Il blog del mistero
Sono un po' presa dall'approssimarsi delle festività... Ma qua e là ho letto un po' di articoli che vi segnalo.
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Un ricordo di Horst Tappert, qua.
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Un buon motivo per andare più spesso a tagliarsi i capelli: l'iniziativa di Marcos y Marcos. Ma anche le farmacie si sono attrezzate...
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Anche Saviano interviene sull'inchiesta di Napoli. È vero, ormai agli scrittori si chiedono le risposte che il resto del mondo non sa dare...
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Massimo Carlotto parla di Little Dream, il nuovo episodio della serie Crimini che la Rai trasmetterà agli inizi del 2009.
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Il giallo filografico (?) di Marco Nundini.
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Sul drammatico caso di Eluana Englaro, un libro fornisce risposte etiche.
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Recensione di La lettera di William Somerset Maugham, ripubblicato da Adelphi.
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Gli agenti letterari (loro sì, vere potenze dell'editoria) si esprimono su quanto sia necessaria la loro presenza dietro agli autori e a volte anche a fianco. Indovinate quanto?
(L'immagine del giorno è presa da qua).
Lo fate apposta, vero?, a riportare tutti lo stesso commento copincollato dalla rete?
E vabbè, pazienza...
Se può essere di aiuto a chi fosse interessato ad approfondire il tema giallo e filografia (ho letto il libro presentato a Verona a novembre e mi ha preso parecchio) riporto uno stralcio di una recensione a firma Barbara D'Alessandro "Così si presenta il Filografo, in un futuro non troppo
lontano custode della sapienza e dell’abilità scrittoria:
è lui il protagonista di Vite Corsive, esordio
letterario, in libreria in questi giorni, del veronese
Marco Nundini.A metà strada tra le tinte noir del Nome della rosa e i visionari presagi di Fahrenheit 411, il romanzo
sdogana per la prima volta nel panorama dell’editoria
non specializzata il neologismo filografia, inteso
come ricerca di ogni traccia che documenti la storia
della scrittura e della comunicazione umana. "
Hai postato nel commento esattamente il contenuto dell'articolo che avevo linkato. Vabbè.
A proposito di "Il giallo filografico di Marco Nundini" volevo soddisfare il punto interrogativo. Il romanzo s'intitola Vite Corsive ed è uscito a fine novembre pubblicato da un piccolo editore Ibiskos Editrice Risolo, non facile da trovare in libreria, ma ben disponibile sulle librerie online (ISBN 9788854604483). A definirlo "Il primo giallo filografico" è proprio chi, pochi anni addietro, lo ha inventato il neologismo filografia: Casa Bolaffi. Simbolo del collezionismo per antonomasia, importante casa d'aste ed editore specializzato, Bolaffi dedica ben due pagine del suo magazine "Il Collezionista", in edicola nel mese di dicembre, al Vite Corsive recensendolo come il romanzo che "a metà strada tra le tinte noir del Nome della Rosa ed i visionari presagi di Fahrenheit sdogana per la prima volta nel panorama dell'editoria non specializzata il neologismo filografia". La filografia è una nuova materia che si dedica allo studio della parola scritta. Quasi a profetizzare le parole che Umberto Eco, di recente intervenuto ad un congresso per la salvaguardia del patrimonio bibliotecario, ha speso a favore della carta in quanto testimone del nostro passato sostenendo anche che il digitale non abbia in fondo soddisfatto le aspettative di perpetuare la memoria ai posteri. Conserviamo una lettera d’amore scolpita su una tavoletta assira e non abbiamo più un messaggio sms spedito da sei mesi. Per farla breve ecco la sinossi di Vite Corsive: la rivoluzione digitale del secondo millennio ha ormai cancellato il corsivo, il ductus della scrittura, trasformando quei caratteri tanto cari alle passate generazioni in geroglifici incomprensibili. Per questo motivo il giovane ispettore Loreta Assensi, poco più che trentenne, è costretta a chiedere aiuto per risolvere un insolito caso d’omicidio. Insolito a partire dall’arma, perché chi ha ucciso lo ha fatto con i fiori. Insolito perché l’unico indizio è un’ingiallita lettera vergata a mano che l’antiquario veronese Roberto Trentin tiene stretta nel suo letto di morte. Ad aiutarla è un docente e ricercatore fuori dalle righe e dal tempo: il Filografo. Sarà proprio lui a farle intraprendere un viaggio che la porterà da Riese Pio X sino alle rive scaligere dell’Adige, passando dalle limacciose sponde del Riò Paranà e ricostruendo una straordinaria storia d’emigrazione trasversale a ben tre generazioni. Per saperne di più segnalo www.marconundini.it e http://blog.marconundini.it . Io l’ho letto.
alle 08:17
Loretta
Scusaci Alessandra, ma è più facile, specialmente in vigilia natalizia la "copia al volo". Comunque, almeno da parte mia, ti prometto una recensione "di sana pianta" appena termino il test natalizio "visita parenti". Auguri a tutti