Il blog del mistero
Matteo Righetto
Savana Padana
Editrice Zona
Pagine 122
Prezzo 13,00 euro
No. O meglio, ni. Succede che in un libro si ripongano troppe aspettative (soprattutto quando pubblichi la segnalazione e arrivano torme di sconosciuti a commentare: "Magnifico!", "Entusiasmante!", "Imperdibile!"). Succede quindi che io mi illuda di aver trovato il romanzo dell'anno. Sbagliato.
Oddio, Savana Padana in fondo non è terribile. L'idea è buona: raccontare in chiave pulp il nordest, anzi un paesino del nordest in cui le attività criminali sono ripartite equamente tra zingari, gangster cinesi, malavitosi locali e un carabiniere corrotto. Un mix letale che deflagra in occasione della festa di Sant'Antonio. Ok.
Il linguaggio però non sempre è all'altezza dell'effetto pulp che vorrebbe raggiungere. A occhio (perché ammetto che dopo il nessun'altro di pagina 11 ho iniziato a leggere di malavoglia e a pagina 54 i sette omicidi - quattro per arma da fuoco, due per arma da taglio, uno per strangolamento e uno per "sepoltura precoce", che dalle mie parti in totale fa otto - mi hanno dato il colpo di grazia) sarebbe servito un accurato lavoro di pulizia.
Troppe descrizioni. Troppe elencazioni. Non occorre ripetere quanto il Bestia sia feroce, nomen omen. Uno che di cognome fa Fetente non può che essere tale. Non serve rimarcare la proverbiale astuzia degli zingari. I cinesi appaiono e scompaiono, e soprattutto riappaiono al momento giusto per risolvere il finale spinoso con un tempismo sospetto. E via andando.
L'effetto pulp desiderato finisce per sconfinare (a mio modesto avviso, non sono un'esperta nel campo del pulp) nella macchietta stereotipata. Ora, io non so se questa cosa sia voluta, visto che Matteo Righetto è uno dei padri fondatori di SugarPulp (qui trovate il manifesto). Ma boh, insomma, non mi convince, ecco.
Ripeto: l'idea c'è, manca il modo di comunicarla efficacemente. Ma soprattutto, e non mi stancherò mai di ripeterlo, manco un sano editing accompagnato da una robusta correzione di bozze.
Perché leggerlo, quindi? Mah, perché in fondo è divertente, perché è breve, perché ha qualche guizzo simpatico. Ma sappiate che il paragone con Joe Lansdale presente nel booktrailer è a dir poco sacrilego. Poi, fate voi. Io vi ho avvisati.
ecco la citazione < Al lettore. Posso proporre una cosa? Questo non è un libro di "grandi riflessioni". Più che altro è come i film dell'orrore che guardavi alla sera tardi. Per goderlo al meglio mettiamo un po' di vento all'esterno. Un grosso ramo graffia la finestra. Sta tuonando e tu cominci a sentire il primo picchiettare della pioggia. Ti procuri una grossa ciotola di popcorn e un bicchierone di Coca-cola, abbassi le luci, accendi il televisore e ti metti a sedere sul divano. Un venditore di auto usate, con una camicia a scacchi, pantaloni color lavanda, scarpe bianche e tanta di quella lacca sui capelli che la testa sembra una boccia di plastica sta concludendo la sua tiritera sull'affare dell’anno. Il film sta per partire. Ci siamo. Sarà in bianco e nero. A parte il sangue. Quello sarà rosso vivo. Ci saranno alcune di quelle che mia mamma chiama "parolacce" e non ci saranno censori a tagliare la violenza. Ah, eccolo che comincia. I titoli di testa dicono ...>
Il paragone con Lansdale sarebbe addirittura sacrilego? Cito Lansdale, in una sua dedica:
Mi sembra perfettamente calzante con Savana Padana. E' questo lo spirito con cui leggerlo e lo si capisce sin dalle prime pagine. Se non ti ha convinto forse è perchè non lo hai letto con lo spirito giusto.
Vuoi dire che l'ho letto con troppa attenzione? :)
Critiche tutte condivisibili, ma penso che un libro come questo vada letto al volo senza pensarci troppo: un divertissement pulp da bere tutto d'un fiato tra una risata e l'altra.
Be i sette omicidi (che dalle tue parti fa otto)... Può darsi che uno dei 7 sia rimasto moribondo e poi ucciso per la seconda volta??? no eh???
alle 14:25
AngoloNero
Reanto: non escludo di averlo letto con lo spirito sbagliato, ma rivendico, insieme a Pennac, il diritto di dire che non mi è piaciuto. Posso? Oppure bisogna solo fare critiche ruffiane?
Matteo mi sembra in gamba e sono abbastanza certa che possa fare molto meglio di così.