiungo che ho avuto una settimana pesantissima: qualcuno è entrato nella mia posta elettronica e si è letto la mia corrispondenza degli ultimi anni; la concessionaria della Smart ha provato a fregarmi; e stamattina ho assistito a un episodio mafioso dentro uno dei più noti e strombazzati Ministeri d'Italia.

Ci sono giorni che davvero, farei volentieri finta di non essere italiana.

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