Il blog del mistero
Amélie Nothomb
Né di Eva né di Adamo
Voland
Pagine 160
Prezzo 13,00 euro
La folgorazione è arrivata ben prima di leggere l'ultima pagina di questo romanzo. La folgorazione, arrivata quando Amelié e Rinri vanno al cinema a vedere Le relazioni pericolose, ha assunto la forma di un pensiero nitido e palese: Amélie Nothomb è proprio un'arpia.
Né di Eva né di Adamo è - come certa parte della produzione della scrittrice - apertamente autobiografico: Amélie, nata e vissuta in Giappone fino all'età di 5 anni, torna a Tokio all'età di 22 anni per perfezionare la lingua. Scambia lezioni di francese con lezioni di giapponese e così incontra Rinri, suo coetaneo. Il ragazzo si innamora della belga, lei no, ma intrattiene con lui una piacevole relazione affettuosa, marcata da un totale disinteresse nei confronti dei sentimenti di Rinri.
Spicca su tutto il terrificante egocentrismo della Nothomb. I suoi ricordi, le sue sensazioni, i suoi stupori di fronte a un modo di vivere molto diverso da quello occidentale, la sua meraviglia davanti al monte Fuji, il suo dolore per la separazione dalla sorella, le sue frustrazioni, la sua sensazione di onnipotenza. Il suo sentirsi Zarathustra, perfino. Fino al finale, quando appare chiara la devastazione che Amélie ha portato nella vita di Rinri con orribile leggerezza.
Altro che meraviglioso mondo di Amélie. Questo è il crudele mondo di Amélie, di una persona incapace di empatia. Ma poiché quello che si (dovrebbe) giudica(re) in un libro è la scrittura, e non lo scrittore, rimane di buono l'immagine del Giappone raccontato con gli occhi di un'europea. I cibi, le abitudini, il carattere delle persone, i paesaggi descritti in maniera non banale.
Il cinismo e l'ironia sono da sempre tratti caratterizzanti la produzione della Nothomb. Più che in altri romanzi, però, qui non si può fare a meno di assorbire l'algido distacco dell'autrice, la sua determinazione feroce.
Nonostante questo, immagino che continuerò a leggerla, allo stesso modo in cui guardo i film dell'orrore anche se le scene splatter mi disturbano, o fumo pur sapendo che fa male.
Continuerò a leggere Amélie Nothomb perché, è risaputo, il male è molto più affascinante del bene.
Ma si possono anche non leggere, le recensioni.
Non si dovrebbero mai scrivere recensioni su un autore che si conosce poco. O peggio, si fa finta di leggere. Bastarda? No, Nothombiana!! :))
no, di passaggio, ho scritto esattamente quello che volevo scrivere
essere lesbica (=amare le donne) non significa odiare gli uomini
essere eterosessuale donna (=amare gli uomini) non significa odiare le donne
Non ho capito il paragone. Forse dovevi dire che nonostante sei eterosessuale non maltratti gli uomini...no?
Ribadisco di non avere notizie certe sull'orientamento sessuale di Amélie Nothomb. Ma se anche fosse, questo non giustifica la crudeltà e il cinismo.
Essere lesbica non significa seviziare mentalmente gli uomini. Io sono eterosessuale, ma non per questo maltratto le donne...
Allora non ha letto la Nothomb. Ha notato che in tutti i 16 romanzi pubblicati la persona amata è sempre una donna? Al riguardo le consiglio la lettura di due libri "dichiaratamente" autobiografici ( l' avverbio non è usato a sproposito: gli altri lo sono in ugual misura, ma in maiera velata), "Biografia della fame" e " Sabotaggio d' amore" e poi privi a rileggere " Nè di Eva né di Adamo" sotto questa nuova chiave di lettura. Troverà la Nothomb meno crudele e cinica ne sono convinta!
Non posso esprimermi sull'orientamento sessuale della Nothomb perché non so nulla in merito...
Proprio come uno dei suoi personaggi ( e se lei ha letto la Nothomb sta di chi sto parlando ), Amélie dovrebbe lamentarsi di non essere letta.
Crudele, feroce, incapace di empatia? Ma perchè nessuno si accorge che la Nothomb è semplicemente lesbica? E di conseguenza non innamorata del giovane giapponese?
Rimane un mistero....
alle 13:44
di passaggio
ah, perdonami, avevo letto il tuo commento credendoti un ragazzo. Saluti.