Il blog del mistero
Marco Videtta
Un bell'avvenire
Edizioni e/o
Pagine 192
Prezzo 16,50
Appunti sparsi da una presentazione ben riuscita, la settimana scorsa, alla storica libreria Croce di Roma, insieme al professor Mauro Canali e all'autore Marco Videtta.
Dopo un prologo brevissimo, che contiene in sé tutti gli elementi del giallo, la storia vera e propria inizia sui monti del biellese alla fine di marzo del 1948. Fulvio Amitrano, napoletano, ex soldato della Repubblica Sociale Italiana, incontra in maniera del tutto casuale il giornalista Ninni Rocca di Milano Sera.
Questi mette in dubbio le certezze di Fulvio rispetto alla morte del fratello Lucio, fascista convinto, ucciso a Milano dai partigiani. O almeno così Fulvio ha sempre pensato. Ma se ci fosse una verità alternativa? Deciso ad andare fino in fondo, Fulvio inizia a girare per l'Italia ripercorrendo gli ultimi mesi di vita del fratello: prima Milano, dove incontra il questore Manfredini, poi a Roma.
Nel frattempo apprendiamo, dai flashback di Fulvio, la storia della famiglia Amitrano. Il legame tra i due fratelli, il desiderio di Lucio di diventare giornalista, la guerra dichiarata il 10 giugno del 1940 che cambia le esistenze di molti, la convinzione di arruolarsi: solo che Lucio non potrà farlo per via di un problema agli occhi, mentre Fulvio, che si era mosso sulla scia del fratello, è abile e arruolato e parte per la campagna di Russia.
Poiché i tentativi di scoprire i retroscena della morte di Lucio sono infruttuosi, Fulvio fa ritorno a Napoli, cercando di "andare avanti", di rifarsi una vita (lui, reduce di guerra in un mondo in cui non si riconosce più). Ma i dubbi sono tanti e troppo forti, e Fulvio tornerà a indagare...
Marco Videtta, sceneggiatore affermato ma schivo e alla mano come pochi (mantieniti così, per favore...), è al suo romanzo d'esordio da solista (il precedente, Nordest, era a quattro mani con Massimo Carlotto). Ha scelto di raccontare una storia che aveva in mente da anni, legata a vicende familiari. Per farlo ha usato documenti originali, diari di un parente, e ha letto montagne di libri sull'epoca del fascismo. Il risultato è un romanzo in cui la ricostruzione storica è perfetta nel quadro d'insieme e nei dettagli, vividi e nitidi. La storia ruota intorno alla famigerata banda Koch e a varie vicende e personaggi realmente esistiti, quasi tutti menzionati con il loro reale nome e cognome. Ma, parallelamente alla Storia con la S maiuscola, corrono anche le storie, quelle quotidiane. Si assiste alla disgregazione dei rapporti familiari, a un mondo che cambia troppo in fretta e in modi non prevedibili.
Ambientato in un'epoca storica di cui ancora si sa poco (molti dei documenti storici sono ancora coperti da segreto di stato...), Un bell'avvenire è un noir ben costruito, solido, interessante. A scanso di equivoci, la parte storica fa da sfondo a una vicenda molto attuale, come sono attuali i moventi e le passioni che da sempre animano gli uomini.