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Io ti perdono di Elisabetta Bucciarelli

Giovedì 7 Maggio 2009, 00:50 in Il parere dell'AngoloNero di
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Elisabetta Bucciarelli
Io ti perdono
Kowalski - Coloradonoir
Pagine 256
Prezzo 14,00 euro

Da oggi in libreria.

Un incipit che spiega e contiene il nodo del romanzo: “Io credo che tutti alla fine si somiglino. Credo che tutti abbiano qualcosa o qualcuno da perdonare. Solo se stessi, magari. Ma sono anche convinta che perdonare non sia passare sopra alle cose con generoosità o leggerezza. Credo sia farsi lacerare e dilaniare fino a che la resa diventi inevitabile. Il perdono non è una dichiarazione di intenti. È una conquista.”
“È un cammino lungo, non devi avere fretta.”
“Ma poi si riesce a stare in pace? Perdonare e dimenticare il torto e chi l’ha commesso, se stessi e le proprie mancanze?”
“Solo Dio può perdonare il peccato. L’uomo, se riesce, può arrivare al massimo a perdonare il peccatore.”

Maria Dolores Vergani torna tra i monti della sua infanzia, chiamata da don Paolo. Nella valle si sono verificati diversi casi di rapimento. Sempre bambini, sempre riconsegnati alle famiglie dopo qualche giorno, quasi sempre dopo un abuso. I genitori non hanno denunciato i fatti per evitare ulteriori traumi ai figli. Stavolta però la piccola Arianna non è tornata, e sono passati quasi cinque giorni.
A Milano, intanto, il rinvenimento casuale di un “mucchietto di ossa” risalente agli anni Settanta apre una pista di indagini relative alla scomparsa di giovani donne – alcune prostitute, altre no. Mentre Corsari segue la traccia delle prostitute – tutte straniere, tutte imparentate tra loro – fino alla tratta dei giorni nostri, Vergani si occupa dell’unica italiana, Loredana Campi detta Lolli, cantante, scomparsa alla fine degli anni Settanta.
In mezzo, tanti uomini. E tanta confusione. “C’è traffico nella testa dell’ispettore. E un certo numero di buchi nel cuore. Non ha voglia di fare ordine. Lascia che sia. Per una volta. (...) La rinuncia è una rivelazione.”

Elisabetta Bucciarelli parla di pedofilia, prostituzione, stupro, ma non solo. Racconta, con molte sfaccettature, la difficoltà di essere madre e donna, i rapporti difficili e contrastati con gli uomini e a volte con le altre donne. La stanchezza di chi ha un figlio (Inga), la scelta di non averlo (Margot).
Temi difficili e complessi che l’autrice affronta con una scrittura affilata ma sobria, tagliente ma compos sui, efficace ma lieve. Non ammicca verso il lettore, non ne cerca la comprensione o la complicità. Esprime la verità nuda e cruda, la artiglia con rabbia graffiante e impotente. Racconta, soprattutto, la difficoltà di scendere a patti con se stessi in un mondo che sempre più spesso prima ci ferisce e poi ci chiede di dimenticare. “E nessuna possibilità di trasformare il dolore in perdono”.

Io ti perdono si muove sul confine tra noir e narrativa tout court. Per la verità, è uno splendido esempio di come i toni del noir siano adatti a raccontare l’Italia di oggi. Non è difficile, per chi sia abituato a riflettere, identificarsi in uno o più dei mille quesiti che Doris Vergani si pone, sul lavoro e nella vita privata. Riconoscere quanto sia complicato muoversi alla ricerca della verità e della giustizia quando le due non coincidono. Barcamenarsi tra i molteplici ruoli che la società ci affibbia. Districarsi al tempo stesso dai propri grovigli interiori, sempre in bilico tra il desiderio di lasciarsi andare e la necessità di tenere alta la guardia.

Non posso andare avanti ad incensare Io ti perdono perché io per prima diffido degli elogi sperticati, quindi mi fermo. Con il consueto, anzi più caloroso del solito, invito a leggerlo. Ne sentiremo parlare molto. Qui se ne riparlerà di sicuro.

Il blog di Io ti perdono.

Il blog di Elisabetta Bucciarelli.

L’intervista su Repubblica.
 

11
11 commenti
11
25 Giu 2009
alle 13:10

elisabetta

cara Elena, se poi vuoi parlarne io sono disponibile. Un abbraccio e mi trovi qui: posta@elisabettabucciarelli.it

Elisabetta

10
22 Giu 2009
alle 09:49

AngoloNero

Io dico di sì - visti i contenuti di ciò che etichettano per "young adults" direi che puoi ben leggere anche questo, che per di più è scritto molto meglio...

9
21 Giu 2009
alle 13:28

elena

salve io ho 15 anni sn una ragazza matura mi interesserebbe leggere questo libro ma ho paura che possa essere un pò troppo crudo. Voi che ne pensate posso acquistarlo??

8
21 Mag 2009
alle 15:33

Elisabetta

Caro Vito. I libri non scadono. Aspetterò che i tuoi figli crescano ;o)

un abbraccio a te e a tutti i cari amici qui sopra.

Elisabetta

7
19 Mag 2009
alle 10:47

Vito B.

Per pura curiosità in fiera a Torino ho assitito alla presentazione della Bucciarelli. Non avevo alcuna intenzione di comprare il libro. Certi orrori, anche se in misura meno gravi di quelli narrati da lei, devo già affrontarli per motivi di lavoro e non ho voglia di leggerli anche sui libri. Ho dei figli piccoli e queste storie mi fanno troppo male. Ho ascoltato la Bucciarelli parlare e ho colto la sua intelligenza e sensibilità e ho concluso che non poteva non essere bello. Ho comprato il libro, me lo sono fatto autografare e mi sono ripromesso di leggerlo quando i miei figli saranno più grandi.

6
13 Mag 2009
alle 12:35

Massimo Rainer

Giààà, piccolo il mondo, eh? ;-)

5
12 Mag 2009
alle 16:54

AngoloNero

Sì Massimo, ho visto su Anobii che ce l'hai anche tu :)

4
12 Mag 2009
alle 15:23

Massimo Rainer

un libro semplicemente splendido.

3
11 Mag 2009
alle 17:21

AngoloNero

È bellissimo...

2
07 Mag 2009
alle 19:56

kick

spero di cominciarlo presto, ma ne ho proprio un bel po' da leggere :-/

1
07 Mag 2009
alle 11:27

BodyCold

bell' articolo come sempre

questo libro dev'esser mio :)

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