Il blog del mistero
Massimo Lugli
L'istinto del lupo
Newton Compton
Pagine 336
Prezzo 9,90 euro
Era uno dei 5 finalisti al tanto discusso premio Strega di quest'anno. Ha conquistato un onorevole terzo posto e si è ritirato in sordina, senza rilasciare dichiarazioni di fuoco alla stampa. Questo sarebbe già un buon motivo per leggere L'istinto del lupo, di Massimo Lugli. Infatti l'ho letto, non senza un pizzico di prevenzione, visto che del precedente non si era detto un gran bene, in giro. Beh, L'istinto del lupo è una vera sorpresa. E' un romanzo a metà tra il noir e il Bildungsroman. Inizia come un noir - un uomo in una cella della prigione, in procinto di uscire per fine pena - e continua come un racconto a ritroso: perché quell'uomo è lì? Chi o cosa lo ha portato in galera?
La storia di Lapo-Lupo è raccontata dall'infanzia in poi, con un'enfasi particolare sull'anno della maturità, quando Lapo scopre la dimensione extra-libri ed extra famiglia-bene nell'incontro con Tamoa, un barbone con velleità da guru. Sarà Tamoa a costituire l'unico punto di riferimento per il fragile e solitario Lapo, già vessato dai compagni di scuola e da una famiglia distratta.
E fin qui, la formazione. In seguito però il romanzo prende una piega amara, con avvenimenti che non starò a raccontare e che ne determinano il carattere noir.
Calcando un po' la mano sulla parte fantasiosa, sfornando personaggi non sempre credibili e tuttavia affascinanti (si veda il gangster marsigliese che è vestito come un gangster marsigliese e si comporta come un gangster marsigliese, infatti è un gangster marsigliese), Lugli ha costruito un bel racconto d'avventura che ha per protagonista un insospettabile emarginato. Da oggi in poi, guardando le case di lamiera e gli stracci stesi ad asciugare al sole, sarà un po' più facile chiedersi da quale passato provengano quei "diversi" tanto simili a noi.
Lettura da ombrellone che lascia spazio alla riflessione.