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Il testamento di Nobel: la svedese Liza Marklund vuole cambiare il mondo attraverso i libri

Giovedì 12 Novembre 2009, 08:53 in Conversazioni di
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Introdotta dal rappresentante dell'Ente Turismo svedese, Liza Marklund ha presentato al pubblico romano il suo ultimo romanzo, Il testamento di Nobel (Marsilio).

Assisitita da una brillante traduttrice e dalle domande di Sebastiano Triulzi, la Marklund ha raccontato le esperienze di vita e di lavoro che si sono poi riversate nei suoi libri. Diventata giornalista "per cambiare il mondo, perché accontentarsi di qualcosa di meno?", la Marklund prova a fare la stessa cosa anche da narratrice.

Liza Marklund ha anche fondato una casa editrice con lo scopo di dare agli scrittori la possibilità di vivere dei loro libri, senza la necessità di dover mantenere un eventuale altro lavoro. La casa editrice copre tutte le spese di pubblicazione e i profitti vengono divisi tra editore e autori. In questo modo l'autore guadagna circa il doppio di quanto guadagnerebbe pubblicando altrove. "Le altre case editrici non hanno apprezzato", sottolinea la scrittrice.

Liza Marklund si inserisce nella tradizione scandinava (iniziata negli anni Sessanta) di esplorare e criticare la società attraverso la letteratura di genere. Perché questo processo possa nascere e svilupparsi, però, bisogna che ci sia una democrazia matura: in Spagna il giallo ha preso piede da 5 anni circa, in Argentina non esiste una letteratura di genere.

Se agli occhi del lettore italiano la Svezia può apparire come la patria dei diritti civili, chi conosce la realtà svedese sa che esiste un diffuso maschilismo violento e che sono frequenti hate crimes e violence contro le donne.

La sua protagonista, la giornalista Annika, è un'anti-Lisbeth Salander: fa da mangiare per i bambini, discute col marito della gestione familiare, le viene chiesto di essere madre, amante e donna impegnata. Ma, come Lisbeth Salander, Annika è un po' troppo di tutto. Fa troppi errori, "errori che alle donne vere non vengono perdonati, e se esistesse una donna così, forse non la sposerei", dice la Marklund. 

L'aspetto più interessante dei romanzi della Marklund è l'analisi del potere, di come si raggiunge il potere e di come lo si mantiene. Vincere un Nobel dà potere. Ma anche essere giornalista dà potere, perché è facile abusare dell'informazione rendendola in modo distorto o compiacente.
L'ambizione della scrittrice è quella di trascinare il lettore "dietro lo specchio" per mostargli le stanze in cui viene costruita la realtà.

Liza Marklund, soprannominata la First Lady del giallo svedese, giornalista, scrittrice e moderatrice tv, è l'autrice della serie poliziesca di Annika Bengtzon, un successo internazionale. Con il marito e i tre figli, vive tra la Svezia e la Spagna. Di Liza Marklund, Marsilio ha già pubblicato Il Lupo Rosso.  

 

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