Il blog del mistero
Stieg Larsson
La regina dei castelli di carta
Marsilio
Pagine 864
Prezzo 21,50 euro
Il dottor Anders Jonasson detiene l'invidiabile record, per un medico, di non aver mai visto morire un paziente affidato alle sue cure. È per questo motivo che quando, durante il suo turno di guardia all'ospedale, arriva una ragazza di circa 25 anni, magra, sporca e con tre proiettili in corpo (di cui uno in testa) il dottor Jonasson fa di tutto per salvarla. Anche se riconosce in lei la famosa Lisbeth Salander, ricercata in tutta la Svezia per omicidio.
Nel frattempo Mikael Blomqvist è ammanettato in un vecchio casolare: in attesa di verificare l'improbabile storia raccontata dal giornalista, la Polizia non trova niente di meglio che fermarlo per resistenza e porto d'armi abusivo.
In questo modo il pericoloso Ronald Niedermann, che Blomqvist aveva immobilizzato, riesce a sfuggire alla cattura, seminando altri cadaveri nel corso della sua fuga.
Insomma, una nottataccia, tra Gosseberga e Göteborg.
Ma anche a Stoccolma le cose non vanno meglio. Erika Berger ha appena comunicato alla redazione di Millennium che quello è il suo ultimo giorno di lavoro. All'intera redazione salvo che a Mikael, irraggiungibile al telefono, per ovvii motivi.
Inizia così, con una velocità spettacolare, La regina dei castelli di carta di Stieg Larsson, ultimo (?) volume della Millennium Trilogy. Ma siamo davvero solo al'inizio, perché nelle successive 800 e passa pagine succede di tutto: servizi segreti deviati, spionaggio industriale, corruzione nelle alte sfere, ambizione, disinformazione intenzionale dei media, sfruttamento del lavoro minorile, passando ovviamente per le nuove tecnologie, la specialità di Lisbeth Salander. Che per oltre metà del romanzo rimane bloccata in ospedale mentre qualcuno si dà da fare per scagionarla.
Il tutto mentre sia la polizia che la Säpo, i servizi segreti svedesi, indagano per ricostruire la vicenda di Zalachenko e dare il via al processo a carico di Lisbeth. Una montagna di carte e cartacce (quelle del titolo) più o meno segrete, più o meno veritiere, che hanno l'obiettivo di ricostruire la figura di Lisbeth Salander.
Nel frattempo, a questo giro tocca a Erika Berger trovarsi in serio pericolo, mentre Mikael (c'è bisogno di dirlo?) se la spassa in un altro letto... (è lui, il vero uomo che odia le donne...).
I critici resteranno delusi: spiacente, per quanto mi sia sforzata di leggerlo in modo distaccato e obiettivo, questo Larsson è il migliore dei tre.
Non ha i tempi morti che affioravano qua e là nei primi due romanzi, migliora la tenuta della trama, ci sono molteplici filoni di indagine che si dipanano e si riuniscono alla fine. Aiuta il fatto che dopo tre volumi conosciamo i personaggi abbastanza da riuscire a seguirne le intricate vicende con una certa facilità.
La scrittura si struttura in paragrafi brevi e densi, che riprendono le vicende punto per punto e fanno dimenticare che si sta leggendo un libro che supera le 850 pagine.
Narrativa di evasione? Per noi, forse, ma sono ragionevolmente certa che gli svedesi l'avranno letto con tutt'altri occhi. Alla fin fine l'autore era pur sempre un giornalista politicamente impegnato, e non è escluso che i suoi libri abbiano il sapore della denuncia sociale agli occhi di chi in Svezia ci vive.
Se proprio bisogna fare un appunto, le ultime 50 pagine potevano essere sfoltite: ma sapendo che saranno - probabilmente - le ultime pagine di Larsson in assoluto che leggeremo, gli si perdona anche quello...
Link correlati:
Le lettere inedite di Larsson sul blog dell'editore Marsilio.
Il servizio su Benjamin (Tg1)
I fan della Millennium Trilogy...
...e i critici:
Carlo Fruttero (a scatola chiusa)
Antonio Pagliaro (qui sui primi due romanzi della trilogia, qui sul fenomeno Larsson)
G.P. Serino sul Riformista (ma secondo me lui non lo ha letto: parla di "scene di sesso estremo, lesbico e sadomaso" che sono praticamente assenti, circa tre pagine su quasi duemila, e funzionali alla storia, per di più).
(OK, ammetto di essere in minoranza fra i critici e i forti lettori. Ma chi ha detto che la maggioranza ha sempre ragione? E quale maggioranza? Il numero di copie vendute fa pensare che la maggioranza stia da un'altra parte...)
@Paolo: la conoscevo anche in italiano, esatta traduzione dell'inglese :)
@Antonio: forse mi sono spiegata male: ho scritto che parlavi del "fenomeno Larsson" e non del libro (sottinteso: il terzo, che è quello di cui si parla qua), che infatti, mi confermi, non hai letto. Ora cerco di spiegarmi meglio.
Perdonami, ma scrivere di me "anche lui sul fenomeno Larsson, senza aver letto il libro" è offensivo. Li ho letti eccome. Non il terzo, che infatti non ho mai commentato.
Ma i primi due me li sono sorbiti dalla prima all'ultima pagina e solo dei primi due ho parlato, mi pare in modo circostanziato. E il link corretto è questo:
alle 12:59
antonio p.
ok, grazie per la correzione.
Fra gli estimatori, hai dimenticato il più autorevole: D'Orrico (vedi ultimo Magazine).