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E dopo la Libreria del Giallo di Milano, chiude anche Murder One di Londra

Lunedì 5 Gennaio 2009, 12:23 in Varie di

murder%20one%20logo.jpg Anzi prima: la data della chiusura è fissata per il 31 gennaio 2009. Murder One, lo storico negozio londinese, chiude dopo 21 anni di attività.

Intervistato, Maxim Jakubowski ha detto che la libreria non ha mai avuto particolari difficoltà economiche, ma che  la situazione dei mercati, e la perdita di valore della sterlina nei confronti del dollaro, non lasciavano presagire nulla di buono per il futuro.
Meglio chiudere, quindi, senza lasciare debiti e con la reputazione immacolata.

Inizio d'anno molto duro per i lettori di gialli...

8
8 commenti
8
07 Gen 2009
alle 14:24

AngoloNero

Anch'io mi ci vedrei bene...

7
07 Gen 2009
alle 13:31

Al Custerlina

non volevo dissuaderti, anzi, ti vedrei bene in una libreria! :)

6
07 Gen 2009
alle 10:04

AngoloNero

Certo, anche le vendite online fanno parecchio, credo.

Non sono d'accordo sulla difficoltà di far arrivare gli scrittori, invece: ormai con il treno o la macchina si arriva ovunque, a volte più comodamente che al centro di grandi città (che tra ZTL, traffico e scioperi sono spesso impraticabili).

Ma comunque la mia era solo un'idea, non credo che si realizzerà...

5
07 Gen 2009
alle 09:34

Al Custerlina

Ale, in provincia potrebbe funzionare se si attivasse un buon servizio di consultazione del catalogo online e il relativo sistema di spedizione. E-commerce, insomma. La stagionalità per una libreria di questo tipo non la vedo bene; mica si vendono solo i gialli da spiaggia, ma come dice Luca (che saluto), anche edizioni rare o comunque da collezione.

E poi, in provincia è più difficile far arrivare i grandi scrittori per una presentazione, cosa che per la Sherlockiana era linfa vitale.

ciao!

4
06 Gen 2009
alle 13:51

AngoloNero

Roberto, sì, anche in senso più ampio.

Alberto & Luca. Pensavo. E se invece di avere queste librerie in grandi città le portassimo in provincia? La provincia, per quel che ne so, soffre una carenza cronica di librerie e anche le grandi catene latitano. Una libreria del giallo che so, a Rimini o a Viareggio, magari lavorerebbe 4 mesi all'anno, ma lavorerebbe moltissimo. Io un pensierino ce lo farei.
Comunque avete ragione, io per prima se devo comprare un libro entro da Feltrinelli o da MEL, e più volte sono stata tentata di ordinarli direttamente da Ibs, su internet.
Mea culpa.
Però la libreria di Tecla andava salvata, e l'assenza di un qualunque cenno in questo senso da parte degli amministratori comunali è davvero un segnale inquietante.

3
06 Gen 2009
alle 11:04

Luca Conti

A ciò che scrive Alberto va aggiunta anche un'altra cosa, quella che rende uniche Murder One e la Libreria del Giallo rispetto alle "catene del libro": il grande assortimento di volumi rari, fuori catalogo, usati eccetera (nonché di una gran quantità di saggistica specializzata).

E' questo a fare la differenza per il lettore, l'appassionato e lo studioso. Chiaro che la battaglia con le librerie Feltrinelli, Messaggerie, Mondadori (per non parlare della grande distribuzione) è persa in partenza, ma è altrettanto chiaro che con la chiusura della Libreria del Giallo se ne va una parte fondamentale della memoria storica dell'editoria di genere nel nostro allegro Paese.

Volete comprare, che so, i vecchi romanzi di Patrick Quentin? Andate pure da Feltrinelli, e vedrete cosa vi rispondono (ammesso che sappiano chi è). Andate da Tecla e ci sono; o, se non ci sono, lei ve li trova.

Il fatto che Murder One sia campata benissimo per oltre vent'anni, e in Charing Cross Road, ovvero in pieno West End londinese, mica in una stradina dietro corso Sempione sconosciuta anche aalla maggior parte dei milanesi (e non vale dire Bella forza, sta a Londra, mica a Enna, visto che il suo fatturato proveniva anche dalle vendite per corrispondenza in tutto il mondo), e che Maxim Jakubovski possa permettersi di chiudere senza doversi vendere anche le mutande per saldare i fornitori, dimostra – tanto per cambiare – che gli inglesi sanno benissimo come una libreria specializzata possa diventare un centro di attrazione culturale per l'intera città.

Adesso a Milano, in vista dell'Expo, ci sono altre priorità: sistemare i palazzinari, gli amici, gli amici degli amici, le amanti degli amici degli amici.

Mica possono perdere tempo per una libreriuccia qualsiasi.

2
06 Gen 2009
alle 06:11

Roberto Santini

Sono abbastanza d'accordo con Al Custerlina, anche se il significato della frase: "Inizio d'anno duro per i lettori di gialli", fosse più ampio.

R.S. 

1
05 Gen 2009
alle 18:14

Al Custerlina

All'incontrario, Ale. Non è per niente duro per i lettori di gialli, ma per i librai indipendenti. E la colpa è dei lettori stessi, che trovano più comodo l'acquisto online oppure quello nelle grandi catene. Questo è uno dei motivi per cui Tecla chiude.

Alcuni di quelli che gridano allo scandalo per la chiusura della Sherlockiana (o che semplicemente lo pensano) dovrebbero mettersi la mano sulla coscienza e pensare a tutte quelle volte che sono entrati in una "catena del libro".

 

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