Il blog del mistero

A poche ore dalla fine del voto popolare per il premio Scerbanenco, il top della classifica (mentre scrivo, ore 23.10 del 23 novembre) è così composto:
Cristina ZAGARIA, L’osso di Dio, DARIO FLACCOVIO VOTI: 1500 (7,6%)
Nicola BIONDO, Massimo VENEZIANI, Il falsario di Stato, COOPER DI BANDALARGA VOTI: 1353 (6,8%)
Antonio PAGLIARO, Il sangue degli altri, SIRONI VOTI: 1118 (5,7%)
Barbara BARALDI, La collezionista di sogni infranti, GRUPPO PERDISA EDITORE VOTI: 1102 (5,6%)
Marina CRESCENTI, Joy – Un altro caso a Milano, FRATELLI FRILLI EDITORI VOTI: 1100 (5,6%)
Antonio D’ ERRICO, Il discepolo, FRATELLI FRILLI EDITORI VOTI: 954 (4,8%)
Simonetta SANTAMARIA, Dove il silenzio muore, CENTO AUTORI VOTI: 862 (4,4%)
Luigi Romolo CARRINO, Acqua storta, MERIDIANO ZERO VOTI: 724 (3,7%)
Angelo PETRELLA, La citta’ perfetta, GARZANTI LIBRI VOTI: 724 (3,7%)
Eduardo VITOLO, Telepatia con i deceduti, IBISKOS EDITRICE RISOLO VOTI: 631 (3,2%)
Ma, mentre scrivo, e mentre voi leggete, qualcuno sta scalando la vetta con impressionante rapidità...
A voi scoprire chi sta compiendo la mirabolante impresa :)
"Gusto" errata corrige.
Il commento l'avevo scritto prima di leggere la risposta di angolo nero. Sarei tentato di rispondere. Ma per onestà e correttezza, finisco qui. Lascio a lei l'ultima parola, perché non ci sono altre metafore per esprimere il disgusto.
E siccome non voglio più divertire nessuno, non voglio neanche offendere nessuno, e nello stesso tempo non voglio scocciare nessuno con questo folle gioco di ripicche infantili.
Chiedo scusa dei miei interventi, nonostante avessero la necessità di dovermi difendere presso chi ha avuto il il pessimo guasto di attaccarmi senza essere stato attaccato minimamente da me.
Il gioco è finito, per parte mia! Arrivederci.
No, ha capito male: "quando sarà guarito" non è una metafora.
Le ho già detto che non le lascio l'ultima parola. Si rassegni.
E la finisca.
Che dispiacere, di nuovo lo stesso tono . Adesso fa il medico, riprende con le metafore: "quando sarà guarito"! Ritorna anche il suo modo volgare di analizzare: "si vergognerà di sé".
Le devo rispondere, forse questo è lo scopo dell'uso offensivo del suo linguaggio.
Io non sono mai stato malato, per tanto non ho bisogno di medici. E la vergogna l'ho rilevata nell'animo piccolo di chi continua a offendere, di chi pensa di essere forte e valorosa con le offese.
Lei ha già perso, nonostante non ne sia consapevole. Il suo linguaggio l'ha fatta perdere, e niente potrà salvarla dal giudizio di chi ha un minimo di cultura per comprenderne il valore.
Io avevo finito. Lei vuole vincere senza avere argomenti sufficienti per la vittoria. Si illuda. Si convinca che le offese la premiano.
Adesso sono disgustato. Che peccato.
Io temo che un giorno lontano, quando sarà guarito, lei, rileggendosi, si vergognerà di sé.
Mi spiace.
Però adesso la finisca, via.
Oh, che meraviglia. Basta, basta! Sono felice! Vedo finalmente in lei, angolo nero, una luce bianca di consapevolezza.
E' finita. Non l'ha capito?
"A mia insaputa"? D'Errico, ho molta più consapevolezza io che lettori lei.
E la finisca, una buona volta.
Meraviglioso, a sua insaputa si è espressa per la prima volta in modo eccelso.
Grazie. I miracoli accadono! Mi ha reso davvero felice.
Sono forse il custode del fulgido e apodittico Autore? Di Colui che ogni volta che scrive mi taccia di ignoranza e bassezza culturale?
No, D'Errico, se lo scordi. L'ultima parola, con me, mai.
E vigili sul mio bene! Perché ogni altra accusa sarà imputabile ancora a lei!
La finisca anche lei!
La finisca.
"proprio" e"bene": errata corrige.
Appunto la finisca anche lei. Appunto la finiamo. Va bene?
E pèroprio perché il blog è una sua creatura, vigili sul beene di ognuno. Anche sul mio.
Con fiducia,
antonio gerardo d'errico
Appunto, la finisca.
Lei pensa che io voglia avere l'ultima parola? Casa sua, le faccio notare, è il luogo che abita nell'intimità delle sue incombenze personali. Se si apre al mondo attraverso un blog, accetti anche che qualcuno possa risponderle. Poi, se vuole fare come è suo costume, cioè attaccare e tappare la bocca, ebbene avrà sempre ragione. Finiamola definitivamente, è un gioco che non diverte più.
Distintamente
Antonio Gerardo D'Errico
La cito: "non ho capito niente di quest'ultimo commento".
E siccome la comprensione del testo mi sembra la base di qualunque tipo di comunicazione, chiudo qui.
Tra l'altro, ho da lavorare.
D'Errico, non ci provi nemmeno a voler avere l'ultima parola con me e a casa mia.
Ho resistenza infinita e abbastanza stile da farle fare una pessima figura senza sporcarmi le mani nemmeno un po'.
Ci pensi, mentre vado a pranzo.
Verasmente non ho capito niente di quest'ultimo commento, dove ho trovato confusi sesso, ironia, tv, film, piacere, masturbazioni. Forse masturbazioni non sono state menzionate. Poi ci sono ingegneri che limitano attraverso limitatori. Senta, io le dico faccia come crede. L'unica cosa che mi auguro possa non fare mai e dfi non proibire mai niente a nessuno.
L'indefinito dell'altro post, così riconosce il vocabolo fulgido e apodittico, ma io volevo dire proprio posto nell'altro caso, diversamente da questo caso, dovrebbe sapere che non suscita ne riso né pianto; se ci penso, provo appena un senso di nauseante repulsione. Se non voleva leggere i miei post(s) avrebbe dovuto non attaccarmi coi suoi precedenti commenti, sigillati da una scrittura lodevole et quasi superba. Adesso homo sapiente, scui se uso lingua ideale et confacente alla sua, ho animo di difendermi fino alla fine. Come ho scritto nei mei post(s) all'inizio della mia ricomparsa in questo posto lugubre e cupo.
Fintanto che ci saranno attacchi di gruppo dagli abitanti del luogo rivolti verso di me, io risponderò.
Sull'initmo piacere, se permette, avrei gusti diversi. Ma si sa, come dice lei, ognuno è libero di esprimersi come meglio crede.
Sull'ironia: se proprio vogliamo fare la punta alle matite, facciamola. Anche la masturbazione è sesso con qualcuno che amo.
In quanto al resto, vede, il problema come in tutte le cose è la soglia di attenzione. Serve per leggere un libro, un commento, vedere un film, ascoltare, vivere, confrontarsi.
Il problema è che quando l'ego deborda, lo spazio per l'attenzione decresce. Si chiama proporzionalità inversa. Forse occorrerebbe un limitatore. (Mi perdonerà, ma sono ingegnere.)Penso che ne trarrebbe giovamento (giusto per parlar forbito) non solo la discussione, ma la convivenza.
Se anche questo non dovesse servire, miritiro dalla discussione appellandomi a una delle leggi di Murphy. Quella che meglio si applica a questo contesto.
O fulgido e apodittico Autore, forse non si è reso conto che chi fa ridere è lei.
Si fermi, rinnovo l'invito. Lasci perdere questi meandri bui e oscuri a lei non confacenti. Ci lasci nella nostra tetra ignoranza. Liberi di esprimerci con il nostro linguaggio triviale, liberi di comprenderci tra noi, che siamo parte del popolino che bazzica i bassifondi della cultura (quella con la c minuscola, ovviamente).
La invito a tornare nel suo augusto regno dove imperano pace, amore, Cultura e belle parole.
Insomma, detto "papale papale": ma che devo fare per non leggere più i suoi commenti qua sopra?
Menomale che la libertà di pensiero rende inapplicabili le sue proibizioni! E ci sentiamo tutti liberi di esprimerci come ci suggerisce il nostro intimo piacere!
Sinceramente, mi esprimo senza sforzo, e sempre, con cura verso la ricerca del vocabolo fulgido e apodittico!
Il ridicolo rimanda alla possibilità di ridere, e voi non fate ridere, nonostante i vostri sforzi di pensare di essere ironici.
L'autoironia non esiste, perché è sempre ironia, che può essere rivolta verso se stessi o verso terzi!
In voi ho trovato ironia rivolta contro: cioè l'antitesi dell'ironia: la malignità e la presunzione.
E in ultimo non sia molto sicuro che si capisca quando parla scherzando. Si sforzi, nella libertà delle sue scelte lessicali, di parlare con cura: sarebbe già una grande manifestazione di bellezza umana.
Ci sono tre cose che andrebbero proibite per legge:
1. la mancanza di ironia/autoironia
2. l'assenza di senso del ridicolo
3. l'uso forzatamente complesso e aulico della lingua italiana.
E preciso, per evitare dubbi, che quando parlo scherzando faccio in modo che si capisca.
Egregio discepolo Strukul, visto che mi chiama maestro. Non capisco come mai, io credo di non averla mai conosciuta. Non capisco il senso del suo intervento, perché Ugo sarebbe genio, e perché non dovrei prendermi seriamente. Forse che lei parla scherzando? o molto probabilmente scherza parlando? C'è poco da scherzare con gente che non ha pudore e dignità di non mettermi più in mezzo. Non voglio nessun contatto con gente così vacua e evanescente! Va bene? Altro che illusione, egregio signor Ugo, io sono berasagliato da allusioni. E se permettete chiedo solo che vi occupiate di voi stessi, dei vostri bei discorsi pieni di emoticon e urli, di parentesi e puntini. Il mio nome non voglio più vederlo qui sopra, perché non voglio che i miei lettori vengano a visitare un luogo, un posto, un lugubre angolo che non merita neanche lo sforzo di aprire la pagina.
Le sembra che io possa scherzare se chiedo una cosa simile? Io la chiedo, seriamente, e ancora e sempre, illudendomi probabilmente che questa richiesta possa essere semplicemente compresa.
L'afasia era diretta alla padrona di casa, visto che troppo spesso si esprime con allusioni prive di respiro, segnale di umanità viva ed elevata. Riguardo alle mie risate sul suo commento, volevano essere solo interiettive, per esprimere sconforto circa le sue puntualizzazioni. Apprezzo i suoi modi pacati, sinceramente, nel suo intervento di risposta al mio, un po' meno in quello di risposta alla padrona di casa. Sì, la capisco, intendo capisco lei signor Ugo, perché le sue metafore creano inquietudine negli animi semplici. Voglio, precisare, comunque che io scrivo e basta, come lei del resto, mi auguro. Sono contento per lei, che ha ricevuto la grazia di avere figli in grado di apprendere e dare lustro alle loro capacità intellettive. A me stupisce, se preferisce, che lei faccia sottilissime disquisizioni filologiche, o più semplicemente grammaticali, circa l'utilizzo delle maiuscole e di segni d'interpunzione; perché, avendo chiunque una minima conoscenza delle modalità di scambio dei ragazzi, dovrebbe sapere che i ragazzi parlano e scrivono in modo scorretto: utilizzano una lingua che niente ha in comune con la lingua codificata da regole semantiche e di struttura formale. Niente, comunque, opposto è il mio pensiero dal suo, hanno a che vedere regole di struttura formale con il contenuto che sta dietro quei segni diacritici. I contenuti sono evidenti, tanto che suscitano una reazione. Poi, che lei si metta fare retorica con un ragazzo su questi aspetti, a me suscita meraviglia. Le regole si apprendono a scuola, è in questa sede che tali puntualizzazioni hanno valore e efficacia.
Le rivolgo i migliori auguri per la sua vita e per quella delle persone a lei care. Grazie per voler accogliere queste mie precisazioni, e La saluto nella grazia dell'umana riconoscenza.
Antonio Gerardo D'Errico
Matteo, mi piacerebbe poter dire che sta scherzando.
Purtroppo, visti i precedenti, temo che si prenda molto sul serio.
Buona giornata,
A.
Ugo un genio...ma il maestro sta chiaramente scherzando vero? Mi terrorizza che quello che scrive possa essere anche solo pensato sul serio da mente umana...baci a tutti
Ugo, che pazienza che hai...
D'Errico, innanzitutto spero vorrà scusarmi se le rispondo dopo un lungo intervallo, il cui motivo va ricercato non nell'afasia ma nel ben più banale - e fisiologico - sonno. D'altronde non sono più giovane, spero non vorrà farmene una colpa, e vado a letto presto.
D'Errico, io non la conosco né ho letto mai niente di suo; quindi mi limiterò a tornare su quel mio commento che tanta ilarità ha suscitato in lei.
In primo luogo: io non scrivo, qua o altrove, per i "giovani". Qua (e altrove) trovo persone di varia età e di varia provenienza che sono abituate a esprimersi in corretto italiano, atteggiamento cui mi sforzo di adeguarmi.
E ancora: io non so quali giovani conosca lei. Posso solo dire che i miei figli, più giovanissimi che giovani, a scuola - una banalissima scuola pubblica, non un collegio a Saint Moritz! - stanno imparando a scrivere correttamente in italiano, cosa di cui mi compiaccio. E ancor più mi compiaccio di notare che i miei figli, pur giovanissimi, sono capaci di distinguere il contesto in cui si trovano, il che consente loro di mandarmi messaggi sms a me quasi incomprensibili e allo stesso tempo di scrivere temi e ricerche in italiano perfetto.
Infine: proprio i "giovani" cui lei fa riferimento dovrebbero sapere che in Internet, secondo una convenzione nota in tutto il mondo, scrivere in maiuscolo equivale a urlare. E mi auguro che lei convenga con me che l'urlare, molto spesso, è l'estremo tentativo di conferire una qualche forza ad argomenti che forza di per sé non ne hanno.
Ciò detto la saluto e le assicuro che non avendo né intenzione né tempo per continuare a farla ridere nessuno dei miei futuri interventi, in questo o in altri post, dovrà intendersi diretto esplicitamente o implicitamente a lei. Né peraltro lo erano stati i precedenti.
in questo posto
non è che si faranno mai chiacchere a cui poter dare peso
Errata corrige: miei.
Arrivederci.
Maestro, la prego, non si abbassi a livelli di gente così bassa
Va bene, come volete. Adesso vi lascio, sperando che il mio nome non venga più fuori da scritti indegni di questo luogo. E non tiratemi più in mezzo, perché non ho piacere che aumentiate i lettori grazie ai mie interventi. "Gli unici degni di essere letti" come mi ha scritto in privato un frequentatore di questo luogo . "Li lasci perdere, stanno solo cercando di provocarla", ha continuato. "Non perda il genio con chi non ha nulla da proporrre", si è firmato, alla fine, come un amico. "Un amico. Ciao, maestro".
Gli ho risposto che il maestro se lo poteva evitare, riservandolo magari per qualche scrittore che frequenta questo luogo. "Ciao".
Lei non riusciròà mai a scrivere nulla, perché nulla alberga in nesuun luogo della sua parvenza.
E quell'altro scrittore che parla di spazi dopo un segno di interpunzioe, fa davvero ridere. I giovani non usano segni di interpunzione, al massimo della loro ispirazione fanno ricorso a segni diacritici presi dalla stravaganza del loro estro. Bisogna insegnare loro molte delle cose che a chi ha un minimo di cultura sembra scontato. Quindi da dove trae tutta la sua meraviglia? Forse si autocompiace di banali regole che, come dice egli stesso, sono risapute presso tutti?
Afasia! Questo è il massimo della cultura che può esprimere!
Siete sgomenti, eh? Ho ricevuto le minacce più infime, le peggiori esortazioni a mettermi da parte. Ho fatto anche questo, mki sono messo da parte. Ma non vi è bastato, e non vi basta. Adesso sono qua, a vostra disposizione. Infamate, su. Contro chi ancora? Con quali mezzi? Allora?
CARRAMBA!
E non cercate appigli. I miei sono errori di battitura. I vostri sono lacune, falle senza fine. Possiamo confrontarci su ogni cosa. E abbiate la certezza che il vostro luogo in cui poter riconoscere una parvenza di animo ne uscirà sconvolto.
Adesso sono qua, a difendere il mio nome e quello dei miei cari ragazzi. Sono pronto a pararae le vostre invettive, che non sono neanche "ridicole". Sono semplicemente spoglie di tutto: la cultura non abita certo in questo luogo scuro e buio. Avete scelto il nome giusto. Ricordate che c'è gente che sa leggere e scrivere fuori da questo posto. Saprà dare valore alle parole. fate almeno un corso serale per alafabetizzarvi, Se volete posso mettere una buona parola presso la segretria della mia scuola.
Ignoranti vi siete dimostrati voi. E adesso basta. Smettetela di sparlare di tutti, perché avete dimostrato di essere pessimi analisti; oltretre che essere pessimi lettori e scrittori. Non avete la cultura per parlare. Neanche avete gli strumenti per confrontarvi con le giovani generazioni. Scrivono anche peggio del giovane tullio, il vostro intendo, colui che usa gli imperativi come fossero sostantivi, e le elisioni neanche sa dove stanno stanno di casa. Poi riguardo alla padrona di casa, ho avuto già modo di dirle che il suo linguaggiuo non ha nessun contenuto: metafore "ridicole" e volgari.
Il maestro vostro.
Esplicito: se leggi Simenon (o qualunque altro classico) scrivi bene; se leggi qualche innominabile Grande Autore, finisci a scrivere come TULLIO.
Tutto qua.
Ugo, dipende da quali sono i modelli di scrittura a cui fai riferimento...
E mi chiedo anche perché non si possa scrivere adoperando maiuscole e minuscole secondo le regole della lingua italiana (regole che peraltro prevedono uno spazio tra un segno di interpunzione e la lettera successiva). Non dovrebbe essere complicato.
Sì, e confermo tutto ciò che ho detto.
Il commento sull'unico autore con cui simpatizzo era personale e comprensibile solo a chi mi conosce :)
Se i Frilli sono offesi con me venissero a dirmelo e me ne spiegassero i motivi: non credo abbiano bisogno della sua intermediazione.
L'offesa non era agli editori, ma agli stampatori a pagamento, e non ho problemi a ridirlo ad alta voce in qualunque sede.
Il caro giovane Luca Conti spero stia ridendo della sua boutade :)
LEI ANGOLO NERO,
VA SEMPRE DA UN'ALTRA PARTE E USA SEMPRE METAFORE(biscia) CHE SONO DI PESSIMO GUSTO...LEI HA OFFESO FRILLI PIU' VOLTE NEI SUOI PRECEDENTI DEL BLOG...FRILLI DOVREBBE ESSERE SICURAMENTE SUPER INCAXXATO CON TE.RILEGGETEVI I VS.COMMENTI SULL'AGGIORNAMENTO DELLO SCERBANENCO 1 E 2.ADESSO IO NON PARLO PIU'...CONTINUATE VOI AD OFFENDERE E GLI EDITORI, E NON SOLO FRILLI, AVETE SPARATO A ZERO SU TUTTI,ANCHE IL CARO GIOVANE LUCA CONTI PENSA CHE SOLO EINAUDI E QUALCUN ALTRO SIANO EDITORI.IL BELLO E' STARE IN UN LUOGO ASSIEME A PERSONE AMICHE E GIUSTE.
P.S.
un abbraccio a tutti.E' sempre lei angolo nero, ad aver detto che i voti della ZAGARIA erano voti strameritati.Si vada a rivedere le edizioni dei suoi blog sullo scerbanenco.
Amen...
Se fossi in Frilli Editori sarei incaXXata come una biscia per la pessima pubblicità fatta alla casa editrice ovunque (persino su EBay!). Ma contenti loro...
CARI SIGNORI,VEDO CHE PROPRIO NON RIUSCITE A STARE SENZA IL NOSTRO MAESTRO.EGLI VI GUARDA E HA PIETA' DI VOI,PERCHE'HA UN CUORE GRANDE E GENEROSITA'INFINITA.UN SALUTO AGLI AMICI DI BANDA LARGA,ANCHE LORO SI SONO ORGANIZZATI PER LA GRAN FINALE.CHISSA' MAGARI UN GG.CI INCONTREREMO TUTTI INSIEME NOI 800 E VOI CHISSA' QUANTI SARETE.
GRAZIE MAESTRO,CI HAI FATTO VIVERE MOMENTI MERAVIGLIOSI,CHISSA' QUANTI ANCORA VORRANNO LEGGERE IL DISCEPOLO, AH, L'HO GIA'DETTO CHE E' EDITO DA FRILLI?VA BEH,UN ABBRACCIO A TUTTI VINCA L'AMORE COME CI HA INSEGNATO IL NOSTRO MAESTRO ANTONIO G.D'ERRICO.
Questo commento è geniale (vi prego, se è finto ditemelo!).
In verità, in verità vi dico: l'unico autore per cui realmente simpatizzo non è in gara - per fortuna!!
Carissimi, a quanto pare la vs.autrice preferita ha un gruppo di giovani alle spalle.Oggi,infatti,è riuscita a superare il record:400 voti alle 22,00.Ma siamo sicuri, io e il mio gruppo di giovani che per tutta la sera troverà ancora 400 giovani che la voteranno.Raggiungerà i voti da Tullio Merisi al Suo Maestro preferito Antonio G.D'ERRICO.In realtà noi simpatizziamo per banda larga.Gentili Saluti.
Visto che sto da più di un'ora davanti allo schermo è diventata come un pallone :))))
I primi di dicembre so se devo operare o se si sta risanando.
Grazie per averlo chiesto :)
A proposito di piedi: la tua gamba??
No, certo, penso anch'io. Io non me lo sarei immaginato mai.
E con un tema così complicato e scomodo, poi, men che meno.
Però è bello, sono contento, e spero e credo che ci darà (parlo per me ma anche per tutto lo staff di Meridiano) anche altre soddisfazioni questo libro, tipo la graphic novel che ne stanno facendo.
Incrocio le dita delle mani e dei piedi :)
Non sono mica poche 15.000!
E dimenticavo:
E il risultato è dovuto soprattutto all'immenso supporto dell'US di Meridiano Zero, che mi ha fatto comparire in tutte le riviste, quotidiani e radio della Terra :)))))
Ciao grande Matteo!!!
Ciao Ugo.
@Angolonero: no scusami, ho commesso un errore nel dare la percentuale prima. Sono state fatte 5 edizioni, + una speciale con CD. Intorno alle 15.000. Scusate.
Eeeh?
NON RIESCO A CAPIRE LA DIFFERENZA TRA I VOTI STRAMERITATI CON GLI ALTRI AUTORI ?!! E' DAVVERO FORMIDABILE QUESTA TEORIA.-
@Ugo: magari si fossero autodefiniti solo "selezionati"... Qualcuno si è anche autodefinito grande autore...
@Matteo e tutti gli altri: spero sinceramente che il voto popolare non conti, perché sono (poco democraticamente e poco "sinistramente") contraria al principio di maggioranza quando non è chiaro da quale bacino di utenza venga "pescata" la maggioranza.
Una domanda a Carrino: ma davvero hai venduto 25.000 copie?? Complimenti!
Matteo, però se non ti si conosce non si capisce a chi ti riferisci, di napoletani in gara ce n'è parecchi! :)
Ad ogni modo uno dei grossi limiti dello Scerbanenco di quest'anno è proprio che la giuria tecnica non ha fatto nessun lavoro di selezione: ha accettato le candidature da parte di case editrici (comprese quelle che non essendo distribuite non si vede come si possano sostenere se non etc. etc.) e di autori in prima persona.
Il risultato è stato il gruppone di cento partecipanti, alcuni dei quali si sono autodefiniti "selezionati"; che è come se io mi iscrivessi alla Stramilano e siccome al via oltre che me e qualche migliaio di persone c'era anche quello che poi l'ha vinta, dopo mi definissi "olimpionico di marcia"...
Be' Lucarelli ovviamente non è nuovo, intendevo Ervas e Ferracin , e poi l'attenzione è "per" e non "a", mi autocorreggo scusate, poi è chiaro che se devo fare un nome per lo Scerba direi quello di un napoletano per mille ragioni ma qui poi rischierei di essere giustamente tacciato di parzialità, quindi me neguardo bene eh eh
Personalmente credo che la Giuria popolare conti poco, e del resto troverei folle che quella tecnica non avesse un peso importante, proprio per tutto quello che avete detto. Trovo stravagante, in effetti, che, secondo la giuria popolare, i romanzi di Lucarelli, Ervas, Ferracin giusto per fare qualche nome nuovo siano così mal scritti o poco efficaci. Anzi, avendoli letti, oso affermare che, dal mio punto di vista, tali non sono. Quello che davvero spero, invece, è che in sede di selezione vi sia attenzione da parte della giuria tecnica anche agli autori delle case editrici indipendenti, da sempre il bacino da cui pescano poi i grandi editori.
Una volta qualcuno mi spiegò il meccanismo di compensazione tra giuria popolare e giuria tecnica (ai tempi però in cui la giuria popolare doveva comunque scegliere tra una rosa di eteroselezionati e non in un cespuglio di autoproposti). Era una cosa complicata, l'ho capita a stento allora e non la ricordo più; ma se almeno fosse ben illustrata sul sito potrei provare a farmela rispiegare da una delle mie figlie! Alla fine è evidente che la votazione "popolare" (a proposito: ma esiste ancora la possibilità di votare inviando il tagliando preso dalla Stampa?) serve solo a muovere un po' le acque, a suscitare polemiche e attenzione, ma le decisioni vere le prenderà la giuria tecnica.
Personalmente, se giuria popolare deve essere, preferisco il meccanismo dell'Azzeccagarbugli e del Fedeli
Signori, tutte le vostre osservazioni mi trovano d'accordo (a parte quella di... tullio ;)).
Kick, Luca, certo che sì, non ha senso votare per 'simpatia'. Diventa un po' come la classifica di gradimento di Amici ;).
Giampaolo, penso sia la giuria tecnica a 'pesare'. Per forza, altrimenti dallo scherzo, e dal gioco, si passa alla farsa. E vero, il regolamento dovrebbe indicare espressamente il peso delle due votazioni. Questione di trasparenza.
Ma non solo.
Ad esempio io, se sapessi che il peso del voto in rete, rispetto al voto totale, è del 20% (passatemi la percentuale), non ci penserai manco in sogno di notte a mettermi qua e fare la mail ai miei amici, a chiedere l'obolo sul mio myspace o su facebook, o sui blog di altri amici, ecc... ecc...
Ma dal momento che non è chiaro, e dato che non mi chiamo né Lucarelli, né Todde e nemmeno De cataldo, mi sento in dovere di fare il possibile sia per me (soprattutto) sia per il mio editore, se non altro per il rispetto verso il lavoro mio e di altri.
Grazie per lo scambio di idee.
L.
E no, si sbaglia signor Conti Luca!!
Io il capolavoro del maestro Antonio Gerardo D'Errico l'ho letto ben 1200 volte e infatti l'ho votato 1200 volte!
Cordialmente
tullio, fan del maestro D'Errico autore del capolavoro "il discepolo"
Proprio perché un premio letterario dovrebbe valutare la qualità di un libro, sarebbe forse il caso che chi lo vota l'avesse almeno letto. Altrimenti, come mi sembra stia capitando in questo caso, la quantità dei voti non premia il valore del libro ma la capacità dell'autore di fare pubbliche relazioni.
Questo, detto con lo spirito di chi si aspetta che lo Scerbanenco premi proprio il miglior noir dell'anno, come scrive Luigi Carrino, e non quello che vende di più. Il mio discorso sulle vendite vere o presunte voleva solo far notare che molti di quelli che stanno votando non hanno letto i libri che stanno votando perché in certi casi è impossibile proprio per questioni di tiratura.
E votare a un premio letterario per un libro che non si è letto mi sembra quantomeno grottesco.
Luigi, sono d'accordo quasi su tutto, il male maggiore è proprio come è organizzata la votazione popolare. Probabilmente, visto che lo fanno tutti, si è costretti a chiedere di votare, ma che senso ha? da lettore non posso votare un libro che non ho letto: entra qui il discorso venduto... se il romanzo X ha venduto 100 copie come fa a essere piaciuto a 1000 persone? Chiaramente molti voti non sono apprezzamenti per il libro, al massimo per l'autore, e sono sicuro converrai che non è la stessa cosa.
ciao,
Kick.
ps. chiudendo un post sul mio blog che riportava parte delle precedenti considerazioni che avevo fatto qua tra i commenti, ho detto anch'io Petrella ;)
Anch'io ho partecipato ad edizioni passate e anch'io ho impestato amici, nemici e semplici conoscenti di mail degne di Antonio La Trippa. È un gioco, insomma, un momento di socialità virtuale, si scatena una sindrome da Sanremo, ma va bene così. Quello che non va bene è non sapere l'esatto rapporto di forze fra giuria "popolare" di internet e giuria di esperti. Non aver mai chiaro quanto e come il Premio giudichi attendibile il voto su internet. In questo senso, il segnale del bando di quest'anno è deteriore: un libro stampato in 300 copie non può avere 800 voti di lettori veri (come sottolinea Conti), ma tutt'al più una decina (seguendo i calcoli percentuali di Carrino). Aver consentito queste situazioni non è automaticamente ammettere che la kermesse on-line, alla fine, vale quel che vale? Che abbiamo non tanto giocato, ma addirittura scherzato? Che i voti "decisivi" (parola usata nel bando) sono quelli della Giuria tecnica?
un saluto a tutti,
Giampaolo
Grande intervento, Luigi :)
Concordo sugli editori a pagamento. Agli autori che vi sono incappati suggerirei di autopubblicarsi su Lulu.com o altrove, è di gran lunga preferibile che rivolgersi a uno stampatore a pagamento.
Qui non è che si stigmatizzasse la richiesta di voti: è ovvio che se ho letto un libro e mi è piaciuto lo voto, SE qualcuno mi comunica che c'è una votazione in corso.
Per lo Scerbanenco non saprei nemmeno quali correttivi suggerire: potrebbe già essere sufficiente la preventiva registrazione al sito.
Ma sospetto che la giuria popolare non abbia poi questo gran peso, e ne avremo conferma nei prossimi giorni. In questo senso tutto il dibattito sul voto potrebbe semplicemente essere una burla mediatica servita a dare un po' di risonanza agli eventi dei prossimi giorni.
Vedremo...
toh, guarda ;) che bel post :)
ciao a tutti.
Vorrei fare qualche osservazione (operazione Trasparenza;))), se mi è concessa, visto che anch'io, in qualità di autore che ha pubblicizzato la votazione, mi sento tirato in causa, sull'affermazione di Kick: "Mica ci stanno autori che vanno in giro sui forum dicendo Votatemi, o chiedono agli amici degli amici di invitare a votare."
E' ovvio, visto il sistema, che un autore pubblicizzi la cosa. Non penso sia una cosa così assurda né così disdicevole.
Alcuni grandi se ne sono fottuti (vedi Lucarelli, ad esempio), o se ne sono fottuti di pubblicizzarlo questa volta (vedi Todde, ad esempio, che l'anno scorso era terzo o quarto nella classifica dei lettori, e mò sta a 13 voti; cioè, non è che Todde, di colpo, ha perso tutti i suoi estimatori:).
Quello che accade, a volte, rispetto alla 'reale' classifica di gradimento (semmai fosse possibile 'na cosa del genere) è il discorso amicizia, e quanto si è attivi in rete. Visto come è stata strutturata questa votazione (ho già espresso il mio parere negativo su tale sistema, e indicato le modalità - basic - per aggirare il discorso IP), un autore è costretto a pubblicizzare la cosa come un prosciutto cotto. Triste, ma è così. In effetti, l'altra possibilità è quella di autovotarsi. Credo che su questo aspetto non ci sia altro da dire, essendo la cosa sotto gli occhi di tutti (come avete giustamente osservato).
Le copie vendute però non c'entrano molto. Non è che tutti i lettori che hanno letto un libro poi si scapicollino a votare il loro preferito sul Web (perché non lo sanno, o perché non sono utilizzatori di internet, ecc...). A scanso di equivoci, questa cosa la dico da autore esordiente che ha venduto abbastanza e, per soddisfare la curiosità del Signor Conti, il rapporto con i voti ricevuti sono intorno al 3% delle vendite (scusate l'autoreferenzialità becera, ma è per capirci).
Noi dimentichiamo un aspetto fondamentale, ovvero la qualità dei libri proposti. Io ne ho letti un bel po'. Di quelli che non conosco, ne ho cercati alcuni in libreria e non li ho trovati.
Per esempio, quelli della top ten indicata da Alessandra, a parte Petrella e Pagliaro, che già avevo, non sono riuscito a trovare Il falsario di Stato e quello della giornalista di Repubblica.
Mi piacerebbe leggere quello della Zaccaria e quello di Biondo e Veneziani (mi dicono sia più una sorta di reportage che un romanzo, sul 'falsario'), ad esempio (magari li ordino direttamente in casa editrice). Il tema trattato da qesti autori, almeno per me, è particolarmente attraente. Ora, se questi due testi sono anche scritti bene, sinceramente non vedrei lo scandalo se ce li troviamo in finale (dovrei leggerli però per esprimermi). Perché credo che lo spirito del premio sia individuare il miglior noir dell'anno, non quello che ha venduto di più.
La critica, ripeto, è al meccanismo.
Come dicevo l'altra volta, avendo avuto la sfiga di rompermi una gamba, ho avuto molto tempo a disposizione questo mese, e ho monitorato un po' anch'io la cosa.
C'è stato un autore che ha ricevuto, il giorno 23/11, dalle 21 alle 24 circa, la bellezza di 200 voti (!), e non era Lucarelli :).
Per quanto mi riguarda, il max dei voti giornalieri li ho raggiunti il giorno 16/11 (con 77 voti), in concomitanza della mail mandata su facebook ai miei 160 contatti, su myspace (20 contatti). In un giorno, però, non in un'ora. Il minimo, invece, il giorno 13/11 con 8 voti.
Concludo (scusate lo sproloquio;).
Mi piacerebbe vedere in finale il libro di Angelo Petrella. E se non lo avete letto, fatelo. Mi piacerebbe anche Colitto in finale, e Diana. Però, non avendo letto tutti i libri in concorso, non posso esprimermi in modo assuluto (sempre relativamente, rispetto alla mia opinione e al mio gusto).
Mi piacerebbe pure dare un bel calcione nel deretano a tutti quegli editori a pagamento che, sfruttando il delirio narcisistico di certe persone, lucrano sui sogni di sedicenti scrittori.
Un bel calcione lo darei anche ai sedicenti scrittori; spesso e volentieri non tengono a bada la loro vanità.
(Perdonate gli strafalcioni ma non rileggo; 'sto piede mi pesa come un macigno)
Saluti a tutti.
Luigi
I commenti sono sempre stati aperti, tranne che sui post incriminati.
Quelli rimangono chiusi ma visibili, a futura memoria della maleducazione e dell'ignoranza che vi sono state profuse. Per non dimenticare.
no no, amo fato presione, ma tanta presione! che la voce libera del poppolo non può da eser zitita! giani, non sape che avemo fato lo referendun e raccogliuto firme per fare riapprire i comenti?
Dimenticavo questa sera finisce la possibilità di votare?.. Almeno finisce questa corsa contro il tempo?!!
e' con piacere che prendo atto della possibilità riofferta dal Preg.mo Angolo Nero di riaprire i commenti è un segno di apertura notevole...è un attoimportante e responsabile che realmente fa bene ai lettori di noir... sicuramente avranno fatto pressioni per poter esprimere le loro idee e/o sbaglio?Grazie Ale.
Io stavolta vi guardo... Mi prudono le mani, ma guardo e basta :)
Rumors dalla giuria letteraria: a quanto pare il maestro D'Errico entra nella cinquina.
Perdona ma come Tullio ci sono anche io e siccome il primo che ha scritto non sono io, siamo almeno tre. Tre tulli contro tre tulli.
Scusa Spett.le Angolo Nero,
ho solo risposto perche' sono stato chiamato in causa.Mi riprometto che se non verro' nuovamente nominato mi limitero'a questo commento proprio per non entrare in dinamiche poco piacevoli e che la Giuria letteraria faccia il suo Corso.Grazie Mille per la vs.attenzione.
siamo a scherzi a parte ...vorrei capire chi scrive a nome di tullio visto che ognuno si arroga diritti vari...e visto che tullio sono io... ad es. per la Zagaria sono strameritati i voti e non capisco perchè quelli di altri autori ci possa essere diffidenza o addirittura scrivere a nome di altri...bravi veramente nessuna smentita a quanto pare.
Ciao tulliomerisi :)
eh eh eh... scherzetto! ciao ale.
questa votazione è più che veritiera, perchè io ne ho comprate 800 copie del libro del mio autore preferito e quindi ho diritto a 800 voti!
:D Vedo che almeno sei allegro. E a proposito, ancora auguri!!
Ale, io festeggio lavorando e ogni tanto mi svago qui da te... quanto al meccanismo della giuria, altro che fallace: se i responsabili non cambiano decisamente rotta lo Scerbanenco come premio avrà la credibilità di un concorso a cattedra nell'università italiana :)
P.S. Ugo ma tu che ci fai qui? È il tuo compleanno, vai a festeggiare! :)
@Luca: hai detto bene, a giudicare da questa classifica l'Italia è un Paese di acquirenti di libri e forti lettori :)
@Ugo: In effetti i 34 voti di Lucarelli e i 15 di Varesi danno da pensare - e sì che sono nomi che hanno un larghissimo seguito.
Insisto a dire, comunque, che il meccanismo della giuria popolare è fallace e va rivisto.
Trovo molto più interessante esplorare l'altro capo della classifica! Non so, vedo il povero Lucarelli che ha ricevuto solo 34 voti, o il buon Varesi che ne ha ricevuti solo 15, e che cacchio manco tutti i parenti hanno votato per loro! E che dire dell'ex capo della squadra antimostro, Giuttari: solo 3 voti? Non ce l'ha una moglie, dei figli?
Infine rivolgerei un pensiero, e forse anche una prece, al ricordo - pardon - all'indirizzo di Paolo Bertetto, Giorgio De Rienzo e Anna Frosali: non avendo ricevuto nemmeno un voto si deve supporre che i poveretti non siano più e non abbiano fatto in tempo a votare per sé stessi.
(Ai tre a 0 voti: oh, porta fortuna! Come i coccodrilli) ;)
ma certo, Luca, che li hanno acquistati quei libri chi ha votato. Mica ci stanno autori che vanno in giro sui forum dicendo Votatemi, o chiedono agli amici degli amici di invitare a votare. Come dicevo prima, sicuramente la classifica è veritiera, e bisogna complimentarsi con questi scrittori ed editori anche poco noti che riescono a vendere 1000 copie (però forse su 1000 voti le copie vendute possono essere 900 e il restante 10% il libro l'avranno letto in biblioteca).
Bravi, bravi, bravi ;)
(uhm, credo domattina linko questo post di Alessandra che mi pare molto molto interessante)
Aggiornamento delle 13.55 del 24 novembre...
Barbara BARALDI, La collezionista di sogni infranti, GRUPPO PERDISA EDITORE VOTI: 1119 (5,6%)
Nicola BIONDO, Massimo VENEZIANI, Il falsario di Stato, COOPER DI BANDALARGA VOTI: 1424 (7,1%)
Luigi Romolo CARRINO, Acqua storta, MERIDIANO ZERO VOTI: 735 (3,7%)
Alfredo COLITTO, Duri di cuore, GRUPPO PERDISA EDITORE VOTI: 515 (2,6%)
Marina CRESCENTI, Joy – Un altro caso a Milano, FRATELLI FRILLI EDITORI VOTI: 1150 (5,7%)
Antonio D’ ERRICO, Il discepolo, FRATELLI FRILLI EDITORI VOTI: 1145 (5,7%)
Lucia Tilde INGROSSO, Io so tutto di lei, KOWALSKI VOTI: 545 (2,7%)
Antonio PAGLIARO, Il sangue degli altri, SIRONI VOTI: 1134 (5,6%)
Eduardo VITOLO, Telepatia con i deceduti, IBISKOS EDITRICE RISOLO VOTI: 643 (3,2%)
Cristina ZAGARIA, L’osso di Dio, DARIO FLACCOVIO VOTI: 1522 (7,6%)
Più che altro sarebbe interessante conoscere, per molti dei titoli in questione, i dati effettivi di vendita. Voglio dire, davvero esistono 634 persone che hanno acquistato "Telepatia con i deceduti" della Ibiskos Editrice Risolo? Casa editrice a pagamento che dichiara espressamente, nel suo sito, di non tirare più di 300 (massimo 500) copie di un titolo di narrativa?
Se così fosse - e questo vale per molti altri casi nella lista dello Scerbanenco - bisognerebbe rivedere al rialzo tutti i discorsi funerei sulla crisi dell'editoria italiana. Altro che crisi: a giudicare da questa classifica, nel nostro paese c'à poco che vende come i libri...
Io vigilo... :)
mi pare una classifica veritiera. Tra l'altro approfitto per fare i complimenti, certi libri paiono aver venduto un po' più del previsto: gli editori saranno molto contenti :P
Ho dimenticato, in entrambi i casi, dic itare Marina CRESCENTI:
Marina CRESCENTI, Joy – Un altro caso a Milano, FRATELLI FRILLI EDITORI VOTI: 1102 (5,6%) (su Anobii: 3)
Mi suggeriscono, tra l'altro, un confronto con la presenza dei libri sullo scaffale di Anobii - che non sarà determinante, ma significativo q.b. magari sì.
Quanti utenti di Anobii hanno i libri summenzionati?
BARALDI, La collezionista di sogni infranti, VOTI: 1107 (Su Anobii: 32)
BIONDO, VENEZIANI, Il falsario di Stato, VOTI: 1367 (Su Anobii: 10)
CARRINO, Acqua storta, VOTI: 724 (Su Anobii: 80)
D’ ERRICO, Il discepolo, VOTI: 1072 (Su Anobii: 0)
INGROSSO, Io so tutto di lei, VOTI: 544 (Su Anobii: 6)
PAGLIARO, Il sangue degli altri, VOTI: 1120 (Su Anobii: 48)
PETRELLA, La citta’ perfetta, VOTI: 724 (Su Anobii: 49)
SANTAMARIA, Dove il silenzio muore, VOTI: 863 (Su Anobii: 4)
VITOLO, Telepatia con i deceduti, VOTI: 634 (Su Anobii: 1)
ZAGARIA, L’osso di Dio, VOTI: 1503 (Su Anobii: 9)
Ma certo. Vigilo :)
Tanto ormai ci siamo...
Alle ore 9.00 del 24 novembre la situazione top ten (in ordine alfabetico) è la seguente:
Barbara BARALDI, La collezionista di sogni infranti, GRUPPO PERDISA EDITORE VOTI: 1107 (5,6%)
Nicola BIONDO, Massimo VENEZIANI, Il falsario di Stato, COOPER DI BANDALARGA VOTI: 1367 (6,9%)
Luigi Romolo CARRINO, Acqua storta, MERIDIANO ZERO VOTI: 724 (3,7%)
Antonio D’ ERRICO, Il discepolo, FRATELLI FRILLI EDITORI VOTI: 1072 (5,4%)
Lucia Tilde INGROSSO, Io so tutto di lei, KOWALSKI VOTI: 544 (2,7%)
Antonio PAGLIARO, Il sangue degli altri, SIRONI VOTI: 1120 (5,7%)
Angelo PETRELLA, La citta’ perfetta, GARZANTI LIBRI VOTI: 724 (3,7%)
Simonetta SANTAMARIA, Dove il silenzio muore, CENTO AUTORI VOTI: 863 (4,4%)
Eduardo VITOLO, Telepatia con i deceduti, IBISKOS EDITRICE RISOLO VOTI: 634 (3,2%)
Cristina ZAGARIA, L’osso di Dio, DARIO FLACCOVIO VOTI: 1503 (7,6%)
e no, cara, ora sei tu che provochi! ;-))
Ciao Ale.
Ho salvato quasi ogni giorno le classifiche... e molti di questa lista hanno fatto scalate mirabolanti, anche dalla sera alla mattina.
Devo ammettere che la cosa mi sta divertendo. Mi sto godendo quest'ansia collettiva da classifica.... ma cosa succederà quando entrerà in campo la giuria "di qualità"? Quanti e chi di questi scalatori entreranno a far parte dei cinque finalisti?
Fremo dalla curiosità e nel frattempo cerco di interpretare (anzi credo di averlo compreso ma mi astengo) l'assoluta distacco di alcuni nomi notissimi in concorso.
Ale, facci sapere ogni novità e grazie.
alle 19:08
AngoloNero
La finisca...