Il blog del mistero
Trasecolo. Un gioco da ragazze, il film di Matteo Rovere in concorso al Festival internazionale del cinema di Roma, tratto dall'omonimo romanzo di Andrea Cotti, è stato vietato ai minori di 18 anni.
Ecco il comunicato stampa di Colorado Noir (coproduttore del film insieme a Rai Cinema):
Questo il responso che ci siamo visti recapitare della Commissione per la Revisione Cinematografica del Ministero per i Beni e le Attività culturali, alias la censura italiana:
Un gioco da ragazze è stato vietato ai minori di 18 anni.
Tra le motivazioni ci balza all’occhio:
1)Il realismo del film “di per sé idoneo a indurre comportamenti imitativi”
2)La figura della protagonista, che riassume in sé le categorie negative del cinismo, dell’immoralità sessuale [...] SENZA CHE IL FILM ALTERNI TALI CARATTERISTICHE CON UNA CONCLUSIONE ESEMPLARE.
Ergo, perché il film sia rispettabile, la protagonista deve morire!
Matteo Rovere si macchia così del delitto di non aver ucciso Elena, la protagonista del film, giovane prodotto di una famiglia (e di una società) benpensante, ipocrita e tristemente autocompiaciuta del proprio perbenismo, un’adolescente cinica per necessità e non per scelta…
Come dichiara Maurizio Totti in un’intervista al Messaggero, “Un gioco da ragazze racconta di genitori che ignorano cosa facciano davvero i figli, denuncia la mancanza di controllo su questi ragazzi”. Così a poca distanza da titoli di genere come “Così lo voglion tutte” figurerà nell’elenco dei banditi, il nostro Un gioco da ragazze.
Ironia della sorte, pochi giorni fa ci siamo detti favorevoli al divieto per i minori di 14 anni “un dodicenne potrebbe non essere in grado di prendere le distanze e di comprendere il senso del film” ha commentato Maurizio Totti al Messaggero. A quanto pare il problema non è solo dei dodicenni!
È sensato pensare che un film interpretato da ragazze appena maggiorenni e diretto da un venticinquenne, non possa avere come pubblico proprio gli adolescenti? Il realismo nuoce alle coscienze?! E in conclusione: Questo film.. non s’ha da proiettare?
Dicci cosa ne pensi sul blog di Colorado.
un film pessimo......il regista o ki x lui dovrebbe vergognarsi.....dopo qst film ha avrà perso kissà qnt punti...un film senza cervello..senza un messaggio finale....ke skifo..l'unica cosa k m consola è il fatto k molti la pensano cm me...
a me sembra proprio che dietro questi tagli ci sia moralismo. Tipico di una società cattolica che tende a crescere i ragazzi come rincoglioniti, bamboccioni tra i teletubbies che devono scorire il mondo + tardi che mai.
e poi dietro queste critiche che vogliono la protagonista morta, punita dalla vita e dal destino per gli atteggiamenti poco mral, non vi sembra ci sia un sorta di mentalità femminicida?
a me sembra proprio che dietro questi tagli ci sia moralismo. Tipico di una società cattolica che tende a crescere i ragazzi come rincoglioniti, bamboccioni tra i teletubbies che devono scorire il mondo + tardi che mai.
Anch'io trasecolo, anche se per motivi diversi.
Lo trovo un divieto inutile, anzi otterrà l'effetto contrario a quello desiderato. Sarà proprio questa limitazione ad attrarre maggiormente l'attenzione delle fasce escluse che, a parte gli infiltrati nelle sale, quando sarà disponibile in DVD o in tv, complici distratti gli stessi genitori sotto accusa nella storia, si rifaranno dall'esclusione.
Purtroppo alla stupidità non c'è cura.
alle 22:41
AngoloNero
Pietà... Stasera non ce la posso fare. Davvero.