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Di tutti e di nessuno di Grazia Verasani

Martedì 10 Novembre 2009, 08:44 in Il parere dell'AngoloNero di
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Grazia Verasani
Di tutti e di nessuno
Kowalski
Pagine 240
Prezzo 15,00 euro

C'è voluto poco per leggerlo e molto per metabolizzarlo. Di tutti e di nessuno, ultimo romanzo di Grazia Verasani, è un romanzo difficile. Per i temi trattati, innanzitutto - mi verrebbe da dire la solita violenza sulle donne, se non fosse che l'argomento è talmente devastante che non se ne può parlare in questi termini -, per la vena malinconica che solca le pagine, per il senso di occasioni perdute e treni non presi che si perpetua fino alla fine.
Inizia con un abbandono - l'investigatrice Giorgia Cantini lascia il suo giovane amante - e continua con due storie diverse, quella della liceale Barbara, che si è chiusa in sé stessa e ha smesso di andare a scuola, e quella di Franca, la Ragazza dei Rospi, trovata morta in un parco.
Le due storie non si intrecciano se non nella mente di Giorgia, che le segue in parallelo e coglie le differenze tra l'adolescenza di Barbara, apparentemente dorata, e la sua adolescenza di ragazza degli anni Settanta, ai tempi del gruppo rock e della banda del muretto nel quartiere sotto casa. È l'occasione per andare a ripescare i vecchi amici, per grattare via la polvere dalla memoria, per ricordare i dischi di vinile. Contro le festicciole a base di cocaina, la noia e le macchine di lusso dei diciottenni di oggi.

Di tutti e di nessuno segna anche l'arrivo di un nuovo personaggio, Genzianella, una ragazza d'altri tempi che il maresciallo Cantini "affida" alla figlia perché le faccia da segretaria. Vestiti buffi quanto il nome e risorse inaspettate.

Sulla scrittura: la Verasani fa musica anche quando scrive. Il romanzo scorre come una canzone, piacevole, orecchiabile e mai banale.
Ho qualche remora a definirne il genere, viste le recenti discussioni, ma a mio avviso si tratta di un noir psicologicamente violento (precisazione necessaria perché di solito per violenza si intende quella fisica). Se proprio vogliamo etichettarlo. Se no chiamiamolo per quel che è, un bel romanzo. E basta.

Qui l'intervista a Grazia Verasani su Repubblica.

Vi lascio con qualche riga e uno spunto di riflessione:

Afferro il pacchetto di Camel dal tavolo.
"Devi tornare nelle nostre zone" insiste.
Ecco l'effetto circolare: si torna sempre al punto di partenza.
"Mi si è riaperto il vaso, sarà la nostalgia, sarà che invecchio, ma la gente che ho conosciuto da giovane mi sembra la migliore che abbia mai incontrato. Non so come spiegarti... Quelli, per me, sono ricordi perfetti."
Allora penso che tra non rivedere mai più una persona e saperla morta non c'è nessuna differenza, e che nella memoria esiste un solo amore perfetto: quello per chi, volente o nolente, non fa più parte della nostra vita.

8
8 commenti
8
12 Nov 2009
alle 20:53

Fabio Lotti

Moribondo quasi, distratto di sicuro...

7
12 Nov 2009
alle 17:12

AngoloNero

Verasani, Fabio, Verasani... :) A meno che tu non volessi riferirti a Nicoletta!

6
10 Nov 2009
alle 13:24

Fabio Lotti

Per fare un discorso generale sulla letteratura poliziesca, sempre relativo al mio gusto di vetusto e moribondo lettore, noto:1) uno sciupio incredibile di parole; 2) una esacerbazione della tecnica (frasettine brevi e martellanti, frasette in corsivo,...); 3) una esagerazione nei toni (più si urla e più si pensa di fare paura, per esempio); 4) una voglia di complicare anche se non ce n'è bisogno. Allora si inventano finali con il triplo salto mortale (non è il caso della Vallorani) quando ne basterebbe uno ben fatto. Insomma una offerta di "troppo" che a me non piace. Esistono, fortunatamente, le eccezioni.

5
10 Nov 2009
alle 12:04

Fabio Lotti

La "chiusura" era sottintesa (per forza deve esserci) ma senza ulteriori "complicazioni". Insomma mentre il primo "finale" mi pare bello e naturale, il secondo mi sembra, invece, forzato. Ma si tratta di gusto personale e non ho difficoltà a recepire la tua osservazione.

4
10 Nov 2009
alle 11:57

AngoloNero

Beh, ma una "chiusura" doveva pur esserci, mica poteva finire in pieno marasma...

3
10 Nov 2009
alle 11:55

Fabio Lotti

Era stato raggiunto il momento più alto di pathos, un pò commovente se vogliamo. Inutile sciuparlo. Ma non ci fare caso che io sono per la semplicità, a volte anche troppa...

2
10 Nov 2009
alle 11:39

AngoloNero

Dici? Non mi è sembrato...

1
10 Nov 2009
alle 11:34

Fabio Lotti

Un bel romanzo con un doppio finale che mi lascia perplesso. Quando si vuole complicare...

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